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Bonifici tra parenti o amici: quale causale?

23 Settembre 2017
Bonifici tra parenti o amici: quale causale?

Per evitare problemi con il fisco qualunque movimento di denaro deve avere una sua chiara giustificazione e deve essere fatto con mezzi di pagamento tracciabili

Trasferire somme di denaro ad un parente o un amico potrebbe sembrare un’operazione semplice e banale. Si pensi al padre che vuole fare un regalo ad un figlio o ad un amico che intende prestare dei soldi ad un altro. Si pensi, ancora, ad un collega di lavoro che anticipa delle somme ad un altro o a due soci che, tramite bonifici, si scambiano o dividono i compensi derivanti dalla propria attività professionale. In realtà, tutte le attività descritte, sebbene perfettamente lecite, non dovrebbero essere compiute con troppa leggerezza. Al contrario, è sempre meglio utilizzare degli accorgimenti al fine di evitare – un domani – eventuali problemi di accertamento da parte del fisco.

Al riguardo è bene sapere che il fisco prevede che bisogna sempre dare giustificazione agli importi che vengono trasferiti ad altre persone, anche se in qualità di donazione, prestito o anticipazione. È necessario, infatti, poter sempre provare da dove vengono le risorse economiche che hanno permesso quel movimento di denaro. Vediamo, dunque, gli accorgimenti da seguire per non far insospettire inutilmente il fisco, in caso di trasferimenti di denaro tra parenti o amici. Vediamo, inoltre, in caso di bonifico, quale causale indicare.

Trasferimenti di denaro tra parenti o amici: come procedere?

Il modo corretto per trasferire una somma di denaro dipende dall’ammontare della cifra che si deve versare. In particolare, se si tratta di importi modesti, valutati in relazione alle condizioni economiche di chi li versa, sarà sufficiente un bonifico bancario accompagnato da una scrittura privata. Se, invece, la somma che si intende trasferire non è di modico valore sarà necessario redigere un atto pubblico eseguito presso un notaio alla presenza di due testimoni. Tuttavia, se l’importo fosse tale da richiedere la forma dell’atto pubblico, ma la stessa venisse a mancare, non bisognerebbe temere un controllo da parte del fisco, ma una possibile opposizione da uno o più controinteressati, come un creditore o un parente.

Facciamo un esempio: se il marito indente donare alla moglie una somma di denaro molto elevata e non vuole procedere con una vera e propria donazione da eseguirsi dinanzi ad un notaio, potrà procedere mediante bonifico. In questo caso, la nullità della donazione (che non è stata eseguita mediante atto pubblico) potrà essere fatta valere da chi aveva interesse a ricevere la stessa somma, come ad esempio i figli.

Bonifici tra parenti o amici: quale causale?

Ciò posto, vediamo quale causale utilizzare nel caso in cui si voglia donare o prestare una somma di denaro tramite bonifico bancario.

Partiamo subito con il dire che, con riferimento alla causale più corretta da riportare in un bonifico bancario, in realtà, non esiste una regola generale. Tutto dipende, infatti, dal motivo (la “causa” per l’appunto) per cui avviene il trasferimento di denaro da un conto ad un altro. Inoltre, un conto è il motivo del prestito o della donazione (e quindi la causale) altro conto è lo scopo del prestito. Il concetto di “scopo del prestito”, che non deve per forza essere esplicitato, va tenuto distinto da quello di “causale”. Ed infatti, mentre quest’ultima (la causale) attiene al motivo per il quale avviene lo spostamento del denaro, lo scopo concerne il fine per il quale detto denaro verrà speso o utilizzato (come, ad esempio, per l’acquisto di determinati beni).

Ad ogni modo, è sempre opportuno agire con accortezza e con la consapevolezza che dietro ad ogni movimento bancario ben potrebbe esserci l’occhio attento del fisco pronto a chiedere chiarimenti. Detto ciò, un eventuale errore nella causale non potrà di certo pregiudicare la sostanza dell’operazione e trasformarla da lecita in illecita: dunque, da questo punto di vista si può stare tranquilli. Una corretta qualificazione del trasferimento di denaro è comunque importante perché eviterà di far “insospettire” inutilmente il fisco, con la conseguenza che non si sarà esposti – un domani – a “fastidiosi” problemi di accertamento fiscaleVediamo quindi quale causale utilizzare

Prestito o donazione tra parenti e amici: la causale del bonifico

Ebbene, con riferimento alla causale – come evidenziato sopra – non c’è una regola specifica. La cosa importante, nel caso di prestito tra parenti o amici, è che nella causale del bonifico sia specificata la natura “infruttifera” del prestito (e cioè non produttiva di interessi). Diversamente, infatti, il soggetto che ha effettuato il prestito un domani potrebbe essere soggetto ad un accertamento fiscale per non aver dichiarato il reddito derivante dai relativi interessi.

Detto ciò, il consiglio pratico è quello di inserire  la seguente causale nel  bonifico:

«Prestito infruttifero per ________ », indicando il grado di parentela o il nome e cognome del parente o dell’amico (ad esempio «Prestito infruttifero per mio fratello Sig. Mario Rossi»).

In tali casi, inoltre, è sempre opportuno che le parti redigano e sottoscrivano una scrittura privata, che potrà fungere – un domani – quale prova scritta del prestito infruttifero. È opportuno, inoltre, che la scrittura privata sia munita di data certa. Certezza che si ottiene, ad esempio,  mediante lo scambio di una Pec tra le parti.

Anche nel caso di donazione basterà indicare una formula come: “Regalo Papà”, o “Regalo Nonna”.  In tali casi, a meno che non si tratti di un’operazione oggettivamente anomala, il fisco non potrà insospettirsi.

Attenzione però: è assolutamente sconsigliato indicare una prestazione sulla causale, come ad esempio “regalo per aver riparato il bagno”: in questo caso, il fisco potrebbe chiedere ulteriori delucidazioni in quanto potrebbe sospettare che si tratti di un corrispettivo per una prestazione lavorativa in nero.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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