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La vedova del figlio morto è erede?

8 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Dicembre 2018



Mia madre vedova è morta e suoi eredi sono tre figli in vita e due nipoti del figlio premorto. Nella successione deve essere indicata anche la vedova del figlio premorto?

Alla luce del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue: 

– Successione ereditaria legittima dei figli

Secondo la legge in vigore [1], in assenza di testamento, a chi muore lasciando solo i figli, senza alcun coniuge superstite, subentrano i predetti propri discendenti che si divideranno, in parti uguali, il patrimonio della persona defunta.

Sempre secondo il codice civile [2], qualora il figlio non possa (perché premorto) o non voglia accettare l’eredità del soggetto defunto, hanno diritto di subentrare in tale facoltà i discendenti del medesimo: questo potere è tecnicamente definito diritto di rappresentazione. 

Il diritto di rappresentazione

La legge dice che se un chiamato all’eredità non può o non vuole accettare la stessa, tale diritto si estende a suoi discendenti. Questo meccanismo si definisce tecnicamente diritto di rappresentazione.

Tuttavia, questa situazione non si concretizza in tutti i casi: solo quando il chiamato è un discendente oppure un fratello o sorella del defunto, i suoi ulteriori discendenti potranno esercitare il diritto di rappresentazione. In sostanza, ad esempio, se il figlio del defunto non può accettare l’eredità poiché premorto, il figlio di quest’ultimo subentra in tale diritto, acquisendo la possibilità di accettare la medesima eredità. Tale meccanismo, si propaga all’infinito, sino all’ultimo dei discendenti del primo chiamato all’eredità [3].

Anche per coloro che potrebbero agire in rappresentazione per accettare l’eredità, il termine per esercitare tale diritto è soggetto alla prescrizione decennale, decorrente dalla morte della persona verso la quale si eredita. Questa conclusione è altresì avallata dalla giurisprudenza.

Infine, la quota spettante per rappresentazione sarà la stessa che in teoria era riferibile al proprio genitore, quindi, se ad esempio, i figli del figlio già deceduto sono due, questi si divideranno la quota spettante al padre e in parti uguali.

CASO CONCRETO

Alla luce di quanto sopra esposto, la cognata non è un erede legittima della madre del lettore. Non ha alcun diritto ereditario che, in questo caso è riservato ai figli della defunta e ai nipoti della medesima (in rappresentazione e quali discendenti del figlio premorto).

La cognata del lettore, pertanto, non dovrà essere dichiarata nella successione, poiché non fa parte della stessa.

Ovviamente, se la madre del lettore avesse fatto testamento, nel rispettare le quote minime di eredità dovute ai figli in quanto eredi legittimari, avrebbe potuto destinare anche qualcosa alla nuora. Ma se ciò non è avvenuto (come pare di capire dal quesito), la nuora di sua madre, anche se era sposata con il figlio premorto, non ha alcun diritto ereditario nei riguardi della suocera, neanche a titolo di rappresentazione.

Pertanto, nella successione della madre del lettore, non deve essere indicata sua cognata, se non come eventuale rappresentante legale di uno degli eredi (ad esempio, dei suoi figli minori), sicuramente non come erede e semmai in qualità di soggetto compilante il modello di dichiarazione (ma anche a tale riguardo, non sembra sia questo il caso).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Avv. Marco Borriello

note

[1] Art. 565 e seg. cod. civ.

[2] Artt. 467 – 468 cod. civ.

[3] Art. 469 cod. civ.


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