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Decreto fiscale 2019: pace fiscale, stralcio, condono e rottamazione

1 novembre 2018 | Autore:


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Come gestire le cartelle esattoriali dopo il decreto fiscale 2019: la guida.

L’atteso decreto fiscale 2019 ha introdotto una serie di novità relativamente ai debiti tributari e alle cartelle esattoriali. Tutti i contribuenti sono alla ricerca di risposte e soluzioni per poter gestire al meglio la propria posizione con il Fisco e verificare se risultano effettivamente convenienti i nuovi istituti denominati di “pacificazione fiscale”, specie se già in passato si è fatto ricorso alla rottamazione.

Vediamo allora, in questa guida, le novità del decreto fiscale 2019 relativamente alle cartelle esattoriali e chi può accedervi, con relativa casistica.

Cancellazione cartelle fino a mille euro

Ho delle cartelle esattoriali per bollo auto, mute stradali, Irpef, Ici, Tarsu ecc. Vengono annullate definitivamente?

È previsto lo stralcio di tutti i ruoli affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010 di importo inferiore a mille euro. Per sapere se le cartelle rientrano in questa fascia occorre guardare:

  • l’anno in cui il ruolo è stato affidato dall’ente creditore all’agente della riscossione: attenzione, l’anno di riferimento non è quello del tributo/credito ma quello di affidamento del ruolo. Per esempio, un’imposta del 2010 potrebbe essere stata affidata per la riscossione nel 2011 e non rientrerebbe quindi più nello stralcio;
  • l’importo dei singoli ruoli: non è l’importo della cartella complessiva a doversi prendere in considerazione bensì l’importo, comprensivo di sanzioni e interessi, dei singoli ruoli. Una stessa cartella può infatti contenere più ruoli, i quali, ai fini del computo per lo stralcio, vanno tenuti distinti. Per esempio una cartella può essere di importo complessivo pari a 1.600,00 euro, ma avere al suo interno due ruoli da 800 euro.

Come posso fare per sapere l’importo esatto dei ruoli?

Per conoscere l’importo esatto e, soprattutto, aggiornato dei debiti oggetto di cartelle esattoriali, è necessario presentare all’agente della riscossione la richiesta degli estratti di ruolo.

Ho già pagato le cartelle dal 2000 al 2010 inferiori a mille euro, posso chiedere il rimborso?

No, chi ha già pagato le cartelle esattoriali prima dell’entrata in vigore del decreto fiscale 2019 non ha alcun diritto al rimborso.

Ho già pagato in parte le cartelle dal 2000 al 2010 con la rottamazione bis. Cosa succede ora? Vengono annullate? E le rate che ho già pagato?

Le somme già versate anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto fiscale restano definitivamente acquisite e non possono essere restituite.

Se è ancora in corso la definizione agevolata, le somme pagate dopo l’entrata in vigore del decreto fiscale sono imputate:

a) alle rate da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento;

b) a debiti scaduti o in scadenza

In assenza di ulteriori debiti, le rate versate dopo il decreto fiscale sono rimborsate.

Come devo fare per far annullare le cartelle inferiori a mille euro?

Le cartelle vengono annullate automaticamente entro il 31 dicembre 2018. Non occorre dunque presentare alcuna richiesta.

Rottamazione ter

Ho delle cartelle superiori a mille euro anche successive al 2010. C’è qualche sconto?

Il Decreto fiscale ha previsto una nuova rottamazione (definizione agevolata) delle cartelle esattoriali, con lo stralcio delle sanzioni e degli interessi. La nuova rottamazione ter consente a chi ha debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017,di estinguerli pagando solo:

a) le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;

b) le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

Quante rate prevede la nuova rottamazione ter?

L’importo agevolato può essere versato con le seguenti modalità:

  • in unica soluzione entro il 31 luglio 2019;
  • nel numero massimo di dieci rate di pari importo.

Le rate scadono il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019.

In caso di pagamento rateale, sono dovuti, a decorrere dal 1° agosto 2019, gli interessi al tasso del 2 per cento annuo.

L’agente della riscossione fornisce ai debitori i dati necessari a individuare i carichi definibili presso i propri sportelli e in apposita area del proprio sito internet.

Come aderire alla rottamazione ter?

Il debitore manifesta all’agente della riscossione la sua volontà di procedere alla definizione agevolata, entro il 30 aprile 2019, mediante apposita dichiarazione, compilando il modello che l’agente della riscossione mette a disposizione sul proprio sito.

