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Casa di cura dimette malato: che fare?

12 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Dicembre 2018



L’ospedale può obbligare alle dimissioni? Quando c’è reato di abbandono di incapaci? Quando la casa di cura commette reato?

Il sistema sanitario nazionale è tenuto a prestare la propria assistenza a chiunque ne abbia bisogno. Trattandosi di un servizio pubblico, nessun ospedale può rifiutare di accogliere una persona che necessiti di cure, le quali devono essere fornite gratuitamente (eccezion fatta per gli ingressi al pronto soccorso ritenuti ingiustificati a causa della lievità della patologia). Accanto ai classici presidi ospedalieri, la sanità italiana si avvale di ulteriori strutture convenzionate con il servizio nazionale: queste case di cura devono prestare la medesima assistenza garantita dagli ospedali. Il loro ruolo si giustifica essenzialmente sulla scorta di due ragioni: innanzitutto, spesso si tratta di strutture specializzate nella cura di determinate patologie; in secondo luogo, aiutano i presidi ospedalieri a smaltire la gran quantità di lavoro in cui sono impegnati. Pensa, ad esempio, alle case di cura per malati terminali, oppure a quelle dedicate alle persone anziane: se le strutture sono convenzionate, allora non dovrai pagare nulla per l’aiuto fornito. Il problema, però, è che questi presidi non sono obbligati a trattenere ad ogni costo presso di sé le persone che vi vengono portate: in altre parole, il loro lavoro, così come quello degli ospedali, cessa nel momento in cui non vi dovesse essere più bisogno di assistenza. Se sei malato e vieni ricoverato in ospedale, alla tua guarigione i medici ti dimetteranno perché non c’è più bisogno di loro. Ma cosa succede se le dimissioni vengono “forzate”, cioè vengono ingiustificatamente anticipate? Ebbene, secondo la giurisprudenza, l’ospedale o la casa di cura che obbliga alle dimissioni il paziente rischia di incorrere in reato. Se quello che ti ho detto finora ti ha interessato, allora ti consiglio di proseguire nella lettura di questo articolo: ti dirò che fare quando la casa di cura dimette un malato.

Abbandono di persone incapaci: è reato?

Devi sapere che la legge italiana impone un vero e proprio obbligo di assistenza nei riguardi delle persone che non sono in grado di badare a se stesse. Il codice penale dice che chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Le pene sono aumentate se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall’adottante o dall’adottato [1].

Casa di cura dimette malato: è reato?

La giurisprudenza ha più volte sostenuto che può rispondere del reato di abbandono di incapaci anche la casa di cura che non assista adeguatamente dei suoi ospiti: configura il delitto suddetto la condotta dei responsabili dell’assistenza di soggetti ricoverati presso una casa di cura o di riposo privata i quali non pongono rimedio all’evidente insufficienza e adeguatezza delle strutture assistenziali [2].

Costituisce abbandono di incapaci l’allontanamento di tutte le assistenti di una casa di ricovero per anziani e malati, quando non vi sia nessun altro con le competenze adeguate ad assistere i degenti [3]; è addirittura responsabile di abbandono di incapace lo psicanalista che abbandoni a se stessa la paziente affetta da sindrome dissociativa [4].

Casa di cura: quando le dimissioni sono reato?

La giurisprudenza si è spinta oltre: non solo l’assistenza inadeguata costituisce reato, ma è illecito penale anche obbligare il paziente alle dimissioni. In pratica, la casa di cura che dimette il malato che non è ancora guarito rischia di incorrere nel reato di abbandono di persone incapaci.

Il caso riguardava due figli che avevano comunicato ad un noto ospedale di Venezia di non poter accettare la dimissione ospedaliera della madre in quanto non erano in grado di curarla e assisterla a casa. L’ospedale rispondeva inviando una segnalazione alla Polizia. L’anziana malata continuava a rimanere ricoverata in ospedale finché il direttore sanitario dell’ospedale stesso comunicava ai familiari la dimissione della paziente, precisando che l’eventuale mancato “prelievo” della congiunta sarebbe stato segnalato alle competenti autorità fra cui indicava la Questura. I figli e i nipoti vennero allora processati per reato di abbandono di persona incapace, ma il tribunale [5] li assolse completamente: il reato di abbandono non poteva sussistere perché i familiari, rifiutando la dimissione ospedaliera, non avevano lasciato l’ammalata in pericolo di vita, dato che la stessa era in ospedale. I familiari non si trovavano neppure nella condizione richiesta dal codice penale per essere autori del reato di abbandono in quanto non avevano in custodia la madre. Solamente i sanitari dell’ospedale, avendo in cura la paziente, si trovavano, eventualmente, nella condizione per potere commettere l’anzidetto reato. Pertanto, l’abbandono di persone incapaci poteva essere commesso solamente dalla struttura ospedaliera.

Dimissioni casa di cura: cosa fare?

Alla luce di quanto detto nei paragrafi precedenti, se ritieni che tu o una persona a te cara abbiate ancora bisogno di assistenza, allora rifiuta con fermezza le dimissioni che ti vengono proposte. Nel caso in cui la casa di cura o l’ospedale ti obblighino a lasciare la struttura, allora segnala l’accaduto alle forze dell’ordine: colui che ha bisogno di aiuto non può essere scaricato in strada oppure affidato a chi non può fornire un’adeguata assistenza.


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