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L’interrogatorio di garanzia

15 Dicembre 2018 | Autore:


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Cos’è e a cosa serve l’interrogatorio di garanzia? Cosa sono le misure cautelari? Cos’è l’interrogatorio davanti al pubblico ministero?

Il processo penale è un lungo percorso al termine del quale il giudice deve stabilire se la persona accusata di aver commesso un crimine sia colpevole o innocente. Per giungere a questa determinazione, il magistrato dovrà prendere visione di documenti, sentire testimoni, eventualmente ascoltare anche le parole dell’imputato; potrà altresì disporre consulenze tecniche e sopralluoghi sui posti in cui si presume che il delitto sia avvenuto. Durante il processo, come in un duello cavalleresco, si sfidano avvocati e pubblico ministero, dalla cui “lotta” dovrebbe emergere la verità. Avrai capito, dunque, che il procedimento penale non è affatto semplice: è un sistema fatto di regole precise, di scelte strategiche e di abilità professionale. Il processo penale, però, non è solo questo: esso è innanzitutto volto a tutelare la persona che ne è protagonista (suo malgrado), cioè l’indagato/imputato. Nel mondo giuridico si dice che il diritto penale punisce, mentre quello processuale garantisce: ed infatti, se dai un’occhiata al codice di procedura penale, noterai le tante guarentigie che sono poste a favore di colui che è sospettato di aver commesso un crimine. Anche il magistrato del pubblico ministero, rappresentante della pubblica accusa, riveste un ruolo di garanzia: come vedremo, l’interrogatorio davanti al p.m. non è finalizzato sempre e soltanto a cercare indizi di colpevolezza a carico della persona sentita, ma anche a verificare che la persona sottoposta a restrizione personale si trovi legittimamente in quello stato. In buona sostanza, tutte le norme contenute nel codice di procedura penale hanno una doppia anima: punitiva sì, ma anche garantista. Istituto emblematico di quello che ti sto dicendo è l’interrogatorio di garanzia che, in gergo tecnico, si chiama interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale. Ne avrai senz’altro sentito parlare, anche se forse non ti sei mai chiesto in cosa consista veramente. Se quello che ti ho detto sinora ti ha interessato e pensi che sia utile saperne di più sull’argomento, allora questo articolo potrebbe fare al caso tuo: ti spiegherò tutto ciò che c’è da sapere circa l’interrogatorio di garanzia.

Misure cautelari: cosa sono?

Non posso parlarti immediatamente dell’interrogatorio di garanzia se prima non ti spiego che cosa sono le misure cautelari. Come ti ho anticipato, il procedimento penale è un lungo percorso che comincia nel momento in cui all’autorità competente (cioè, la Procura della Repubblica) giunge la notizia di reato e termina con la sentenza (di assoluzione o di condanna) definitiva. In mezzo ci sono una serie molto lunga di vicende; elencarle tutte sarebbe impossibile, per questo possiamo riferirci, solo per esempio, all’informazione di garanzia, alla richiesta di archiviazione, all’udienza preliminare, al dibattimento, ecc.

Poiché il processo penale è molto lungo, la legge prevede alcune misure che l’autorità giudiziaria può utilizzare per evitare che l’imputato, nelle more del procedimento, possa sottrarsi alla giustizia oppure commettere altri fatti criminosi: mi riferisco alle misure cautelari, strumenti conosciuti anche nel processo civile e amministrativo (anche se in diverse forme, ovviamente). Le misure cautelari possono essere personali o reali (quando incidono sui beni dell’imputato) e servono a limitare la libertà dell’imputato (o dell’indagato, se si è ancora nella fase delle indagini preliminari).

Le misure cautelari vengono richieste dal magistrato del pubblico ministero per evitare che l’indagato/imputato possa rendere vano il procedimento, ad esempio dandosi alla fuga. Sulla richiesta si esprime il giudice il quale, se ritiene che sussistano i presupposti (le famose esigenze cautelari), applica la misura alla persona indagata o imputata.

Le misure cautelari sono di diversi tipi: le più afflittive (cioè, le più limitative per la libertà dell’individuo) sono senz’altro la custodia cautelare in carcere e gli arresti domiciliari, passando per l’obbligo di dimora[4] e il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Interrogatorio di garanzia: cos’è?

