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Rottamazione liti fiscali

25 Settembre 2017 | Autore:
Rottamazione liti fiscali

Entro il 2 ottobre è possibile definire le controversie sorte con l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, in piena estate, ha emanato una circolare [1] volta a chiarire il meccanismo della rottamazione delle liti fiscali. Infatti, i contribuenti che vogliono definire le controversie tributarie pendenti posso provvedervi entro il 2 ottobre 2017. In sostanza, per definire la lite, al contribuente – sia esso persona fisica o società – è concessa la possibilità di pagare le somme richieste dall’erario, senza sanzioni ed interessi di mora. Leggi anche: Liti con il fisco: chiusura agevolata entro il 2 ottobre

Di quali controversie si tratta?

Le controversie oggetto della rottamazione sono tutte quelle pendenti dinanzi ai giudici tributari in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione. È fondamentale però che si tratti di una controversia il cui ricorso di primo grado sia stato notificato entro il 24 aprile 2017 [2]. È fondamentale, inoltre, che alla data di presentazione della domanda di definizione, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

Quali liti sono escluse?

Attenzione però. È bene precisare che non sono definibili con il procedimento in questione le liti pendenti in materie diverse da quella tributaria, che per errore siano state instaurate dinanzi alle commissioni tributarie e quelle nelle quali è parte soltanto l’agente della riscossione. La circolare dell’Agenzia delle Entrate precisa che l’espressione «liti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate» debba essere intesa nel suo significato processuale. Ciò vuol dire che la rottamazione è possibile nei giudizi in cui l’Agenzia delle Entrate sia stata chiamata in giudizio o, comunque, vi sia intervenuta. Ne consegue che dalla rottamazione sono escluse, le controversie nelle quali è parte solamente l’agente della riscossione (ad esempio Equitalia), ancorché riguardanti i tributi facenti capo all’Agenzia delle Entrate. Qualora invece l’Agenzia delle Entrate sia parte in giudizio assieme all’agente della riscossione, allora le relative liti saranno ammesse alla rottamazione. Rimangono, inoltre, escluse dall’agevolazione le liti in cui non è possibile determinare il quantum dovuto dal contribuente e quelle relative, ad esempio, ai dinieghi espressi o taciti di rimborso.

Come opera la rottamazione?

Al fine di aderire alla rottamazione, è necessario versare gli importi riportati nell’atto impugnato contestati nel ricorso di primo grado e, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo al netto delle sanzioni collegate ai tributi e degli interessi di mora. Qualora la lite riguardi esclusivamente interessi di mora o sanzioni non collegate ai tributi, la definizione può essere effettuata versando il 40% degli importi contestati. In sostanza i contribuenti che decidono di aderire alla rottamazione, entro il 2 ottobre 2017, devono presentare la relativa domanda e versare gli importi contenuti nell’atto impugnato, contestati nel ricorso di primo grado, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni collegate ai tributi e degli interessi di mora.

Come avviene la rottamazione?

In concreto il pagamento di somme superiori a 2mila euro può essere suddiviso in 3 o 2 rate. Le somme inferiori o pari a 2mila euro, invece, vanno sempre versate in un’unica soluzione, entro il termine del 2 ottobre 2017. Nel caso di pagamento in 3 rate, queste saranno articolate nel seguente modo:

  • I rata con scadenza il 2 ottobre 2017 – 40% dell’importo complessivo;
  • II rata con scadenza il 30 novembre 2017 – 40% dell’importo complessivo;
  • III rata con scadenza il 2 luglio 2017 – 20% dell’importo complessivo.

Se invece le rate dovessero essere due, nel modo che segue:

  • I rata con scadenza il 2 ottobre 2017 – 40% dell’importo complessivo;
  • II rata con scadenza il 30 novembre 2017 – 60% dell’importo restante.

La chiusura delle liti si perfeziona con il pagamento, entro il termine perentorio del 2 ottobre 2017, dell’intera somma da versare, oppure della prima rata, e con la presentazione della domanda entro lo stesso termine. Qualora non vi siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda, sempre entro il medesimo termine. Per ulteriori informazioni leggi anche: Liti con il fisco: chiusura agevolata entro il 2 ottobre


note

[1] Circolare n. 22/E del 28.07.2017.

[2] Data di entrata in vigore del D. L. n. 50 del 24.04.2017.


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