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Stessa residenza di un altro nucleo familiare: si può?

4 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Dicembre 2018



Due diversi nuclei familiari residenti nella stessa casa: è possibile?

Vivere sotto lo stesso tetto non significa essere necessariamente famiglia. Tuttavia, al di là del legame affettivo, se più persone hanno la residenza nello stesso immobile, si presume che rientrino nello stesso nucleo familiare. È però possibile, a determinate condizioni e con apposita dichiarazione da rendere in Comune, richiedere che i nuclei familiari residenti presso il medesimo immobile siano tenuti distinti. Vediamo come fare per avere la stessa residenza di un altro nucleo familiare.

Nucleo familiare: cos’è

Il nucleo familiare viene definito ai fini Isee ed è costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della Dichiarazione sostituiva unica (Dsu).

Per famiglia anagrafica, si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.

Nucleo familiare coniugi

I coniugi fanno parte dello stesso nucleo familiare anche se hanno diversa residenza anagrafica.

Solo in alcuni casi espressamente previsti dalla legge, i coniugi residenti in posti diversi costituiscono nuclei familiari distinti e cioè quando:

  • è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l’omologazione della separazione consensuale;
  • la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei ed urgenti;
  • uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
  • uno dei coniugi è stato condannato ed è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali.

Nucleo familiare figlio maggiorenne

Il figlio maggiorenne che non convive con i genitori e risulta a loro carico ai fini Irpef, nel caso non sia coniugato e non abbia figli, fa parte del nucleo familiare dei genitori. E’ il classico esempio dello studente universitario fuori sede.

Se i genitori appartengono a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne, se a carico di entrambi, fa parte del nucleo familiare di uno dei genitori, da lui identificato.

Convivente non familiare

La persona che ha la stessa residenza di un altro nucleo familiare, viene considerata parte della famiglia anagrafica solo è legata a quest’ultima da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi.

Il Comune non può certo essere a conoscenza del legame intercorrente tra le persone che coabitano e hanno la residenza presso lo stesso immobile. Così anche ai fini dell’Isee, tutti coloro che si trovano presso la stessa residenza sono considerati parte di un unico nucleo familiare.

Come fare per tenere distinti i nuclei familiari

Per evitare di essere considerati unico nucleo familiare, occorre presentare un’apposita dichiarazione presso il Comune di residenza, specificando di non avere vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o altri vincoli affettivi con le altre persone conviventi.

In questo modo è possibile far risultare che presso lo stesso immobile siano residenti due distinti nuclei familiari.

È il caso, per esempio, dell’inquilino che convive con la famiglia proprietaria dell’immobile o degli studenti universitari che, pur se residenti nella stessa casa, fanno parte di nuclei familiari distinti.

Due coniugi possono avere residenza diversa?

Seppur è possibile che marito e moglie possano avere due residenze, questa non è condizione sufficiente per ottenere i benefici fiscali relative alla «prima casa». Infatti, con le più recenti modifiche, il concetto di «abitazione principale» utile per non pagare Imu e Tasi non richiede solo la residenza ma anche la dimora abituale. Questo significa che se, ad esempio, la moglie vive con il marito, pur avendo la residenza in un altro immobile, quest’ultimo sarà comunque tassato come ogni altra “seconda casa”. In pratica,  il concetto di abitazione principale ai fini dell’Imu e della Tasi è variato e oltre alla residenza è richiesta ora anche la dimora abituale. Per maggiori approfondimenti sul tema leggi Imu abitazione principale: coniugi residenti in Comuni diversi Leggi anche Esenzione tasse prima casa per coniugi con residenza diversa.


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