Se sei indagato per aver commesso un reato, non occorre che tu venga condannato definitivamente per subire una restrizione della tua libertà: come detto, è possibile che tu venga raggiunto da un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che ti obbliga a restare in casa, a non allontanarti dal Comune di residenza o, addirittura, che ti ordini di andare in carcere. Lo stesso può accadere a procedimento in corso, nel caso in cui il magistrato del pubblico ministero, ravvisando il ricorrere di alcune esigenze cautelari (tipo il pericolo di fuga), chieda e ottenga dal giudice procedente l’emissione di un’ordinanza cautelare.

Cos’è l’interrogatorio di garanzia? L’interrogatorio di garanzia è quello che si svolge davanti al giudice dopo che ti è stata inflitta una misura cautelare personale, cioè un provvedimento che limiti la tua libertà personale (tipo gli arresti domiciliari o la custodia in carcere, per intenderci). La legge dice che, entro cinque giorni dall’esecuzione della custodia cautelare in carcere, oppur entro dieci se si tratta di altra misura cautelare personale (tipo obbligo di dimora, divieto di espatrio, ecc.), il giudice che ha disposto la misura stessa è tenuto a procedere all’interrogatorio della persona sottoposta a restrizione [1].

Interrogatorio di garanzia: a cosa serve?

Ma a cosa serve concretamente l’interrogatorio di garanzia? È presto detto: come suggerisce il nome comunemente attribuitogli, l’interrogatorio serve al giudice per poter verificare la legittimità della misura appena inflitta. Come ti ho detto nei paragrafi precedenti, infatti, una misura cautelare non può mai essere imposta su iniziativa del giudice: la richiesta deve sempre essere avanzata dal magistrato del pubblico ministero, sulla quale poi decide il giudice.

L’interrogatorio di garanzia serve al giudice per verificare di persona se ricorrono tutte le ipotesi previste dalla legge per l’applicazione di una misura cautelare. Se, ad esempio, sei stato raggiunto da un’ordinanza cautelare che ti impone gli arresti domiciliari perché c’è il pericolo che tu possa inquinare le prove, ma il giudice, sentitoti ad interrogatorio, ritiene che tale timore non vi sia, allora il giudice stesso potrà decidere di revocare la misura, oppure di sostituirla con una meno afflittiva.

Interrogatorio di garanzia: come funziona?

Cercherò di spiegarti in modo facile e comprensibile come si svolge un interrogatorio di garanzia. Ti ho già detto che l’interrogatorio di garanzia è intimamente connesso alle misure cautelari, sulle quali esercita un controllo per così dire successivo.  Ti dirò ora in breve come funziona.

Una volta raggiunto dal provvedimento che dispone la misura cautelare, il giudice è tenuto a sentire la persona destinataria dell’ordinanza. Egli deve procedere entro cinque giorni, nel caso in cui si tratti di misura custodiale massimamente afflittiva (custodia cautelare in carcere o in luogo di cura), ovvero entro dieci giorni, se trattasi di altra misura personale (coercitiva o interdittiva che sia). È escluso, quindi, l’interrogatorio di garanzia nel caso di misura reale, cioè di sequestro. Nel caso in cui questi termini non siano rispettati, la misura si intende estinta (tecnicamente, si dice “perenta”) e l’individuo che ne era destinatario riacquisterà appieno i suoi diritti e la sua libertà. La legge, tuttavia, consente al giudice, in casi eccezionali, di rinviare l’interrogatorio mediante decreto.

L’interrogatorio di garanzia è condotto dal giudice che ha disposto la misura cautelare; hanno diritto di presenziare sia il magistrato del pubblico ministero che il difensore della persona attinta dal provvedimento restrittivo. Nel caso in cui il giudice, anche all’esito delle dichiarazioni rese dall’interrogato, dovesse ritenere di modificare la misura cautelare in una meno afflittiva, o addirittura dovesse ritenere inesistenti le esigenze cautelari, provvede a modificare la misura ovvero a revocarla del tutto.

Arresto e fermo: c’è interrogatorio?

