Manovra 2019: niente aumento del fondo per le famiglie

31 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Ottobre 2018



Novità nel testo definitivo: via i 100 milioni per la natalità. Nasce Investitalia per le infrastrutture. Più prof ai licei musicali, meno soldi alla difesa.

Sorpresa: nel testo definitivo della manovra 2019 inviato al Quirinale non c’è più l’aumento del fondo per le famiglie. Cosa che, invece, si poteva trovare nelle bozze precedenti. Che cosa significa? Significa che saltano i 100 milioni di euro che dovevano essere stanziati ogni anno a partire dal 2019 a sostegno della natalità, della maternità e della paternità.

Questa è solo una delle ultime novità della Legge di Bilancio che, dopo aver avuto la bollinatura della Ragioneria dello Stato, è partita verso il Colle per permettere al presidente della Repubblica un attento esame della manovra. Soltanto dopo la metà di novembre, il 21 ed il 22, arriverà alla Camera per il vaglio delle commissioni mentre il 29 ed il 30 novembre approderà in Aula.

Vediamo, dunque, le novità contenute nel testo definitivo della manovra 2019 a partire proprio dall’aumento del fondo per le famiglie saltato nell’ultima versione.

Manovra 2019: stop all’aumento delle risorse per le famiglie

Dunque, salta l’aumento delle risorse per finanziare le misure a sostegno delle famiglie. Finora era previsto un fondo di 100 milioni di euro destinati ad alcuni provvedimenti legati alla natalità, alla maternità e alla paternità per contrastare la crisi demografica. Nel testo definitivo, quei 100 milioni non ci sono più.

Per risolvere la crisi demografica, dunque, resta come misura prevista dal Governo il terreno regalato a chi fa il terzo figlio.

Manovra 2019: tagli alla difesa e ai crediti di imposta

Le Forze dell’ordine, e quindi la difesa, dovranno dire addio a 60 milioni di euro nel 2019 e ad altri 531 nel periodo tra il 2019 ed il 2031. Nel frattempo, il Ministero della Difesa dovrà riprogrammare entro il 30 gennaio 2019 la spesa dei settori interessati.

Forbice governativa all’opera anche su alcuni crediti di imposta. Quasi 4 milioni verranno risparmiati dalle sale cinematografiche, poco più di 1 milione dalle librerie e 375mila euro dalle società editoriali.

Manovra 2019: la creazione di Investitalia

Altra novità contenuta nel testo definitivo della manovra 2019 è l’istituzione di Investitalia. Si tratta di una struttura di missione per il supporto alle attività della Presidenza del Consiglio, di coordinamento delle politiche di governo e dell’indirizzo politico e amministrativo dei ministri sugli investimenti pubblici e privati. Insomma, una sorta di «cabina di regia», per usare un termine giornalistico molto in voga negli ambienti di Palazzo.

A che cosa serve Investitalia? Dovrà occuparsi di analizzare i programmi di investimento relativi alle infrastrutture e al loro riammodernamento. Ma dovrà anche verificare gli stati di avanzamento dei progetti che riguardano le infrastrutture e degli studi di fattibilità dei progetti di investimento.

Investitalia risponderà direttamente a Palazzo Chigi anche in coordinamento con l’altra cabina di regia, Strategia Italia. Costerà 25 milioni nel 2019.

Manovra 2019: l’Agenzia delle opere pubbliche

Cambio di nome e di compiti per l’Agenzia del demanio, che passa a chiamarsi Agenzia del demanio e della progettazione. Ma oltre alla denominazione, cambia qualcosa? Cambia che avrà al suo interno una Centrale per la progettazione delle opere pubbliche e che l’organico passerà a 300 dipendenti. Di questi, i primi 50 possono già arrivare dal personale di ruolo, senza troppe formalità. La nuova Centrale avrà a disposizione 100 milioni di euro ogni anno dal 2019 da un fondo appositamente predisposto e, quindi, autonomo rispetto all’Agenzia del demanio.

Manovra 2019: nuove assunzioni di prof

Nel testo definitivo della manovra 2019 si legge anche dell’incremento dell’organico nei licei musicali. Dall’anno scolastico 2019/2020 arriveranno 400 professori in più.

Manovra 2019: tagli a chi non si adegua ai vitalizi

Mano dura nel testo definitivo della manovra 2019 contro le Regioni che non si adegueranno ai tagli ai vitalizi di presidenti, consiglieri ed assessori previsti dal Governo. In pratica, chi non rispetta la direttiva e non diminuisce i vitalizi entro 4-6 mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, vedrà arrivare l’80% in meno dei trasferimenti erariali a favore di regioni e province autonome. Escluso, però, da questo rischio il trasferimento di fondi per sanità, politiche sociali e trasporto pubblico.


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