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Crif: segnalazione e cancellazione dalle banche dati

1 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 dicembre 2018



Ho emesso un assegno scoperto 4 anni fa, con conseguente segnalazione, volevo pagare l’assegno e chiedere la riabilitazione e cancellazione delle segnalazioni a mio nome nelle banche dati perchè ho un contratto a tempo indeterminato e volevo chiedere un prestito per comprare la casa con la mia compagna. Mi è stato detto che, anche se mi abilitassi alla camera di commercio attraverso il tribunale, avrei problemi con altre banche dati, che tengono la segnalazione anche 1 o 2 anni dopo aver regolato la mia posizione, un pò come quando paghi una o più rate del mutuo in ritardo. Per quanto tempo le banche dati, anche se ho pagato l’assegno e chiesto la cancellazione del mio nome in esse, mi continuano a segnalare?

Potrebbe essere accaduto che la segnalazione del lettore, oltre che in Camera di Commercio, sia passata nelle mani della banca dati internazionale, presso cui si appoggiano tutti gli Istituti di Credito per consultare le segnalazioni dei “cattivi pagatori”, ossia la CRIF (acronimo di Centrale Rischi Finanziaria) che ha il compito di raccogliere i dati finanziari di tutti coloro, privati o imprenditori, abbiano ottenuto un finanziamento o abbiano emesso dei titoli, poi versati o, viceversa, risultati privi di provvista.

Solitamente, nei casi di emissione di titoli di credito privi di provvista, la segnalazione arriva alla Camera di Commercio, unica addetta alla ricezione di tali mancati pagamenti la quale, dopo aver ricevuto copia del decreto di riabilitazione rilasciato dal Tribunale e delle somme a titolo di rimborso protesti, provvede alla cancellazione del nominativo dell’inadempiente dal registro informatico competente.

Se, invece, quella segnalazione è stata trasmessa anche alla CRIF (si pensi per interessi finanziari collegati all’istituto bancario di riferimento dell’assegno) i tempi di cancellazione della qualifica di cattivo pagatore dai sistemi informatici della centrale rischi potrebbero allungarsi.

Nel caso specifico, essendosi trattato di un mancato pagamento (e non di un ritardato pagamento) i dati negativi dell’inadempimento del lettore resterebbero conservati fino alla data di pagamento prevista e per i successivi trentasei mesi.

Decorso quel tempo, la cancellazione dovrebbe avvenire in automatico; tuttavia, spesso ciò non avviene e il soggetto per “riabilitarsi” è costretto a fare istanza affinché gli organi amministrativi della centrale provvedano a cancellare il nominativo dalla black list dei cattivi pagatori.

Quello che si consiglia al lettore, prima di tutto, è di fare istanza – anche tramite un legale per accelerare i tempi – alla CRIF chiedendo un estratto della sua posizione debitoria.

In questo caso, il lettore avrebbe la certezza di conoscere la sua presenza o meno all’interno della lista dei “cattivi pagatori”.

Successivamente, occorrerebbe (questo è necessario) ottenere la riabilitazione in Tribunale. 

Dopodiché, se il nominativo del lettore risulterà segnalato alla CRIF, allora questi – munito di riabilitazione e del provvedimento di cancellazione della Camera di Commercio competente – potrebbe inviare tali documenti alla Centrale, al fine di porre a conoscenza gli organi amministrativi della sua normalizzazione, chiedendo al contempo la cancellazione nel rispetto dei termini previsti dalla normativa (trentasei mesi dal pagamento dell’importo se risulta iscritto).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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