L’interrogatorio di garanzia è quel momento in cui il giudice, per la prima volta, entra in contatto con l’indagato/imputato. La legge prevede che l’interrogatorio debba aversi anche nel caso in cui si sia dato luogo ad arresto o a fermo. Cosa vuol dire? L’arresto in flagranza di reato e il fermo di indiziato di delitto sono due misure precautelari, che anticipano cioè l’emissione dell’ordinanza con la quale viene disposta la misura cautelare vera e propria.

Arresto e fermo possono essere adottati solamente in presenza di determinati presupposti: il primo, quando vi sia la flagranza di reato; il secondo, quando vi siano ragionevoli dubbi circa la possibilità che il sospettato di un delitto si dia alla fuga. Caratteristiche fondamentali dell’arresto e del fermo è che essi possono essere attuati direttamente dalla polizia giudiziaria, senza attendere l’ordine del magistrato.

Orbene, la persona arrestata o fermata viene sottoposta a ben due interrogatori: il primo davanti al magistrato del pubblico ministero; il secondo davanti al giudice. La legge, infatti, dice che, una volta messo a sua disposizione, il pubblico ministero può procedere all’interrogatorio dell’arrestato, dandone tempestivo avviso al difensore di fiducia ovvero, in mancanza, al difensore di ufficio.

Durante l’interrogatorio, il pubblico ministero informa l’arrestato o il fermato del fatto per cui si procede e delle ragioni che hanno determinato il provvedimento comunicandogli inoltre gli elementi a suo carico e, se non può derivarne pregiudizio per le indagini, le fonti [2]. L’arrestato può avvalersi della facoltà di non rispondere.

Contrariamente a quanto si possa pensare, linterrogatorio davanti al pubblico ministero è (anche) una forma di garanzia per l’arrestato: infatti, se risulta evidente che l’arresto è stato eseguito per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge, il pubblico ministero dispone con decreto motivato che l’arrestato o il fermato sia posto immediatamente in libertà.

Interrogatorio durante convalida: cos’è?

La persona arrestata o fermata deve innanzitutto essere sentita dal pubblico ministero. Entro quarantotto ore dall’arresto o dal fermo il p.m., qualora a seguito del suo interrogatorio non debba ordinare l’immediata liberazione dell’arrestato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo dove l’arresto è stato eseguito. Il giudice fissa l’udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al difensore. I termini devono essere rispettati a pena di inefficacia dell’arresto.

In pratica, nel caso di misura precautelare (arresto o fermo), avviene un doppio passaggio: prima l’interrogatorio davanti al pubblico ministero; poi, la convalida davanti al giudice. In quest’ultima sede, il giudice procederà ugualmente ad altro interrogatorio di garanzia: la legge, infatti, impone sempre un “contatto” tra giudice e ristretto nel momento in cui viene applicata una misura restrittiva della libertà.

L’udienza di convalida [3] si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del difensore dell’arrestato. Quando risulta che l’arresto è stato legittimamente eseguito e sono stati osservati i termini di legge, il giudice provvede alla convalida dell’arresto o del fermo con ordinanza. Contro l’ordinanza che decide sulla convalida, il pubblico ministero e l’arrestato possono proporre ricorso per cassazione. Al contempo, il giudice, se ricorrono le condizioni di legge, dispone l’applicazione di una misura cautelare; in caso contrario, il giudice dispone con ordinanza la immediata liberazione dell’arrestato.

In poche parole, il giudice deve verificare la legittimità dell’arresto, e cioè che sia stato effettuato al ricorrere delle condizioni viste nei precedenti paragrafi. Se l’arresto è legittimo, lo convalida e, se c’è pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato, dispone una misura cautelare che limiti la libertà dell’arrestato: questa misura può essere, ad esempio, la custodia cautelare in carcere, oppure gli arresti domiciliari.

La restrizione della libertà cominciata con l’arresto in flagranza, pertanto, si prolungherà con l’emissione di un’unica ordinanza con la quale il giudice, contestualmente, convalida la misura precautelare (l’arresto o il fermo, cioè) e commina una misura cautelare vera e proprio. In questo ultimo caso, non sarà poi necessario un ulteriore interrogatorio di garanzia, visto che c’è già stato durante l’udienza di convalida.

note

[1] Art. 294 cod. proc. pen.

[2] Art. 388 cod. proc. pen.

[3] Art. 391 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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