In tale dichiarazione il debitore sceglie il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro il limite massimo di dieci.

Nella dichiarazione il debitore deve indicare l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi in essa ricompresi e assume l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi, che, dietro presentazione di copia della dichiarazione e nelle more del pagamento delle somme dovute, sono sospesi dal giudice.

L’estinzione del giudizio è subordinata all’effettivo perfezionamento della definizione e alla produzione, nello stesso giudizio, della documentazione attestante i pagamenti effettuati; in caso contrario, il giudice revoca la sospensione su istanza di una delle parti.

A seguito della presentazione della dichiarazione, relativamente ai carichi definibili che ne costituiscono oggetto:

a) sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;

b) sono sospesi, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere alla data di presentazione;

c) non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti alla data di presentazione;

d) non possono essere avviate nuove procedure esecutive;

e) non possono essere proseguite le procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo;

f) il debitore non è considerato inadempiente.

Entro il 30 giugno 2019, l’agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.

Sto già rateizzando alcune cartelle. Posso chiedere la rottamazione ter?

È possibile aderire alla rottamazione ter anche per le cartelle in corso di rateizzazione. In questo caso la legge prevede che le rateizzazioni (limitatamente ai ruoli inseriti nella rottamazione):

a) sono sospese, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione;

b) sono revocate alla data del 31 luglio 2019.

Cosa succede se non pago le rate della rottamazione ter?

In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata odi una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di dichiarazione.

In tal caso, relativamente ai debiti per i quali la definizione non ha prodotto effetti:

a) i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero;

b) il pagamento non può più essere rateizzato.

Quali cartelle non si possono rottamare?

Sono esclusi dalla definizione i debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

a) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato

b) i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti; c

c) le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

d) le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Rottamazione ter e rottamazione bis

Che succede se ho già aderito alla rottamazione nel 2017-2018?

Chi ha già aderito alla rottamazione bis ma non è riuscito a saldare le prime due rate scadute a luglio e settembre, può regolarizzare la propria situazione entro il 7 dicembre 2018. Entro lo stesso termine dovrà essere pagata anche la rata in precedenza fissata al 31 ottobre.

L’’integrale pagamento, entro il termine differito al 7 dicembre 2018, delle residue somme dovute in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, determina, per i debitori che vi provvedono, il differimento automatico del versamento delle restanti somme, che è effettuato in dieci rate consecutive di pari importo, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019.

A tal fine, entro il 30 giugno 2019, senza alcun adempimento a carico dei debitori interessati, l’agente della riscossione invia a questi ultimi apposita comunicazione, unitamente ai bollettini precompilati per il pagamento delle somme dovute alle nuove scadenze.

Rottamazione ter: posso farla se non pago le rate della rottamazione bis?

Chi non effettua, entro il 7 dicembre 2018, l’integrale pagamento delle rate scadute della rottamazione bis, non può accedere alla rottamazione ter e la dichiarazione eventualmente presentata per tali debiti è improcedibile.

Definizione agevolata controversie tributarie

Sono in causa con il Fisco: posso chiudere definitivamente la lite pagando in misura ridotta?

Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite con il pagamento di un importo pari al valore della controversia.

In caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata alla data di entrata in vigore del decreto fiscale, le controversie possono essere definite con il pagamento:

a) della metà del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;

b) di un quinto del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

Le controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate al tributo possono essere definite con il pagamento del 15% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare, sul merito o sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, depositata alla data di entrata in vigore del presente decreto, e con il pagamento del quaranta per cento negli altri casi.

La definizione si perfeziona con la presentazione della domanda e con il pagamento degli importi dovuti o della prima rata entro il 31 maggio 2019; nel caso in cui gli importi dovuti superano mille euro è ammesso il pagamento rateale.


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2 Commenti

  1. Ho delle cartelle esattoriali con per multe ho gia pagato circa 12000 euro a rate le restanti rate virca 10 devo continuare q pagarle? Grazie.

  2. Ho aderito alla rottamazione bis facendo tre rottamazioni bis in rottamazioni vi sono cartelle inferiori a € 1000 x cui non ho effettuato il pagamento entro il 31 ottobre della prima rata; come mi devo comportare per il pagamento entro il 7 dicembre? Come posso fare per eliminare gli importi delle cartelle inferiori a € 1000 e pagare il dovuto entro il 7 Dicembre? Grazie per una eventuale risposta visto che non sono certo da solo ad avere questo problema. Distinti Saluti. Giuseppe.

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