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Malattie legate all’alimentazione scorretta

9 Dicembre 2018


Malattie legate all’alimentazione scorretta

> Salute e benessere Pubblicato il 9 Dicembre 2018



Il benessere economico dei paesi più ricchi ha contribuito allo sviluppo di alcune patologie collegate a un’alimentazione spesso disordinata o semplicemente priva della necessaria varietà e completezza di nutrienti.

Ogni organismo necessita di cibo sia per rifornirsi di energia che per assumere le sostanze che gli servono per formare le nuove cellule che sostituiscono quelle morte. Negli alimenti sono comunemente presenti tre principali gruppi di molecole, carboidrati, proteine e grassi, ciascuno dei quali fornisce energia, sebbene in modalità e con effetti diversi. Oltre che dell’energia, le cellule hanno necessità di 20 amminoacidi, composti base per la costruzione delle proteine, di vitamine e di minerali. Puoi ben immaginare, quindi, come esistano moltissime malattie legate all’alimentazione scorretta. Vediamo quali sono quelle che hanno gli effetti più gravi sulla nostra salute.

Cos’è il fabbisogno energetico giornaliero?

Ti sarà capitato di sentir parlare di fabbisogno energetico giornaliero, cioè della quantità di energia, misurata in calorie, da assumere con l’alimentazione, per compensare l’energia spesa durante le attività quotidiane. Esso dipende da molti fattori come l’età, il sesso, il peso, l’attività fisica, il tipo di lavoro.

Il fabbisogno energetico giornaliero di un adulto di media età e peso, che compie un’attività lavorativa leggera, è di circa 2200 calorie; quello di un individuo che svolge un lavoro di media pesantezza è intorno alle 3000 calorie, mentre ne servono fino a 4000-4500 in caso di attività lavorative più faticose.

Tuttavia, in alcuni periodi della vita l’alimentazione deve essere più abbondante e più ricca in calorie, perché l’organismo è in fase di crescita, come durante gli anni dell’adolescenza, o per le necessità richieste da un altro organismo, come nei periodi della gravidanza e dell’allattamento. A seconda, poi, delle varie situazioni ciascuno di noi può avere l’esigenza di una dieta particolare e di un determinato apporto energetico.

Se, ad esempio, sei convalescente dalla classica influenza del periodo invernale, durante la quale hai perso peso, potrai ricorrere a una dieta un po’ più ricca di carboidrati, integrandola con proteine e vitamine. Se, invece, hai qualche problema di obesità dovrai diminuire la quantità di carboidrati per non accrescere i già notevoli depositi di grasso.

I problemi di salute sono molto spesso legati a un’alimentazione scorretta. Il comportamento alimentare, infatti, influenza anche molte patologie di natura cardiovascolare, come l’ischemia o l’infarto, e di natura metabolica, come il diabete e l’obesità. Vediamo in che modo queste patologie dipendono, almeno in parte, da un’alimentazione scorretta.

Diabete e obesità

Il diabete è una malattia in cui i valori di glucosio nel sangue (glicemia) assumono valori molto elevati. Il glucosio, dal punto di vista chimico, è uno zucchero che serve come nutrimento per le cellule e il suo livello varia durante la giornata.

Dopo un pasto abbondante la glicemia tende ad aumentare e questo aumento stimola la produzione di insulina, un ormone prodotto dal pancreas, che riporta la glicemia al giusto livello.

Dopo qualche ora di digiuno, il glucosio viene trasferito dal sangue ai tessuti per fornire energia alle cellule e la glicemia si abbassa. A questo punto entra in funzione un altro ormone che rende utilizzabile il glucosio immagazzinato e ne provoca il rilascio nel flusso sanguigno, ripristinando il giusto livello di glicemia.

Come vedi il circolo si chiude perfettamente ma è sufficiente che l’insulina venga prodotta in quantità troppo bassa o poco efficace dal punto di vista biologico e il livello del glucosio nel sangue aumenta troppo.

Per poter discutere di come su questa malattia influisca l’alimentazione devi considerare innanzitutto la differenza esistente tra diabete di tipo 1 e di tipo 2. Il primo deriva dalla distruzione delle cellule del pancreas che producono insulina causata da sostanze prodotte dal proprio sistema immunitario (si definisce infatti malattia auto-immune) ed è la forma della malattia che richiede la terapia effettuata con iniezioni di insulina. Il secondo, che si manifesta in un periodo più lungo, dipende da fattori genetici o ambientali, tra cui molta importanza hanno quelli legati all’alimentazione.

In molti casi chi soffre di diabete 2 avrà problemi di obesità e viceversa chi è obeso ha un rischio di contrarre questa malattia 10 volte più alto delle persone di peso normale. Chi mangia grandi quantità di cibo e predilige i cibi ricchi di zuccheri semplici, come merendine, dolciumi e bevande gassate, e di grassi animali, come gli insaccati, le carni grasse, lo strutto e i latticini, ha un maggior rischio di contrarre il diabete rispetto a chi ha una dieta ricca di fibre, contenute, ad esempio, in cereali integrali, legumi e vegetali.

Malattie di natura cardiovascolare

Quando il tuo medico ti prescrive i controlli di routine, tra gli esami da fare ci sono sempre quelli che determinano i valori dei trigliceridi e del colesterolo. Valori troppo elevati di questi composti sono indicatori del rischio di ictus e di malattie cardiovascolari.

