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Acufeni: quali rimedi

10 Dicembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 10 Dicembre 2018



Gli acufeni sono un fastidioso disturbo che si accompagna a quadri clinici differenti ma esistono numerosi rimedi per risolvere il problema.

Forse facciamo meno fatica ad adattarci al rumore del traffico cittadino o allo schiamazzo dei locali notturni piuttosto che a quel fastidioso ronzio o fischio dentro le nostre orecchie che ci accompagna dappertutto. Sentire fischi, ronzii o rumori come di pentole che friggono o peggio ancora come unghie che graffiano il vetro può creare disagio durante il giorno, ma quando nel corso della notte tra noi e il sonno si interpone una sinfonia di suoni non sempre gradevoli, allora potremmo persino dubitare di essere sani di mente. Quei rumori che nessuno percepisce possono essere vissuti come un attacco al nostro diritto al silenzio oppure come indizio di una grave malattia. Può assalirci la paura che potrebbero aumentare di intensità fino a ledere il nostro orecchio rendendoci sordi. Siamo terrorizzati al pensiero che non ci abbandoneranno mai, come abbiamo letto online. Questi rumori che sentiamo solo noi sono gli acufeni, un disturbo diffuso che riconosce molte cause. Acufeni: quali rimedi?

Acufeni: cosa sono?

Si definisce acufene, termine che deriva del greco e significa “sembrare di sentire”, un’alterazione della sensazione uditiva che consiste nel percepire un suono pur in assenza di stimolazione sonora esterna o interna. La capacità dell’uomo di sentire è una funzione dell’apparato uditivo conseguente alla possibilità che una sorgente sonora esterna venga convogliata dall’orecchio esterno (padiglione e condotto uditivo esterno) e determini la vibrazione dell’orecchio medio (membrana timpanica e catena degli ossicini).

Il suono viene quindi trasmesso all’orecchio interno (coclea e organo del Corti) da cui, tramite il nervo acustico, raggiunge le aree cerebrali deputate alla percezione ed elaborazione del suono. L’acufene, o tinnitus in termini medici, nella maggior parte dei casi viene definito soggettivo in quanto è percepito solo dal soggetto che ne soffre. Raramente possono essere presenti acufeni oggettivi (somatosound), sono prodotti da strutture intracraniche (contrazioni muscolari, flusso sanguigno, movimenti della mandibola) che generano fenomeni sonori e possono essere percepiti anche da terze persone.

L’acufene si manifesta con caratteristiche variabili (come intensità e qualità del suono) da individuo a individuo, insorge improvvisamente, presenta un carattere costante o intermittente, può essere monolaterale o bilaterale. Non è una malattia, ma un sintomo che colpisce maggiormente gli uomini rispetto alle donne, è più frequente in età avanzata tuttavia anche i bambini possono soffrire di acufeni.

Acufeni: cause

L’apparato uditivo è un sistema estremamente complesso e al tempo stesso sensibile a piccoli scompensi. Si ipotizza che all’origine degli acufeni possa esserci una disfunzione o malfunzionamento, anche lieve, della coclea. Tale alterazione verrebbe interpretata, a livello cerebrale, come una stimolazione anomala.

Gli acufeni soggettivi possono essere presenti in:

  • patologie dell’orecchio esterno: tappo di cerume, corpo estraneo nel condotto uditivo esterno;
  • patologie dell’orecchio medio: infezioni (otiti), perforazioni timpaniche, otosclerosi;
  • patologie dell’orecchio interno: presbiacusia, trauma acustico acuto e cronico, ipoacusia neurosensoriale monolaterale o bilaterale, malattia di Ménière, sordità improvvisa;
  • assunzione di farmaci: chemioterapici, antibiotici ototossici (aminoglicosidi), salicilati, FANS, contraccettivi orali;
  • patologie oncologiche: neurinoma dell’acustico, neoplasie cerebrali;
  • patologie neurologiche: sclerosi multipla;
  • trauma cranico;
  • assunzione di sostanze: caffeina, alcool, cocaina, marijuana.

Il paziente affetto da acufeni necessita di una visita audiologica o otorinolaringoiatrica.

Lo specialista raccoglie l’anamnesi e prescrive accertamenti strumentali che indaghino:

  • possibili patologie otologiche: esame audiometrtico, esame impedenzometrico, ABR;
  • possibili patologie neurologiche o vascolari: TAC, RMN, eco-doppler tronchi sovraortici.

Gli esiti degli accertamenti permettono di accertare o almeno ipotizzare le cause degli acufeni ed è importante dare quest’informazione al paziente che per prima cosa desidera conoscere la causa del proprio disturbo.

Acufeni: rimedi

Nella terapia dell’acufene il primo passo consiste nel trattare, quando è possibile, le cause che possono averlo determinato:

  • l’asportazione del tappo di cerume o del corpo estraneo può eliminare l’acufene;
  • l’insorgenza acuta di un acufene in corso di infezioni dell’orecchio medio trae giovamento dal trattamento antibiotico;
  • la diagnosi di otosclerosi o di perforazione della membrana timpanica indirizza all’intervento chirurgico con possibile risoluzione degli acufeni;
  • il trattamento protesico riabilitativo nell’ipoacusia neurosensoriale può ridurre il disturbo;
  • terapia della malattia di base in presenza di patologie oncologiche o neurologiche;
  • sospensione della somministrazione di farmaci ototossici.

