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Chi sa cucinare sa fare bene l’amore

11 Dicembre 2018


Chi sa cucinare sa fare bene l’amore

> Cultura e società Pubblicato il 11 Dicembre 2018



Recenti studi sostengono che le persone che sanno cucinare sono anche quelle più brave a letto: a prima vista può sembrare una forzatura, ma esistono diversi spunti a sostegno di questa ipotesi.

Mangiare, dormire, fare l’amore: per la maggior parte delle persone i piaceri della vita si riassumono in questi tre termini. Tuttavia, se per adagiarsi sul letto e cedere alle braccia di Morfeo non servono particolari abilità, per gli altri due piaceri bisogna metterci molto del proprio. La cosa ha stuzzicato non poco i ricercatori di tutto il mondo, che negli ultimi anni hanno trovato grosse similitudini tra l’arte del cibo e quella dell’Eros, arrivando a dichiarare che chi sa cucinare sa fare bene l’amore. Sarà davvero così? Visionando tutto il materiale accademico possibile sull’argomento, abbiamo trovato diversi punti in comune tra gli “artisti della cucina” e quelli delle “lenzuola”.

Chi cucina è un altruista?

Dietro una persona che sa cucinare vi è molto di più di un semplice chef che sa quali ingredienti usare e come prepararli. Chi cucina è anzitutto una persona che pensa agli altri, che prepara le sue pietanze soprattutto sulla base dei gusti dei propri commensali.

Quando un uomo, ad esempio, prepara la cena per la propria donna, tende a cucinare proprio quelle pietanze che più sono gradite alla partner. Chi ha la fidanzata vegetariana, allo stesso modo, non si sognerebbe mai di farle trovare in un piatto una bistecca ai ferri. La cosa si traduce positivamente anche in camera da letto, perché chi sa cucinare ha come primo obiettivo quello di far raggiungere l’orgasmo al proprio partner.

Il nostro cuoco altruista dà fondo a tutte le proprie competenze in fatto di preliminari e attua solo quelle posizioni in cui la sua partner prova maggiormente piacere.

Solo quando ha la percezione di aver mosso “i fili giusti” durante l’amplesso si lascia andare a sua volta, cercando di provare piacere nello stesso momento in cui l’altra persona raggiunge l’acme della goduria.

Improvvisazione: è una qualità sia in cucina che in camera da letto?

Coloro che sanno cucinare non sono quelli che vanno sui canali social degli chef più importanti d’Italia per trovare nuove ricette da “scopiazzare”. La bravura di una persona ai fornelli la vedi proprio in quei momenti in cui ha un frigo semivuoto: pur avendo pochi ingredienti su cui poter contare, riesce ad assemblare quello che trova con grande maestria, realizzando sempre piatti succulenti.

Fare di necessità virtù, quindi, è una qualità che solo chi sa veramente cucinare ha. E si tratta di una peculiarità che ha i suoi vantaggi anche sotto le lenzuola. Viviamo tempi molto piatti, in cui tutti gli aspetti della vita seguono una determinata routine senza mai deragliare in emozioni vere. Una persona che sa improvvisare un buon piatto in cucina rifugge continuamente la monotonia e cerca la fantasia anche in camera da letto.

L’improvvisazione permette di sperimentare sempre cose nuove con la propria partner, stimolando la voglia di fare l’amore fuori dagli schemi anche nell’altra persona.

Una persona che sa improvvisare, ad esempio, sa bene che la posizione del missionario, forse perché troppo convenzionale, alla fine stanca. Sul piano dell’amplesso, quindi, non ci si fossilizzerà mai sempre sulle stesse posizioni.

Prima di dedicarsi alla mera penetrazione è importante saper improvvisare anche durante i preliminari. Il che non significa fare necessariamente del petting in modo trasgressivo. Si può anche solo giocare per aumentare il piacere, pagare dei pegni hot o semplicemente gustare qualche cibo afrodisiaco completamente nudi.

Cercare nuovi spunti, sia sul piano dei preliminari che su quelli dell’amplesso è una sfida che una persona che sa improvvisare accetta puntualmente.

Il bravo cuoco armeggia la pazienza anche quando fa l’amore?

Altra peculiarità che accomuna il saper cucinare e l’arte dell’Eros è sicuramente la pazienza. Anche se viviamo in una società in cui padroneggiano i fast-food, quando vogliamo mangiare veramente bene o ce ne andiamo in qualche ristorante rinomato o ci mettiamo pazientemente ai fornelli. In entrambi i casi sappiamo bene che per poter gustare delle prelibatezze dobbiamo attendere, perché le cose più buone hanno bisogno di tempo per essere assaporate a fondo.

La persona che sa cucinare porta con sé la dote della pazienza anche durante i suoi incontri amorosi. Senza girarci troppo intorno, chi sa cucinare non utilizza (né pratica) mai termini come “sveltina” oppure “una botta e via”. Per quanto il mordi e fuggi, in qualche raro contesto, abbia il suo fascino, non può essere la “dieta fissa” di nessuno.

Mangiare tutti i giorni al fast-food fa male alla salute: lo stesso vale per i rapporti fugaci. Chi sa cucinare ha capito armeggiando tra i fornelli che i preliminari non sono un inutile intermezzo prima della penetrazione, bensì rappresentano la fiamma sulla quale cuocere a puntino il frutto della passione.

