A quanto ammonta la disoccupazione

11 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Dicembre 2018



Ecco a quanto ammonta la disoccupazione NASpI. Alcuni esempi pratici per calcolare in maniera manuale la disoccupazione NASpI

Il tuo datore di lavoro ha deciso di licenziarti e ti trovi senza lavoro? Oppure hai perso involontariamente per un qualsiasi motivo la tua occupazione? Starai sicuramente pensando di chiedere la disoccupazione di indennità NASpI (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) per poter rifiatare un attimo fin quando non troverai un nuovo lavoro. Ma nel frattempo che riordini tutta la documentazione da presentare per la richiesta della prestazione economica, ti chiedi di quanto verrà ridotto il tuo tenore di vita. Ad esempio, su una retribuzione lorda di 1500 euro, a quanto ammonta la disoccupazione?

Si tratta di una domanda che molti lavoratori si pongono e che in realtà è possibile sapere già in fase di richiesta dalla domanda NASpI. Infatti, mediante dei calcoli particolari è possibile comprendere non solo a quanto ammonta ciascuna rata mensile che andrai a percepire in caso di accettazione dell’istanza, ma anche per quanto tempo. Dunque, se ti interessa sapere come fare per calcolare in anticipo la tua NASpI ti basta dedicare cinque minuti del tuo tempo per legge le seguenti righe. Andiamo quindi in ordine e vediamo tutto quello che c’è da sapere sull’importo della disoccupazione.

Cos’è l’indennità di disoccupazione NASpI?

Per prima cosa occorre capire cosa s’intende per indennità di disoccupazione NASpI e quando si verificano le condizioni per poter chiedere all’Inps l’erogazione della prestazione. Ebbene, si tratta di una prestazione economica introdotta per gli eventi di disoccupazione verificatesi dal 1° maggio 2015, e sostituisce la vecchia ASpI e mini ASpI. È disciplinato dal Jobs Act [1] e può essere richiesto solamente da lavoratori dipendenti subordinati che hanno perso senza volontà la propria occupazione. Va da sé, quindi, che un lavoratore si dimette in maniera volontaria dal lavoro non può pretendere di ricevere il sussidio economico.

Cosa s’intende per disoccupazione involontaria NASpI?

Come appena specificato, il primo criterio fondamentale per poter avanzare la richiesta dell’indennità di disoccupazione NASpI all’Inps è senz’altro la perdita involontaria del rapporto di lavoro. Da notare che sul spunto esistono, però, dei casi particolari come:

  • le dimissioni rese durante il periodo tutelato di maternità, che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio – ovvero di dimissioni per giusta causa;
  • le dimissioni per giusta causa. Qui l’involontarietà è legata principalmente al rapporto di lavoro che diviene materialmente insostenibile per via di atteggiamenti datoriali che non consentono la pacifica prosecuzione dello stesso. Si pensi, ad esempio, al datore di lavoro che non paga alcune mensilità o che pratica attività di mobbing nei confronti del dipendente;
  • la risoluzione consensuale, se intervenuta nell’ambito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro, nell’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione oppure qualora intervenga a seguito del rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici.

Quando si acquista lo status di disoccupato?

La definizione di «stato di disoccupazione» è stata oggetto di modifica dapprima dal Jobs Act [2] e successivamente dal decreto correttivo al Jobs Act [3]. A seguito del susseguirsi delle norme si è giunti a una definizione univoca di soggetto disoccupato, intendendo come tale colui che è privo di impiego e che dichiara in via telematica il suo stato all’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro). Con questa comunicazione il soggetto dichiara la sua immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego. Infatti, per poter richiedere l’indennità di disoccupazione NASpI è assolutamente necessario che l’interessato abbia resa la DID (acronimo di Dichiarazione di immediata disponibilità). Nel caso in cui l’Inps non dovesse riscontrare una corrispondente DID da parte dell’interessati, potrebbe emettere un KO temporaneo e bloccare la domanda momentaneamente.

Quando il cittadino perde lo status di disoccupato?

Innanzitutto, è bene chiarire che esistono dei casi di «sospensione» e di «decadenza». Rientrano nella prima fattispecie quei casi in cui viene stipulato un contratto di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi. Invece, l’assunzione a tempo indeterminato o a termine per un periodo superiore a sei mesi, o lo svolgimento di attività di lavoro autonomo o parasubordinato di qualsiasi durata, fanno decadere automaticamente lo stato di disoccupazione.

Altri casi di decadenza sono:

  • l’avvio di un’attività di lavoro autonomo di qualsiasi durata;
  • la mancata conferma periodica della DID entro sei mesi dal colloquio al Centro per l’Impiego;
  • la mancata presentazione a una convocazione del Centro per l’impiego senza una giustificazione adeguata e documentata (malattia, gravidanza, gravi impedimenti);
  • la mancata presentazione alle prove di idoneità o rifiuto dell’assunzione in un Ente pubblico dopo essere stato avviato in seguito alla partecipazione a un’asta;
  • il rifiuto di una offerta di lavoro congrua, che significa: per i percettori di indennità, un lavoro con retribuzione superiore del 20% all’ammontare dell’indennità mensile oppure un’altra proposta di politica attiva (corso di formazione o tirocinio). Per gli altri disoccupati, un’occupazione corrispondente al profilo professionale indicato nella DID, con un contratto di durata superiore a sei mesi e ubicata in sede raggiungibile con mezzi pubblici in 80 minuti.