Non esiste un trattamento unico e risolutivo per gli acufeni, ci si avvale di diversi approcci che non solo possono essere applicati contemporaneamente ma che addirittura beneficiano dell’interazione. Inoltre, non bisogna mai dimenticare che gli acufeni non sono solo un disturbo uditivo ma influenzano negativamente la vita della persona che ne soffre e a tal fine possono venire somministrati dei questionari (Tinnitus Handicap Inventory) per valutare la disabilità, intesa come modifica della qualità di vita, che essi determinano.

I rimedi per l’acufene includono:

  • terapia farmacologica: al momento non sono disponibili farmaci specifici per gli acufeni. Le terapie proposte comprendono farmaci neurotrofici, antiossidanti e polivitaminici come supporto alle strutture nervose dell’orecchio, farmaci antiaggreganti e vasoattivi per migliorare la circolazione e l’irrorazione, farmaci ansiolitici per limitare lo stress;
  • terapia cognitivo comportamentale: si basa su tecniche di rilassamento e sulla possibilità di ricalibrare i pensieri disfunzionali. È una terapia che migliora la qualità della vita dei pazienti anche se non incide sulla percezione dell’acufene. Tuttavia, si è osservato che quando la terapia cognitivo comportamentale si abbina alla TRT (Tinnitus Retraining Therapy) si assiste ad un potenziamento degli effetti di quest’ultima;
  • terapia del suono: consiste nel mascherare l’acufene con un altro suono attraverso presidi da applicare agli orecchi. Tale sistema determinerebbe, con stimoli sonori adeguati, una modifica delle vie acustiche nervose grazie alla plasticità cerebrale. Esistono numerose versioni tra cui la Neuromonics e la terapia ZEN, entrambe prevedono la stimolazione acustica e attività di counselling (viene spiegato al paziente l’origine degli acufeni, il tentativo di impedire il peggioramento e di indurre il paziente ad abituarsi all’acufene, gli effetti della psiche sulla percezione dell’acufene);
  • terapie non convenzionali: agopuntura, cure omeopatiche, pranoterapie, idrocolorterapia. Sono trattamenti che possono risultare utili;
  • osteopatia e terapia chiropratica: in casi selezionati (presenza di alterazioni posturali) contribuiscono al trattamento dell’acufene;
  • terapie innovative quali soft laser e stimolazione elettrica transcutanea (TENS) danno risultati incerti;
  • rimedi naturali: ginkgo biloba, fiori di Back, rimedi erboristici. Si tratta di prodotti consigliati su forum online, la loro efficacia non ha validazione scientifica tuttavia possono contribuire all’equilibrio psicofisico del paziente;
  • consigli di carattere igienico comportamentale: limitare il fumo e l’alcol, svolgere un’attività sportiva, evitare l’esposizione a rumore;
  • Tinnitus Retraining Therapy (TRT) è una terapia di riallenamento o di riprogrammazione dell’acufene che determina un miglioramento clinico. Questo trattamento si basa sul ruolo fondamentale e imprescindibile che svolge il cervello nell’origine degli acufeni. Infatti, si è osservato che in alcuni individui l’acufene non viene percepito come semplice segnale acustico ma piuttosto come elemento disturbante in grado di interferire nella quotidianità generando ansia, depressione e frustrazione e di peggiorare complessivamente la qualità della vita. Quindi il cervello svolge un ruolo primario quando attribuisce una connotazione negativa o positiva ad uno stimolo. Più precisamente si è osservato che lo stimolo acustico, prima di divenire sensazione sonora cosciente a opera delle aree uditive cerebrali, viene analizzato ad opera di filtri cerebrali sottocorticali che provvedono a sottoporlo a un processo di elaborazione, amplificazione e attenuazione. Questi filtri possono considerare l’acufene come un segnale potenzialmente pericoloso per l’individuo e attivare un processo di amplificazione che agisca sia sulla corteccia cerebrale determinando la percezione cosciente del suono, sia sul sistema nervoso autonomo dell’organismo per attuare delle contromisure necessarie a fronteggiare il pericolo acufene. La TRT, chiamata anche terapia dell’abitudine all’acufene, agisce su questi filtri cerebrali con la finalità di eliminare o attenuare il disturbo provocato dall’acufene. Vengono utilizzati generatori di suono che vengono indossati dal paziente, generatori ambientali o protesi acustiche (in caso di ipoacusia), la stimolazione sonora si effettua per la maggior parte del giorno e anche la notte. Quando si è fuori casa si indossano i generatori personali o le protesi acustiche, durante la notte e di giorno a casa si utilizzano i generatori ambientali. La quantità di suono erogata è minima e l’intensità (modificabile dal paziente) è simile a quella dell’acufene. La durata del trattamento dura tra i dodici e i diciotto mesi e porta ad un adattamento all’acufene che talvolta può ancora essere percepito come rumore fastidioso. La prescrizione e le verifiche periodiche durante il trattamento sotto effettuate da un medico specialista. In caso di insuccesso è necessario riavviare il processo diagnostico terapeutico.

Gli acufeni presentano cause differenti perciò solo l’approccio globale al paziente può agevolare la risoluzione del fastidio.


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1 Commento

  1. Buongiorno, ho avuto un sensibile miglioramento con l’utilizzo della curcuma, 2 opercoli al giorno con un pizzico di olio evo. Probabilmente il mio problema di acufeni è infiammatorio, quale esito di trazione cervicale su lettino operatorio, ma il giovamento è stato molto rapido.

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