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Rendita vitalizia: cos’è e come funziona

21 Settembre 2017


Rendita vitalizia: cos’è e come funziona

> Business Pubblicato il 21 Settembre 2017



Le compagnie assicurative utilizzano di frequente lo schema del contratto di rendita vitalizia. Vediamo cos’è e come funziona

La rendita è un contratto in forza del quale un soggetto si obbliga ad effettuare dei conferimenti periodici di denaro o di altre cose ad esso sostituibili (tecnicamente dette fungibili) in favore di un soggetto beneficiario. Circa la durata della rendita, essa può essere per la vita del beneficiario – e dunque vitalizia – o perpetua e dunque essere erogata anche in favore degli eredi del beneficiario. La rendita, inoltre, può essere costituita gratuitamente o a titolo oneroso.

Nel caso in cui sia costituita gratuitamente, l’atto di costituzione è soggetto ad imposta di donazione mentre quando è costituita a titolo oneroso, il beneficiario, a fronte della costituzione della rendita trasferisce un immobile o una somma di denaro ed in quel caso saranno dovute le relative imposte. È bene precisare, però, che l’espressione rendita ha due significati. Essa infatti indica allo stesso tempo:

  • il contratto di rendita da cui sorge il diritto ad ottenere la prestazione di rendita;
  • l’obbligazione di erogare la rendita che deriva dal contratto stesso.

La rendita è un contratto di durata che comporta una serie di atti di esecuzione da eseguirsi nel tempo. È per tale ragione che al contratto di rendita si possono applicare proprio le norme previste in tema di contratti ad esecuzione continuata, ovverosia la risoluzione per eccessiva onerosità, l’irretroattività della risoluzione del contratto in caso di inadempimento e la disciplina del recesso. Come anticipato, il nostro ordinamento disciplina espressamente due tipi di rendita: la rendita perpetua e la rendita vitalizia.

La rendita perpetua

Si ha rendita perpetua quando un soggetto è obbligato a corrispondere la rendita in perpetuo. Infatti, la rendita perpetua è il contratto con cui una parte trasferisce all’altra un immobile o un capitale e l’altra si obbliga in perpetuo a fornire periodicamente una somma di denaro o altre cose fungibili. In realtà bisogna dire che l’istituto della rendita perpetua è caduto in disuso, tanto che non esistono quasi più decisioni giurisprudenziali sul punto. Infatti, una simile obbligazione – potenzialmente destinata a durare all’infinito – non sarebbe tollerata nel nostro ordinamento se non fosse previsto il meccanismo del riscatto della rendita. L’obbligato ha infatti la facoltà di liberarsi dall’obbligo attraverso una dichiarazione unilaterale accompagnata dal pagamento di una somma di denaro [1].

La rendita vitalizia

Di maggiore diffusione è invece la rendita vitalizia, ossia quella legata alla durata della vita del beneficiario. Nella rendita vitalizia il soggetto che corrisponde la rendita si chiama vitaliziante, mentre colui che ne è il beneficiario si chiama vitaliziato. Oggetto della prestazione a carico del vitaliziante è l’erogazione di denaro o altri beni in favore del vitaliziato. La rendita vitalizia, atteso che la durata della vita del beneficiario non è un dato conoscibile in via anticipata, si configura come un contratto aleatorio. In buona sostanza: non si può sapere con anticipo se l’obbligato ha fatto o meno un buon affare a concludere il contratto. È ovvio che se il vitaliziato avrà una vita lunga, la risposta potrebbe essere negativa, diversamente, qualora costui venga meno poco tempo dopo aver concluso il contratto, la risposta sarebbe affermativa.

È da dire in proposito che lo schema della rendita vitalizia viene utilizzato con molta frequenza in ambito assicurativo. L’esempio tipico è quello del contratto di assicurazione in cui l’assicurato paga – mediante il versamento dei premi – un determinato capitale. All’esito del pagamento, la compagnia assicurativa eroga per tutta la durata residua della vita dell’assicurato delle somme di denaro. La durata del contratto, le caratteristiche del pagamento, della rateazione del premio annuo e la previsione di eventuali ulteriori beneficiari sono indicate nella polizza assicurativa sottoscritta dal cliente.

Rendita vitalizia e polizze vita

Come detto, i contratti di rendita vitalizia sono molto frequenti nel settore assicurativo e riguardano essenzialmente le polizze vita [2]. Come è noto, in tali ipotesi la rendita non sarà gratuita ma necessariamente a titolo oneroso. In linea generale l’assicurazione sulla vita è volta a garantire determinati eventi che possono riguardare la vita dell’assicurato ed in particolare la perdita dell’autosufficienza. Questo, infatti, al verificarsi di un determinato evento può optare per la riscossione di un capitale rivalutato oppure per il pagamento di una rendita vitalizia.

A tutela delle compagnie assicurative, generalmente per queste polizze è previsto un periodo di cosiddetta carenza (pari ad un anno) nel corso del quale le polizze non operano, al fine di evitare comportamenti fraudolenti dell’assicurato.

 

note

[1] Da calcolare ai sensi dell’art. 1866 Cod. Civ.

[2] Artt. 1919 e ss. Cod. Civ.


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