Dopo la perdita lo stato di disoccupazione, è possibile riottenerlo presentando di nuovo la DID; occorre però attendere 2 mesi se la perdita è dovuta alla mancata presentazione al Centro e 4 mesi in caso di rifiuto di una congrua offerta di lavoro.

A quanto ammonta l’importo della disoccupazione NASpI?

Per poter determinare con esattezza l’importo della disoccupazione NASpI è possibile seguire sostanzialmente due metodi: una manuale e l’altra telematica.

Nel primo caso, occorre prendere a riferimento il totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni e sommarli. Dall’importo così ottenuto bisogna dividere le settimane di contribuzione accreditate. Dopodiché l’importo ottenuto dal rapporto deve essere moltiplicato per il coefficiente fisso di 4,33.

Il risultato ottenuto non è ancora l’importo che si andrà a percepire, ma è necessario calcolarne il 75%. Ma se il risultato che deriva dalla moltiplicazione è superiore a 1.314,30 euro, occorre calcolare il 75% dell’importo ottenuto sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile e 1.314,30 euro. Si ricorda che l’importo di 1.314,30 euro è soggetto a rivalutazione annuale da parte dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie operai e impiegati (FOI).

Come calcolare la disoccupazione NASpI?

Ma come si calcola nello specifico la disoccupazione NASpI? Prendiamo il caso di un lavoratore dipendente che negli ultimi 4 anni ha maturato retribuzioni imponibili per 50.000 euro. In questo, tale importo deve essere diviso come abbiamo detto per le settimane di contribuzione accreditate. Supponiamo che il lavoratore abbia lavorato soltanto per tre anni, quindi 156 settimane.

Dal rapporto otteniamo l’importo di 320,51 euro. Il numero va successivamente moltiplicato per il coefficiente fisso di 4,33, ottenendo il risultato di 1.387,80 euro.

Nel caso proposto, l’importo è superiore a 1.314,30. Dunque è necessario procedere nel seguente modo:

  • 314,30 x 75% = 985,73 euro;
  • 387,80 – 1.314,30 = 73,50 euro;
  • 73,50 euro x 25% = 18,38 euro.

Dunque, l’importo della NASpI è pari a 985,73 euro + 18,38 euro = 1004,11 euro.

Se invece, l’importo fosse stato inferiore a 1.314,30 euro, sarebbe bastata semplicemente calcolare il 75%.

Bisogna sapere, inoltre, che l’importo della NASpI non è uguale tutti i mesi. Infatti, nel corso del tempo subirà una decurtazione che va a crescere con il passare delle mensilità. In particolare, la NASpI si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° giorno) ed è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.

Quindi, nel caso proposto:

  • al quarto mese l’importo della rata si riduce a 973,99 euro;
  • dal quinto mese a 944,77 euro;
  • dal sesto mese a 916,42 euro e via dicendo.

Come verificare online l’ammontare della disoccupazione NASpI?

L’altro modo per verificare l’ammontare della disoccupazione NASpI è quello probabilmente più semplice e immediato, ossia online sul sito dell’Inps. Grazie agli applicativi messi a disposizione dall’Istituto previdenziale è possibile sapere anticipatamente quanto ciascun soggetto andrà a percepire nel dettaglio ne mesi seguenti.

A tal fine, basta semplicemente loggarsi sul sito dell’Inps, previo possesso di Pin, e accedere a “Nuova Assicurazione sociale per l’impiego (NASpI): consultazione domande”, reperibile da “Tutti i servizi”

Qualora l’Inps abbia accolto la richiesta di NASpI bisogna cliccare su “Dettagli”. Qui si aprirà il prospetto di calcolo (scaricabile in pdf), nel quale è indicata la durata dell’indennità con gli importi lordi da liquidare mensilmente. Una nota avverte il beneficiario della progressiva riduzione del 3% a partire dal 4° mese di erogazione dell’indennità, prevista dalla normativa come criterio di calcolo.

Il servizio non si limita soltanto a fornire informazioni circa la durata e l’importo dell’indennità di disoccupazione NASpI, ma permette di poter controllare anche lo stato della domanda e il suo esito. Infatti, basta accedere alla propria sezione “MyInps” e cliccare sulla voce “I tuoi avvisi”. A questo punto, potranno apparire due tipi di avvisi:

  •  “Notifica della Comunicazione”, che rimanda tramite un link alla lettera di riscontro che comunica l’accoglimento/rigetto o la richiesta di ulteriore documentazione;
  • Disoccupazione non agricola dal …”, avviso di liquidazione di ogni rata di NASpI contenente indicazione dell’importo lordo liquidato sull’ IBAN che si è indicato nella domanda.

Chi ha fornito un numero di cellulare in fase di registrazione delle credenziali INPS, riceverà anche un SMS di segnalazione dell’avviso di liquidazione della prima rata della prestazione, per tenere poi autonomamente sotto controllo l’accredito delle rate di NASpI.


note

[1] Art. 1 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22.

[2] dell’articolo 19 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150.

[3] dall’articolo 1, comma 1 lett. i), del Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185.


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