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Malattia di un giorno nel weekend

1 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 novembre 2018



Se il lavoratore si assenta per malattia per un solo giorno a cavallo del weekend evita la visita fiscale?

In questo periodo ti senti molto stanco: non stai particolarmente male, ma hai necessità di riposare. Il capo non vuole darti le ferie fuori stagione. Così, visto che si sta avvicinando un weekend di vacanza, con un lungo ponte, ti è venuta in mente una bella trovata: farti dare un solo giorno di malattia dal medico, precisamente la giornata che precede il ponte.

Non ti presenterai, però, immediatamente dal medico curante per il certificato, ma il giorno dopo: così, non arrivando in tempo all’Inps il certificato telematico di malattia, la visita fiscale non farà in tempo a passare.

Piano geniale? Non proprio. La malattia di un giorno nel weekend è una “trovata” che non “funziona” ormai da tempo, per una lunga serie di motivi. Senza trascurare il fatto che non è il dipendente ad auto-assegnarsi le giornate di malattia “ordinandole” al medico curante, come al bar («mi dia un giorno di malattia per favore»), ma è il medico, dopo un’accurata visita, a decidere se ci sono i presupposti per ordinare l’astensione dal lavoro per una o più giornate. Ma procediamo con ordine.

Che cosa devi fare appena ti ammali

Innanzitutto, se ti ammali, non puoi restare a letto e basta, come se niente fosse: per quanto sia faticoso, devi alzare la cornetta e avvertire il prima possibile dell’assenza la tua azienda, o la tua amministrazione. Alcuni contratti collettivi stabiliscono entro quando deve essere avvisato il datore di lavoro in caso di malattia (ne abbiamo parlato in: Come avvisare il datore di lavoro in caso di malattia). Si può avvisare anche tramite messaggio? In linea di massima sì, ma devi essere assolutamente certo che la comunicazione arrivi a chi di dovere: meglio telefonare e parlare col tuo titolare, o col responsabile.

Solo nei casi in cui sei realmente impossibilitato a comunicare, ad esempio perché sei stato ricoverato d’urgenza, puoi essere giustificato per non aver avvertito l’azienda.

Avvertire l’azienda, o l’amministrazione, comporta, nel caso in cui tu sia dipendente pubblico, che la visita fiscale sia richiesta sin dal primo giorno, se la malattia è contigua a una giornata festiva o non lavorativa; anche il datore di lavoro privato potrebbe richiedere la visita fiscale sin dal primo giorno all’Inps.

Il “piano geniale” consistente nel richiedere la malattia per un solo giorno a cavallo di un ponte, o di un fine settimana, per evitare la visita fiscale, fallisce dunque sul nascere. Se non comunichi tempestivamente la malattia, difatti, subisci una sanzione disciplinare.

Quando si deve fare la visita medica?

Dopo aver avvertito l’azienda, devi sottoporti il prima possibile alla visita del tuo medico curante. Tu vorresti recarti dal medico il giorno dopo, per dirgli solo che sei già guarito e che ti serve il certificato di malattia soltanto per la giornata precedente. In questo modo, il certificato telematico arriverà all’Inps a malattia già terminata, e non potrai ricevere la visita fiscale.

Come abbiamo appena osservato, però, il datore di lavoro può (se si tratta di un ente pubblico, è obbligato) richiedere la visita fiscale sin dal primo giorno, mandando così in frantumi il tuo piano machiavellico.

Inoltre, se il medico ti visita quando sei già guarito, come può avere la certezza che tu fossi malato? Se sei ancora malato e ti assegna altri giorni di cure, devi sapere che il medico fiscale può passare 7 giorni su 7, persino nei festivi, e persino più volte al giorno: addio gita fuori porta.

Non ti basta? Devi anche sapere che l’Inps non riconosce il primo giorno di malattia se il certificato è emesso il giorno successivo all’inizio della prognosi, se si tratta di una visita ambulatoriale. Lo stesso accade nel caso in cui la visita non sia ambulatoriale, ma il dipendente si presenti alla visita medica con oltre un giorno di ritardo dal verificarsi della patologia.

Al termine della visita medica, devi fornire, se gli accordi lo prevedono, il numero di protocollo di trasmissione del certificato medico al datore di lavoro, che può così verificare all’interno del sito dell’Inps la prognosi stabilita.

In quali fasce orarie devi essere reperibile per la visita fiscale?

Per quanto riguarda le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale, non è stata ancora disposta l’unificazione tra settore pubblico e privato. Attualmente, il lavoratore assente per malattia deve farsi trovare al proprio domicilio per la visita del medico fiscale nei seguenti orari, 7 giorni su 7:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 se dipendente del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 se dipendente pubblico.

Ci sono, comunque, dei tassativi casi di esonero dalla visita fiscale, ed altri casi in cui l’assenza è giustificata. Ne abbiamo parlato in: Visita fiscale, casi di esonero e giustificazione.


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