Ti sei mai chiesto che cosa sono e in che modo essi dipendono dall’alimentazione? I trigliceridi sono grassi presenti nel sangue che in piccola parte vengono prodotti dal nostro stesso organismo, mentre la quantità maggiore la introduciamo attraverso l’alimentazione, assumendo zuccheri semplici e sostanze come l’alcol.

Livelli troppo elevati di trigliceridi sono associati a ipertensione, glicemia elevata, colesterolo alto. Tutti questi fattori, che sono sempre collegati a un peso corporeo troppo elevato, determinano l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Per evitare problemi devi prestare molta attenzione ai grassi presenti nella tua dieta, aumentando la quantità di quelli insaturi rispetto a quelli saturi.

La differenza tra grassi saturi e insaturi è data dalla loro diversa struttura chimica: i grassi saturi sono contenuti in carne, insaccati, uova e derivati del latte mentre i grassi insaturi sono nell’olio d’oliva, nel pesce azzurro, nella carne bianca.

Tumori

Anche il male più oscuro dei nostri anni, pur essendo derivato da molti fattori concomitanti, alcuni dei quali ancora sconosciuti, ha legami evidenti con l’alimentazione. Una dieta sana forse non riuscirà a evitare una malattia così subdola ma può aiutare a mantenere lo stile di vita più corretto.

Frutta e verdura a foglia verde, cereali e legumi, pesce azzurro, olio d’oliva, pomodori, sono cibi ricchi di nutrienti, vitamine e antiossidanti; evita gli eccessi di carni rosse, di insaccati, di cibi confezionati di cui non puoi decidere gli ingredienti, né come qualità né come quantità.

Non dimenticare l’importanza del metodo di cottura: ad esempio, per la carne è meglio la cottura a vapore rispetto a quella sulla griglia. Con la griglia o il barbecue infatti si raggiungono temperature molto alte e le proteine della carne liberano sostanze che possono essere pericolose. Naturalmente, non devi demonizzare questo metodo di cottura: il trucco sta nel limitare e nel non eccedere. Il consiglio è di controllare ciò che mangi e di integrarlo in un’alimentazione varia e bilanciata.

Disturbi del comportamento alimentare

Si tratta di patologie, spesso con una grande componente di natura psicologica, caratterizzate da un’alterazione delle normali abitudini alimentari: colpiscono soprattutto le adolescenti che, improvvisamente, iniziano a considerare brutto e sbagliato il proprio corpo.

Sono disturbi che si presentano sotto forma di una brusca interruzione del normale modo di alimentarsi, con l’inizio di diete rigidissime o con l’effettuazione di grandi abbuffate seguite da periodi di digiuno. In molti casi viene indotto il vomito o vengono presi lassativi in grande quantità per evitare l’assorbimento dei cibi. Sono malattie che si manifestano con disturbi alimentari ma che derivano da problemi di natura psichica. Le patologie più comuni sono l’anoressia, la bulimia e il binge eating o alimentazione compulsiva.

L’anoressia è la patologia di chi si ritiene troppo grasso e rifiuta di alimentarsi, arrivando a considerare la magrezza assoluta come il proprio traguardo nella vita. Chi ne soffre perde la percezione reale del proprio corpo e si vede sempre in sovrappeso, continuando a fare diete rigidissime e non bilanciate che minano il fisico.

La bulimia è il disturbo di chi fa grandi abbuffate e poi, per cercare di tacitare il senso di colpa per aver mangiato troppo, mette in atto i cosiddetti comportamenti compensativi, come il vomito autoindotto, per ripristinare la situazione precedente.

Il binge eating o alimentazione compulsiva è simile alla bulimia per ciò che riguarda le abbuffate ma se ne discosta perché non è seguito dall’eliminazione. Chi soffre di questa patologia è quasi sempre obeso e, poiché tenta invano di seguire diete ipocaloriche, molto spesso è anche affetto da una profonda depressione che, nel classico giro vizioso, lo spinge ad alimentarsi in modo sempre più incontrollato.

Tutte queste patologie psicofisiche legate all’alimentazione sono il risultato di un insieme complesso di cause. Motivazioni genetiche, biologiche, ambientali e sociali si intrecciano nel creare un quadro complicato da cui chi è affetto da questi disturbi si può liberare solo con l’aiuto di esperti e con la vicinanza dei familiari e degli amici.

Gli effetti dei disordini alimentari sul fisico sono molto gravi: l’alimentazione gravemente scorretta può provocare danni a molti apparati dell’organismo e avere pesanti ripercussioni anche a livello psicologico.

La maggiore difficoltà che chi è affetto da queste patologie deve superare sta, però, nel riconoscere e nell’accettare la propria malattia. Particolarmente colpiti sono gli adolescenti e i giovani che attraversano il momento di cambiamento dovuto all’età in un periodo storico come il nostro, caratterizzato da grande incertezza e insicurezza e in cui molto spesso viene data importanza soltanto all’aspetto esteriore. In tal modo i ragazzi non hanno la possibilità di crearsi una propria identità e vanno alla ricerca di soluzioni in grado di permettere loro di uniformarsi a quella che sembra l’identità di successo.


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