Chi ama cucinare apprezza moltissimo anche le fasi antecedenti l’amplesso, le assapora senza ingordigia e si tuffa sul piatto principale solo quando è giunto a cottura. Ognuno di noi, nella sua vita, ha incontrato almeno una volta un partner “fast-food”. I più sfortunati ci vanno a letto tutte le sere.

Prendete queste righe come spunto e regalate alla prima occasione utile delle lezioni di cucina al vostro partner: vedrete che di lì a breve diventerà un amante della buona tavola e saprà offrirvi solo prelibatezze anche sotto le lenzuola.

Chi l’ha detto che il multitasking serve solo a lavoro?

Il termine multitasking, di chiara matrice anglosassone, serve ad indicare la capacità di fare più cose contemporaneamente. È una parola usata spesso in ambito lavorativo ed indica una peculiarità che sempre più addetti alle risorse umane richiedono nei candidati che sostengono un colloquio. Il multitasking però, più semplicemente, riguarda la vita di tutti i giorni e trova una continua applicazione anche in cucina.

La maggior parte delle ricette, in realtà, prevede una grande capacità multitasking: quando si prepara una qualunque pietanza ripiena, ad esempio, si tende a preparare il contenuto mentre l’impasto sta crescendo. Ancora più banalmente, dimostra di essere multitasking anche chi condisce l’insalata mentre la carne cuoce sulla brace.

Chi padroneggia l’arte della cucina, quindi, in ogni suo gesto pianifica più azioni contemporaneamente, ottimizzando il tutto. L’arte del multitasking ha la sua valenza anche in un contesto amoroso: con quale altro termine definireste un amante che oltre a baciare con passione la sua partner con le mani le accarezza tutto il corpo?

L’esempio è di stampo tradizionale, ma la fantasia dei bravi amanti potrebbe fornire moltissimi altri esempi di “multitasking hot”. Di conseguenza, le persone che cucinano sanno fare (bene) più cose contemporaneamente e trasportano questa capacità anche nei rapporti sessuali, riuscendo a stimolare in più modi il proprio amante.

L’intraprendenza serve in cucina e a letto?

In questo elenco di peculiarità che accomunano cucina e Eros non può mancare l’intraprendenza. Se il termine usato in ambito sessuale può essere di facile lettura, l’intraprendenza in cucina non viene percepita facilmente da chi non è competente in materia.

A dirla tutta, una persona che sa cucinare è intraprendente per diversi motivi. In una società fortemente matriarcale come la nostra, dove alla cucina ci pensa la mamma e tanti ragazzi preferiscono aspettare il piatto pronto piuttosto che rimboccarsi le maniche, chi vuole imparare a cucinare mostra anzitutto la sua voglia di tagliare il cordone ombelicale. Il che, in una società in cui non mancano gli uomini grandi e grossi ancora legati alla gonna della mamma, basterebbe da solo a far alzare la libido nei confronti di questi “rivoluzionari dei fornelli”.

L’intraprendenza si mostra ancora di più quando si abbinano tra di loro ingredienti apparentemente distanti, il cui connubio però genera piatti eccezionali. La ricetta delle melanzane con la cioccolata, ad esempio, dimostra come la perfetta accoppiata tra due ingredienti agli antipodi possa generare una pietanza dal gusto unico.

L’intraprendenza imparata in cucina è utile anche sotto le lenzuola, perché pure in ambito amoroso si possono accoppiare (non solo nel senso letterale del termine) due ingredienti distanti tra loro, rappresentati da due persone con vite e modi di intendere diversi, che però nell’incontro sessuale dimostrano di essere molto più affini di quanto non avrebbero immaginato loro stessi.

Chi sa cucinare, quindi, non solo è intraprendente nell’approcciare l’altra persona, ma lo è anche nello scegliere una partner apparentemente incompatibile e renderla la compagna di vita ideale.

Chi sa cucinare prova sempre a migliorarsi?

La qualità probabilmente migliore delle persone che sanno cucinare è che provano sempre a migliorarsi. Tecnicamente, anche la persona che sa friggere un uovo sa cucinare.

Tuttavia, c’è un divario enorme tra chi si limita a cucinarsi qualcosa giusto per non morire di fame e coloro che invece sono sempre alla ricerca di nuovi piatti da preparare. Non si tratta solo di imparare a cucinare quante più pietanze possibili, è soprattutto un modo per migliorarsi costantemente e raggiungere livelli sempre più alti.

Spostando questa qualità in camera da letto, la persona che sa cucinare si trasforma in un amante che cerca di essere sempre più bravo per la propria partner. Non sentirete mai dire ad una persona che sa cucinare di essere l’amante migliore del mondo. Semmai si limiterà a dire che prova a fare sempre del suo meglio per donare alla persona che ama attimi di piacere sempre più intensi.

Chi sa cucinare è quindi davvero più bravo a fare l’amore?

In queste righe abbiamo visto quante siano le peculiarità in comune tra le persone brave in cucina e quelle performanti a letto. Anche se vi sono diversi studi a sostegno di questa teoria, ovviamente non si può generalizzare.

Ci sono persone che pur non sapendo cucinare un uovo sono dei perfetti amanti; allo stesso modo, ci sono abili chef che poi fanno cilecca sotto le lenzuola. Ogni persona è un universo con i suoi talenti e le sue peculiarità.

Tuttavia, proprio nel non lasciare nulla al caso, chi vi scrive si è già iscritto ad un corso di alta cucina.


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