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Tfr: trattenuta del 2,5% illegittima e diritto al rimborso

19 Settembre 2017 | Autore:
Tfr: trattenuta del 2,5% illegittima e diritto al rimborso

La trattenuta del 2,5% operata sullo stipendio dei dipendenti pubblici è illegittima e dovrà essere restituita

È illegittimo prelevare il 2,5% dello stipendio dei dipendenti pubblici che si trovino in regime di Tfr. Dunque, per comprendere se si può chiedere la restituzione della ritenuta del 2,5% sul Tfr basta analizzare la propria busta paga: se, calcolatrice alla mano, risulta che la Pubblica Amministrazione trattiene una somma pari al 2,5%, calcolata sull’80% della retribuzione lorda, si potrà chiedere il rimborso. Vediamo perché ed in quali casi.

Trattenuta del 2,5%: quando è illegittima

La Pubblica Amministrazione trattiene sulla busta paga dei propri dipendenti una somma pari al 2,5% dell’80% della retribuzione. Tale trattenuta, in alcuni casi, non trova giustificazione nella legge e dovrà, pertanto, essere rimborsata. Secondo i Giudici [1], infatti, è illegittimo prelevare mensilmente il 2,5% dello stipendio dei dipendenti pubblici che si trovino in regime di Tfr.

Attenzione: secondo la legge è possibile (sebbene con alcune limitazioni) operare il prelievo del 2,5% nei confronti dei dipendenti che, assunti prima del 31.12.2000, si trovino in regime contributivo di Tfs (Trattamento di fine servizio). Al contrario, la trattenuta del 2,5% sul Trattamento di fine rapporto nei confronti di chi è stato dopo il 31.12.2000 non trova giustificazione in alcuna fonte normativa e dovrà pertanto, essere restituita. Il prelievo del 2,5% è ingiustificato in quanto dovrebbe essere posto a carico dello Statodatore di lavoro e non a carico del lavoratore.

Tale principio è stato stabilito dalla Corte Costituzionale nel 2012 [2]. Secondo la Corte Costituzionale, infatti, il prelievo del 2,5% sullo stipendio del dipendente pubblico è da ritenersi irragionevole, perché non collegato alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato. Tale trattenuta costituisce un’ingiustificata riduzione della retribuzione per il lavoratore ed è causa di una evidente disparità di trattamento tra dipendenti pubblici in regime di Tfr e lavoratori privati, atteso che solo i primi e non anche i secondi subiscono tale ritenuta. Con un’altra recente sentenza del 2014, la Corte Costituzionale ha ribadito quanto già deciso due anni prima [3]. Nel frattempo, molti Tribunali, adeguandosi alle pronunce della Corte Costituzionale, hanno riconosciuto il diritto al rimborso dei lavoratori, condannando lo Stato alla restituzione di considerevoli somme [4]. I dipendenti pubblici hanno, dunque, diritto al rimborso delle somme che lo Stato ha illegittimamente incassato nel corso degli anni, decurtando ingiustamente gli stipendi di ciascuno.

Trattenuta del 2,5%: chi può chiedere il rimborso

In particolare, possono chiedere la restituzione delle predette somme:

  • I dipendenti pubblici assunti dopo il 31.12.2000 e che si trovano in regime di Tfr (Trattamento di fine rapporto);
  • i dipendenti pubblici assunti prima del 31.12.2000 e che si trovano in regime contributivo di Tfs (Trattamento di fine servizio).

Mentre nella prima ipotesi il rimborso sarà molto cospicuo, nel secondo caso i rimborsi saranno calcolati prendendo in considerazione solo due anni lavorativi (il 2011 ed il 2012). I dipendenti pubblici hanno, dunque, diritto al rimborso delle somme che lo Stato ha illegittimamente incassato nel corso degli anni, decurtando ingiustamente gli stipendi di ciascuno.


note

[1] Da ultimo, Trib. Milano sent. n. 724 dell’11.03.2016.

[2] C. Cost. sent. n. 223 dell’11.10.2012.

[3] C. Cost. sent. n. 244 del 28.10.2014.

[4] Hanno deciso in tal senso, ex multibus, il Tribunale di Roma, di Treviso, di Termini Imerese, di Salerno, di Enna, di Milano.


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1 Commento

  1. salve,
    sembra che l’ARAN abbia affrontato la questione e prodotto la seguente guida: che ne pensa?

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