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Pubblico dipendente e lavoro in azienda a conduzione familiare

7 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Dicembre 2018



Lavoro in ospedale come infermiere, con un contratto a tempo indeterminato a tempo pieno. Vorrei partecipare alla costituzione di una società che sarà un’azienda apistica a conduzione familiare (3 persone). Posso farlo? La società avrà partita IVA agricola in regime di esonero. Il lavoro sarà saltuario come ore settimanali e da marzo a luglio, verrà svolto fuori dall’orario di lavoro. Devo chiedere l’autorizzazione annuale alla mia amministrazione? 

Il CCNL Sanità – personale non medico, prevede all’art. 24 che il pubblico dipendente debba avere un rapporto esclusivo con l’amministrazione di appartenenza. 

Questa norma riprende il disposto dell’art. 53, D.Lgs 165/2001, il quale espressamente prevede al comma 1 che il pubblico dipendente (ad eccezione del lavoratore in regime di part-time non superiore al 50%) non possa svolgere altra attività di lavoro pubblica o privata mentre è alle dipendenze della pubblica amministrazione. In particolare, l’art. 53 richiama sul punto l’art. 60 del DPR n. 3/1957, secondo cui: “l’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del Ministro competente”. 

Sempre l’art. 53, al comma 3, precisa che: “I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza”. 

Nel caso di specie, dunque, la costituzione di un’azienda apistica in forma di società, sebbene a conduzione familiare, con p.Iva agricola (dunque certamente non in conflitto di interessi con la P.A. di appartenenza) ed impegno lavorativo ridotto, ad avviso dello scrivente potrebbe rientrare nei casi di incompatibilità previsti dalle citate disposizioni, in quanto attività commerciale e assunzione di carica in società costituita a fini di lucro. 

Intraprendere attività incompatibili con l’impiego pubblico, costituisce illecito disciplinare che, a seconda della sua gravità e della situazione disciplinare personale del dipendente, può portare anche al licenziamento per giusta causa. 

In deroga alle previsioni del predetto art. 60 DPR n. 3/1957, il successivo art. 61 dispone tuttavia che: “Il divieto di cui all’articolo precedente non si applica nei casi di società cooperative”. Conseguentemente, se possibile la costituzione dell’azienda apistica in forma di cooperativa, questa potrebbe essere una soluzione per ovviare al rischio di incompatibilità con la professione di infermiere svolta dal lettore. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini 


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