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Come custodire correttamente le armi in casa

4 novembre 2018


Come custodire correttamente le armi in casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2018



Le regole da osservare per custodire un’arma all’interno della propria abitazione per evitare di incorrere in sanzioni.

La scelta di acquistare un’arma per la difesa della propria abitazione si è intensificata negli ultimi anni e questo anche a causa dei terribili fatti di cronaca accaduti nel nostro Paese, che hanno visto talune persone selvaggiamente percosse e derubate durante la notte all’interno delle loro abitazioni. È bene precisare però che il procedimento che porta all’ottenimento di una qualunque tipologia autorizzazione in questo settore, almeno nel nostro ordinamento, è regolato da norme di legge e prassi che sono piuttosto stringenti, e questo a tutela dell’ordine e sicurezza pubblica. Vi è inoltre un obbligo di diligenza per tutto ciò che attiene il come custodire correttamente le armi in casa e questo per evitarne non solo il furto, ma anche un banale impossessamento da parte di una persona non opportunamente addestrata nel maneggio, come un familiare o un amico. Non sono mancati in questo senso anche gli incidenti di tipo domestico, la cui genesi principale è da ricercarsi nella negligenza del proprietario dell’arma, che il più delle volte aveva omesso non solo le regole imposte dalla norma, ma anche quelle del più comune buon senso. Uno dei concetti cardine è del maneggio di un’arma è che questa non possa sparare da sola e pertanto quando si verifica una disgrazia, le responsabilità sono quasi sempre da ricercarsi nell’errore umano.

A chi bisogna comunicare il possesso dell’arma?

Coloro che sono in possesso di armi o parti di queste, devono provvedere a denunciarle all’Autorità di Pubblica Sicurezza presente sul territorio entro 72 ore dall’acquisto o dalla ricezione [1]. In via principale gli uffici ai quale occorre fare riferimento sono la Questura o il Commissariato di P.S. . Se questi non sono presenti, l’atto va presentato alla Stazione dei Carabinieri competente per territorio. I cittadini vengono generalmente assistiti nella presentazione della denuncia che si conclude con l’apposizione di un visto e la riconsegna di una copia conforme che dovrà essere conservata con cura ed esibita ad ogni richiesta degli organi di Pubblica Sicurezza.

Cosa dice la legge in merito alla custodia delle armi

Diversamente da quanto si possa immaginare, la legge è estremamente vaga nel definire le accortezze per la custodia di un’arma all’interno di una abitazione. Viene imposto infatti l’obbligo di assicurare che la conservazione avvenga con ogni diligenza possibile nell’interesse della sicurezza pubblica [2]. Si tratta di un rimando piuttosto ampio ed astratto ad un concetto di prudenza generale che, per taluni versi, è assimilabile al comportamento che dovrebbe avrebbe il buon padre di famiglia nell’ordine in cui adotterebbe ogni cautela necessaria per impedire che un fucile oppure una pistola possano finire nelle mani di una persona incapace di gestirli in sicurezza. Questo genere di accortezza non è estraneo al vivere comune, e viene già attuato verso gli strumenti taglienti o in grado di pungere e per molti utensili utilizzati nel fai da te.

La scelta dell’armadio blindato

Non è assolutamente obbligatorio disporre di un armadio blindato perché si realizzi una corretta custodia delle armi all’interno della propria abitazione, e questo è un punto sul quale occorre essere chiari. Inoltre, non è consentito a chi riceve la denuncia di detenzione di un’arma di imporre che ci si doti di tale mezzo forte o di rifiutarsi di sottoscrivere l’atto in forza di questa mancanza. È indubbio però che comperando un mobile di questo genere, che rappresenta una sorta di cassaforte per armi e munizioni, si goda già di una certa serenità nei confronti, per esempio, di un eventuale ladro che dovesse introdursi all’interno dell’abitazione in nostra assenza. Tuttavia, le chiavi o la combinazione, in base al modello scelto, devono essere tenute ben nascoste, in modo da non renderne facile il rintraccio. L’atra faccia della medaglia è rappresentata dalla circostanza per la quale una volta individuato l’armadio blindato, l’eventuale malintenzionato potrà concentrare tutta la sua attenzione solo su questo o asportalo completamente, se non è stato ancorato al muro o al pavimento in modo adeguato.

È possibile nascondere la pistola o il fucile sopra l’armadio?

