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Il reato di lesioni personali

17 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Cosa sono le lesioni personali? Qual è la differenza tra lesioni personali lievi e lievissime? E quella tra lesioni gravi e gravissime?

Il codice penale punisce tutte le condotte che, per la loro gravità, meritano la massima risposta punitiva dello Stato: il carcere. Per tale ragione, l’apparato sanzionatorio italiano prevede risposte tanto più severe quanto più grave è l’azione illecita posta in essere. Ti faccio un esempio: se approfitti della momentanea incapacità di intendere e di volere di una persona per stipulare un contratto per te assolutamente vantaggioso, la legge civile ti sanziona concedendo all’individuo leso dal contratto di chiedere l’annullamento dello stesso. Se, però, lo stesso vantaggio l’hai ottenuto raggirando la vittima, ad esempio imbrogliandola spacciandoti per un’altra persona, allora non solo avrai commesso un illecito civile, ma anche penale: la legge ti punirà per aver commesso il reato di truffa (ed, eventualmente, di sostituzione di persona). Ora, non bisogna essere degli esperti del diritto per comprendere che la condotta volta a fare del male ad altri costituisce sempre reato: chi picchia, percuote o ferisce un’altra persona commette un delitto penalmente perseguibile. Il codice penale prevede una serie di norme volte a sanzionare chi si macchia di una condotta del genere: si tratta del reato di lesioni personali, il quale va compreso bene per via delle molteplici differenze che esistono al suo interno. Cosa voglio dire? Mi spiego meglio: il codice penale, sotto il nome di lesioni personali, punisce una varietà di condotte accomunate tutte dall’aver cagionato la malattia, ma differenziate dall’esito, cioè, in pratica, dalla prognosi medica. Se non sono stato chiaro oppure sei interessato a questo argomento, allora ti consiglio di proseguire nella lettura del presente articolo: ti dirò quello che c’è da sapere a proposito del reato di lesioni personali.

Lesioni personali: quando è reato?

Secondo il codice penale, chi provoca ad altri una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [1]. Il reato di lesioni personali ruota intorno alla nozione di malattia: se cagioni una malattia ad un’altra persona, rispondi di lesione personale. Ma cosa significa precisamente?

Ebbene, per malattia non si deve intendere solamente la classica ferita lacero-contusa derivante dall’utilizzo di un oggetto appuntito, di un coltello oppure di altra arma, bensì ogni patologia (anche mentale) che può essere provocata dall’altrui comportamento. Ad esempio, una frattura è una malattia, così come lo è un pugno in pieno viso che provochi una conseguenza apprezzabile (occhio livido, deviazione del setto nasale, scheggiatura di un dente; ecc.).

Lesioni: quando non è reato?

Non costituiscono lesioni, invece, tutte le azioni che, pur cagionando una sensazione dolorosa, si caratterizzano per l’assenza di postumi apprezzabili. Sulla base di questo assunto, la giurisprudenza ha ritenuto integrarsi il reato in oggetto nel caso di impatto prodotto da un violento getto d’acqua [2] o in quello degli “sculaccioni” [3]; in caso di schiaffo privo di conseguenze [4] o di un calcio [5]; ancora, nel caso di ripetuti colpi alla spalla al fine di spintonare una persona [6].

Nelle ipotesi predette, non si configura il reato di lesioni personali ma il diverso delitto di percosse, punito meno severamente dalla legge per via delle minori conseguenze lesive.

Lesioni personali: quanti tipi?

Come anticipato nell’introduzione, la legge riserva un trattamento sanzionatorio diverso a seconda della gravità del reato di lesioni personali. La gravità viene valutata sulla base delle conseguenze della lesione che, se seria, verrà punita in un modo mentre, se più lieve, in un altro. Così, in maniera più o meno esplicita, la legge distingue tra:

  • lesioni personali lievissime;
  • lesioni personali lievi;
  • lesioni personali gravi;
  • lesioni personali gravissime.

Lesioni personali lievi e lievissime: cosa sono?

Cominciamo dalle lesioni personali più “blande”. Per la legge, si parla di reato di lesioni personali lievissime se la malattia provocata dal colpevole ha una durata non superiore ai venti giorni; in questo caso, il delitto è punibile a querela della persona offesa è la pena è la reclusione da sei mesi a tre anni. In pratica, risponderai di lesioni personali lievissime se la tua condotta ha cagionato una malattia (ferita, frattura, ematoma, ecc.) guaribile, secondo i medici, in venti giorni.

Il reato di lesione personali lievi corrisponde, invece, alla definizione di lesioni personali generica sopra fornita: chi provoca ad altri una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Poiché, come vedremo di qui a breve, la lesione personale è grave quando, tra l’altro, la prognosi sia superiore ai quaranta giorni, possiamo così sintetizzare:

  • lesione lievissima: malattia non superiore ai venti giorni;
  • lesione lieve: malattia guaribile tra i ventuno e i quaranta giorni.

Lesioni personali lievi e lievissime: differenze

Apparentemente, tra il reato di lesioni personali lievi e quello di lesioni personali lievissime pare esservi un’unica differenza: la procedibilità a querela di quest’ultima. La legge, infatti, non fa differenze di pene. In concreto, però, non è così. Il reato di lesioni personali lievissime (cioè, guaribili entro venti giorni) è devoluto alla competenza per materia del giudice di pace. Forse non sai che il giudice di pace non può mai comminare la sanzione della reclusione: pertanto, la persona imputata del reato di lesioni personali lievissime, in caso di condanna, rischierà solamente una multa o, al massimo, la permanenza domiciliare da venti a quarantacinque giorni ovvero il lavoro di pubblica utilità da un mese a sei mesi.

Lesioni personali gravi e gravissime: cosa sono?

Se la malattia cagionata dalle lesioni personali è particolarmente seria, allora il rischio è quello di integrare il reato di lesioni personali gravi o gravissime. Secondo la legge, la lesione personale è grave e si applica la reclusione da tre a sette anni quando:

  • dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;
  • la condotta colpevole produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo [7].

La lesione personale è gravissima, con conseguente applicazione della reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva:

  • una malattia certamente o probabilmente insanabile;
  • la perdita di un senso;
  • la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della parola;
  • la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso.

Lesioni personali gravi e gravissime: differenze

Sia il reato di lesioni personali gravi che quello di lesioni personali gravissime è procedibile d’ufficio, nel senso che chiunque può sporgere denuncia presso le autorità competenti affinché il responsabile venga assicurato alla giustizia. La differenza tra le due fattispecie riguarda l’entità della pena (e il conseguente termine prescrizionale) nonché l’organo competente a giudicare: mentre il reato di lesioni personali gravi è di competenza del tribunale in composizione monocratica, le lesioni gravissime spettano al tribunale in composizione collegiale.

note

[1] Art. 582 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 37 del 06.01.1981.

[3] Cass., sent. n. 2269 del 06.03.1982.

[4] Cass., sent. n. 12674 del 28.03.2011.

[5] Cass., sent. n. 800 del 31.01.1984.

[6] Cass., sent. n. 11638 del 27.03.2012.

[7] Art. 583 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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