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Cumulo gratuito: che cos’è e come funziona

10 Dicembre 2018 | Autore:
Cumulo gratuito: che cos’è e come funziona

Pensione anticipata o di vecchiaia grazie al cumulo gratuito: chi ne può usufruire e quali i requisiti fondamentali? Vediamo tutti i dettagli.

Innanzitutto quando si parla di cumulo gratuito ci si deve chiedere: che cos’è e come funziona? Per provare a rispondere, possiamo dire che si intende un cumulo a fini pensionistici; occorre precisare che il requisito fondamentale per richiederlo, sia che si tratti di procedere in vista della pensione anticipata o di vecchiaia, è aver cumulato 42 anni e dieci mesi di servizio per gli uomini e uno in meno per le donne (quando si parla di lavoratori precoci); oppure un’anzianità d’età pari a 66 anni e sette mesi per gli uomini e 66 ed un mese per le donne, con un’anzianità di servizio, invece, di almeno vent’anni di contributi versati. Questo per quanto riguarda il 2017 e il 2018, ma anche per i due anni successivi a venire, ovvero il periodo compreso dal 2018 e 2020. Ulteriori modifiche avverranno nel prossimo futuro, quando l’età pensionabile di uomini e donne verrà equiparata. In questo arco di tempo è possibile richiedere il cumulo gratuito all’Inps che, a sua volta, potrà stipulare accordi con enti previdenziali privati di riferimento del lavoratore. In caso di differenti enti previdenziali coinvolti, si deve fare riferimento all’ultimo ente contattato per presentare la domanda ovviamente. A questo punto ad erogare la pensione, come in tutti gli altri casi, è l’Inps, ma che riceve le somme per raggiungere il totale da ciascun ente previdenziale coinvolto, in proporzione ai contributi lì versati dal lavoratore. Per questo occorrerebbe una normativa univoca dettata dall’Inps e ciò crea più difficoltà; a ciò si aggiunge il fatto che, poi, ogni ente previdenziale deve rendere conto del proprio budget di cassa e così non è facile far collimare le necessità. Infine c’è da aggiungere che, attraverso il cumulo gratuito, è possibile ottenere anche la pensione di invalidità.

Cumulo gratuito per la pensione: quale è il suo ‘meccanismo’ in pratica e chi riguarda?

Si tratta di un’”operazione” a costo zero per il lavoratore, che non avrà spese aggiuntive da versare ovviamente. Ma di cosa si tratta nello specifico? Vediamo di capire meglio. Detto in poche parole, il cumulo gratuito è la possibilità per il lavoratore di cumulare appunto gli anni di servizio maturati presso diversi enti previdenziali e con datori e tipologie di lavoro differenti, nel tempo, al fine di poter conseguire prima la pensione di vecchiaia. A beneficiarne, infatti, sono sia lavoratori dipendenti che autonomi. Questo vale e include anche esperienze di lavoro maturate persino all’estero (con i relativi contributi versati).

Questo dà modo di cumulare un’unica pensione. Una sorta di pensione ‘anticipata’, che si rivolge soprattutto anche a categorie professionali quali quelle di: commercialisti; avvocati e notai; medici, infermieri ed odontoiatri; veterinari e biologi; ingegneri ed architetti; giornalisti; geometri, ragionieri e periti industriali; chimici e geologi; agenti di commercio; psicologi. Non è una novità, era una misura già esistente e prevista sin dal 2016 [1]; il cambiamento che c’è stato, però, è che è stata ampliata nella tipologia dei beneficiari che ne possono usufruire.

Limiti e problemi del cumulo gratuito

Infatti l’incertezza che aveva regnato finora intorno al cumulo gratuito era proprio dato da tali albi professionali [2], la cui cassa previdenziale (e i relativi requisiti richiesti) doveva essere adeguata a quella dell’Inps e non è facile far collimare le spese che devono sostenere e garantire entrambe. Infatti ora sono compresi anche commercianti, artigiani e dipendenti pubblici, che si rivolgeranno all’Inps, mentre prima facevano riferimento all’Inpdap (ossia la cassa previdenziale di categorie). Inoltre, sino ad adesso, c’è sempre stato il grosso problema di regolarizzare gli immigrati che vivono e lavorano nel nostro Paese e poi di equilibrare i costi per la spesa previdenziale, da sostenere da parte dello Stato, che non devono crescere oltre un certo livello. Paradossalmente, infatti, favorire l’uscita dal mondo del lavoro ‘precoce’ di giovani e donne in particolare può incidere e impattare negativamente sulle casse statali.

Differenze tra cumulo gratuito e totalizzazione

Una misura e un sistema simile a quello del cumulo gratuito è quello della cosiddetta totalizzazione. Con alcune differenze importanti, però. Fatta questa premesse doverosa vediamo di capire meglio. Il meccanismo alla base della totalizzazione è come quello del cumulo, tuttavia quest’ultimo assicurerebbe un assegno pensionistico superiore rispetto a quello inferiore della totalizzazione stessa.

Perché questo divario? Semplicemente perché la totalizzazione, a differenza del cumulo gratuito, è gratuita per il lavoratore, anche se soggetta a tassazione Irpef.

note

[1] Dall’articolo 1, comma 195, della legge n. 232 del 2016 appunto (ossia la legge di bilancio per il 2017), in funzione a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo, ossia proprio il 2017. Si andava così a modificare quanto già previsto, a cominciare dal 1° gennaio del 2013, dall’art. 1, comma 239 della legge 228/2012.

[2] Le cifre fornite in merito per quantificare la loro entità parlano di circa 65mila, tra ingegneri e architetti, e quasi 2mila commercialisti (il carico fiscale sul bilancio delle casse professionali sarebbe pari a circa 550 milioni).

Autore Immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. Ma’ io che ho 56 anni e circa 30 anni di contributi, avendo fatto sempre lavoro come pulitore ditta pulizie e da 15 anni e tuttora faccio il portiere in un super condominio di 8 scale di 6 piani senza ascensore dove le pulisco solo io,invalido civile al 50%,ora oltretutto mi e’ stato ridotto l’orario da 8 ore a 6 ore dal medico del lavoro che mi ha trovajto,dice lei,aggravato dalla mia invalidita’,2 plematoraci,quindi problemi polmoni,come potrei avere una opzione per poter andare in pensione ora?

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