Secondo un recente pronunciamento della Corte di Cassazione [3], per la corretta custodia di un’arma occorre fare riferimento al principio secondo cui deve essere valutata la probabilità che un determinato evento si verifichi. Nello specifico, quindi, è probabile che un’arma nascosta sopra un armadio possa essere facilmente raggiunta da un ladro o da un familiare? Ovviamente se il mobile si trova nella camera da letto o nello studio di chi vuole usarlo come nascondiglio e se l’altezza è tale da escludere l’accesso ad un bambino, si è già raggiunto un buon livello di sicurezza. Se poi si adottano altre misure di contorno, come per esempio il tenere le munizioni separate dall’arma, custodendo quest’ultima dentro una custodia chiusa a chiave, possiamo affermare che la diligenza è stata dosata con cura ed è efficace a scongiurare addebiti. Certo, qualora un ladro penetri all’interno dell’abitazione non è impossibile che possa cercare anche in questi posti remoti, ma l’esperienza insegna che vengono preferiti comò e comodini dove sono spesso presenti i monili in oro.

È possibile detenere un’arma in un luogo diverso dalla residenza?

Assolutamente sì. A patto di presentare la prescritta denuncia all’Autorità di Pubblica Sicurezza, non esiste alcuna norma che individui il luogo di residenza del soggetto come l’unica ubicazione possibile per detenere un’arma. Anche in questo caso quello che è importante è che la custodia avvenga apportando tutte le cautele necessarie affinché l’arma non sia facilmente asportabile da soggetti terzi o da ladri. Chi dispone di una seconda casa che occupa solo saltuariamente durante l’anno per trascorrervi le vacanze o i fine settimana, dovrà necessariamente adoperarsi verso una migliore tutela dell’arma, riponendola in una cassaforte a muro oppure dentro un armadio blindato o installando un sistema di allarme come deterrente per gli eventuali ladri.

Cosa succede in caso di furto dell’arma?

Le armi da fuoco sono tutte dotate di una matricola che le contraddistingue, rendendole di fatto pezzi unici. Questo marcatore è costituito da un insieme di lettere e numeri che viene inciso dal costruttore su parti ben precise e viene poi riportato nella denuncia all’Autorità di Pubblica Sicurezza, che provvede ad inserirlo nella piattaforma informatica di cui dispone. Qualora si subisca il furto di una o più armi è sempre bene richiedere un intervento sul posto da parte della Polizia di Stato o dei Carabinieri, avendo cura di mostrare il luogo ove erano custodite e gli eventuali danni da effrazione che sono stati causati dai ladri. Sarebbe opportuno, preventivamente, tenere una documentazione fotografica dei pezzi detenuti, avendo cura di evidenziare le matricole ed anche eventuali segni distintivi, come graffi, piccoli danneggiamenti oppure particolari di pregio, come calci ed impugnature realizzati in materiali particolari. L’organo di Polizia intervenuto provvederà a redigere un verbale di sopralluogo di furto ed a documentare fotograficamente quanto accaduto. È buona regola che anche chi ha subito il furto provveda autonomamente ed in modo analogo, scattando foto e prendendo qualche appunto, qualora sia necessario. Successivamente dovrà essere formalizzata una vera e propria denuncia, che verrà successivamente inoltrata all’Autorità Giudiziaria competente. Avendo rispettato tutte le accortezze indicate per una corretta detenzione, non si avranno ripercussioni o sanzioni di alcun genere.

Quali sono le sanzioni per omessa custodia?

Una non corretta custodia dell’arma espone il colpevole a sanzioni di carattere penale[4] ed amministrativo, oltre ad una eventuale azione civile per il risarcimento del danno, qualora da questa omissione derivi un danno a persone, o cose di proprietà di terzi. Si tratta di casi non isolati, che spesso sono balzati agli albori della cronaca e che hanno portato le Forze di Polizia a valutare molto attentamente gli aspetti legati ad una corretta detenzione dell’arma, in linea con i principi richiamati dalla legge e dalla giurisprudenza. Ovviamente subire un procedimento penale comporta spese legali importanti, con un esborso economico totale che può essere anche non indifferente, e questo a fronte di una omissione dalla quale era facile mettersi al sicuro, rispettando degli accorgimenti che, come si è visto, sono quanto di più scontato si possa attuare per evitare furti ed incidenti. Il possesso di un’arma comporta una grande assunzione di responsabilità, cui si fa fronte con un corretto maneggio ed una diligente custodia.

note

[1] art. 38 del T.U.L.P.S
[2] art. 20 legge n. 110 del 1975
[3] Cass. Pen. sent. n. 13570 del 20/03/2017
[4] art. 20 bis legge 110 del 1975


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