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Sollecito assegno di mantenimento

10 Dicembre 2018 | Autore:

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Fac simile diffida da inviare all’ex coniuge per avere l’assegno di mantenimento.

Il giudice ha condannato il tuo/la tua ex coniuge a corrispondere a te e ai tuoi figli l’assegno di mantenimento ma lui/lei non adempie. Non sono serviti i vari solleciti telefonici né le richieste bonarie. Come fare per ottenere l’adempimento?

Vediamo quando e come è possibile far valere il proprio diritto al mantenimento e sollecitare l’adempimento dell’ex coniuge moroso nei pagamenti.

Assegno di mantenimento: quando

La legge [1] prevede che il giudice, nel pronunciare la separazione coniugale, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.

Dunque, i presupposti per ottenere l’assegno di mantenimento sono:

  • una separazione legale;
  • l’assenza di redditi propri del coniuge beneficiario;
  • la non addebitabilità della separazione al coniuge beneficiario (in altri termini, la separazione non deve essere avvenuta per sua colpa);
  • l’esistenza, in capo al coniuge obbligato, di redditi effettivamente sufficienti a garantire il mantenimento.

Differenza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile

E’ opportuno precisare che l’assegno di mantenimento, stabilito dal giudice a seguito di separazione, non deve essere confuso con l’assegno divorzile.

La giurisprudenza ha più volte rimarcato la differenza tra dovere di assistenza materiale fra i coniugi nell’ambito della separazione personale e gli obblighi correlati alla cosiddetta “solidarietà post-coniugale” nel giudizio di divorzio [2]: nel primo caso, il rapporto coniugale non viene meno, determinandosi soltanto una sospensione dei doveri di natura personale (cioè convivenza, fedeltà e collaborazione) e non degli aspetti di natura patrimoniale.

L’obbligo di assistenza materiale viene attuato con la corresponsione di un assegno di mantenimento in favore del coniuge che si trova posizione economica deteriore e non è in grado, con i propri redditi, di mantenere un tenore di vita analogo a quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi. Sotto tale profilo, secondo il consolidato orientamento della Cassazione, con l’espressione “redditi adeguati” la legge  ha inteso riferirsi al tenore di vita consentito dalle possibilità economiche dei coniugi.

Dunque, ai fini della corresponsione dell’assegno divorzile, il giudice deve verificare:

a) se i mezzi economici di cui dispone il coniuge richiedente gli consentano o meno di conservare il tenore di vita goduto durante il matrimonio;

b) in caso negativo, effettuare una valutazione comparativa dei mezzi di cui dispone ciascun coniuge, nonché di particolari circostanze (come, per esempio, la durata della convivenza).

Assegno di mantenimento figlio

Discorso diverso merita l’assegno di mantenimento disposto a favore dei figli. La separazione coniugale, così come lo scioglimento del matrimonio, non fanno venire meno l’obbligo di ciascun genitore di mantenere i propri figli, fino al raggiungimento, da parte di questi ultimi, dell’indipendenza economica.

Per mantenimento si intende sia quello “materiale” che affettivo, essendo obbligo del genitore garantire una crescita sana ed equilibrata dei figli, in conformità alle loro ispirazioni e interessi.

Entrambi i genitori sono dunque tenuti, ciascuno in proporzione alla propria situazione economica, a pagare le spese ordinarie e straordinarie di mantenimento dei figli, anche quando non convivono. In altri termini, il coniuge non affidatario deve comunque contribuire alle spese di mantenimento, cura, educazione  istruzione del figlio, nella misura quantificata dal giudice (o dalle stesse parti in sede di separazione consensuale).

Diffida ex coniuge che non versa mantenimento

Qualora il coniuge obbligato non provveda al pagamento dell’assegno di mantenimento, il primo passo da compiere è l’invio di una diffida ad adempiere e messa in mora, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, contente un formale sollecito di pagamento. Nella lettera è opportuno avvisare l’ex che, in caso di mancato pagamento delle somme dovute a titolo di mantenimento, si adiranno le opportune vie legali. Il mancato adempimento, difatti, comporta conseguenze sia di carattere civile che penale (dal momento che viene violato un ordine del giudice e vengono violati gli obblighi di assistenza familiare).

La diffida serve anche ad interrompere la prescrizione quinquennale della mensilità di mantenimento non versata: non si prescrive il diritto al mantenimento, ma solo gli importi arretrati non richiesti per più di cinque anni.

Se l’ex continua a non pagare

Se anche a seguito della diffida, il coniuge non provvede a versare il mantenimento, occorre procedere giudizialmente.

Il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi (per esempio datore di lavoro), tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto.

Per la fase giudiziaria occorre l’assistenza di un difensore, il quale deposita un’istanza al giudice affinché disponga il sequestro e/o il versamento diretto dello stipendio (o di altro credito) da parte del terzo.

Di seguito un fac-simile di sollecito assegno di mantenimento coniuge

Gent.le Sig. – Sig.ra…

Via…

A mezzo raccomandata a/r

Oggetto: Sollecito versamento assegno di mantenimento. Diffida ad adempiere e messa in mora

Scrivo la presente in quanto, nonostante la sentenza n. ……. con la quale il Tribunale di …… ha disposto l’obbligo a Tuo carico del versamento dell’assegno mensile di mantenimento a mio favore (e/o a favore di nostro figlio/a) di importo pari ad euro ……, ad oggi non ho (abbiamo) ricevuto alcuna somma per le mensilità di ……

Vista la mancanza di altri mezzi di sussistenza, il mantenimento fissato dal giudice è indispensabile per soddisfare i primari bisogni della nostra vita quotidiana.

Ti invito e diffido pertanto al pagamento, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, della somma di euro ….. a titolo di assegno di mantenimento per le mensilità di …, comprensiva di interessi, con l’avvertimento che, in caso di mancato adempimento, mi vedrò costretto/a ad adire le più opportune vie legali, civili e penali, per la mia tutela (e quella di nostro figlio/a).

Cordiali saluti

Luogo, data

Firma

note

[1] Art. 156 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 12196/2017.


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