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Pos: multe per chi non si adegua

25 Settembre 2017 | Autore:
Pos: multe per chi non si adegua

Sanzioni e spese. Per esercenti e professionisti il Pos obbligatorio costa davvero caro

Il Pos è obbligatorio. Lo sappiamo oramai quasi tutti. Da ottobre, però, scatteranno anche le multe per chi non si adegua. L’obbligo di possedere il Pos (Point of sale) e di accettare pagamenti elettronici effettuati tramite esso, in realtà, è in vigore già dal 2015 per negozianti, liberi professionisti e ristoratori. La legge di stabilità del 2016 aveva stabilito che le sanzioni previste per la mancata dotazione dei Pos sarebbero state attuate entro il febbraio dello scorso anno, ma nulla è stato fatto. Tutti coloro che, fino ad ora, non hanno provveduto ad ottemperare all’obbligo di dotarsi di un Pos, non hanno avuto alcuna multa. Da ottobre, però, le cose dovrebbero cambiare.

In realtà è da dire che il nostro ordinamento già prevede una norma che sanziona il rifiuto di accettare pagamenti elettronici. In particolare, il codice penale contiene una norma che punisce con una multa «chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato» [1]. L’idea del Governo è quella di inserire – con qualche correttivo – la norma richiamata anche all’interno del decreto legislativo attuativo della direttiva pagamenti [2].

Con la nuova disciplina, in sostanza, ciò che cambia è il motivo della sanzione Pos. Infatti, mentre in passato era prevista una multa per chi non aveva il Pos, ora la norma prevede una sanzione fino a 30 euro per ogni pagamento bancomat o tramite carta di credito rifiutato. Per cui, negozi, bar, ristoranti, meccanici, artigiani, lavanderie, commercianti, architetti, dentisti, avvocati, medici ed in generale tutti i professionisti che operano a diretto contatto con il pubblico, non solo devono dotarsi di Pos, ma devono garantire al cliente la possibilità di pagare tramite Pos anche piccoli importi.

Dovrebbero rimanere esclusi dall’obbligo del Pos sia i professionisti che operano all’interno di uno studio associato e che non hanno quindi rapporti diretti con i clienti, sia tabaccai e benzinai dal momento che incassano imposte per conto dello Stato e le riversano poi a titolo di sostituti d’imposta.

Pos: i costi per gli esercenti

Tuttavia deve darsi atto del fatto che, a due anni dall’introduzione dell’obbligatorietà del Pos, i costi sostenuti dagli esercenti sono aumentati notevolmente, in particolare le commissioni. Per saperne di più leggi: Pos obbligatorio nei negozi: quanto costa?. Le commissioni più alte riguardano essenzialmente l’utilizzo di carte di credito: le commissioni addebitate per ogni transazione sono aumentate del 18,5% per gli acquisti con bancomat e del 19,5% per quelli effettuati con altra carta. Tra costi fissi, canoni mensili e commissioni per carte di credito e bancomat, il sistema di pagamenti elettronici si rivela una nuova mannaia, soprattutto per i piccoli commercianti. Nell’ambito dei costi vanno annoverate anche le spese per l’acquisto del Pos. In particolare ve ne sono di due tipologie: quello fisso (collegato ad una linea fissa Adsl) e quello mobile (gestibile tramite smartphone). Mediamente un Pos mobile costa 60 euro mentre uno fisso circa 77. A questo costo, ovviamente, deve aggiungersi il canone mensile per il servizio, anch’esso variabile a seconda della tipologia di Pos.

Tuttavia, la spesa maggiore dell’esercente o professionista per garantire il pagamento elettronico, è rappresentata dalla percentuale dovuta su ogni transazione elettronica effettuata. In questo caso i costi variano in base alla tipologia di carta scelta dall’acquirente. Generalmente, per un acquisto con carta di credito, il commerciante dovrà versare circa il 2,5% di quanto transato. Qualcosa in meno nel caso di utilizzo di una carta bancomat.


note

[1] Art. 693 Cod. Pen.

[2] Direttiva 2015/2366/Ue.


3 Commenti

  1. Lo scopo finale di questa legge , oltre a favorire ulteriormente le banche,sara’ quello di far chiudere i piccoli commercianti, gia’ in gravi difficolta’ per la concorrenza dei grossi centri commerciali,incrementando ulteriormente lo spopolamento commerciale delle citta’. Se lo stato pretende il pos obbligatorio, deve anche costringere le banche ad offrirlo gratis.Le banche guadagnano lo stesso gestendo il contante.

  2. Sono arzigogolii che portano solo frutto di mandorle monache e giustificano la fuorisciuta di fiumi di imposte per le vie maestre.
    Non si vuol esere brevi, concisi e compendiosi perchè bisogna non toccare il ” cuore ” dei conti Ugolino.

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