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Mio figlio può studiare a casa?

17 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Si può studiare a casa anziché a scuola? Cos’è l’istruzione parentale o familiare? Cosa bisogna fare per studiare a casa?

Quando da bambino mi rifiutavo di andare a scuola, mia madre mi diceva che, se non fossi andato, sarebbero venuti i carabinieri a prendermi e a prelevarmi con la forza. Questo racconto mi ha terrorizzato per anni e, quando facevo finta di stare male per saltare le tanto odiate lezioni, un brivido correva lungo la schiena: se fossero venuti i carabinieri? Ebbene, se anche la tua infanzia è stata rovinata da racconti di questo genere, devo dirti una cosa: l’istruzione è un obbligo, ma non lo è la scuola. Cosa significa? Che si può anche non frequentare gli istituti scolastici? Sì, puoi anche non andare a scuola: l’importante è che ti venga garantita un’adeguata istruzione. Si tratta dell’istruzione parentale (da alcuni definita anche istruzione familiare o domiciliare): il minore può scegliere di studiare a casa e di sostenere ogni anno un esame che ne attesti la preparazione. La legge sul punto è molto chiara e non contraddice la Costituzione, la quale afferma che la scuola è aperta a tutti e che l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. Se non sei convinto di quello che ti ho detto, oppure pensi che di aver compreso male, oppure ancora ti trovi proprio nella condizione di dover mandare tuo figlio a scuola il quale, però, farebbe di tutto per non recarvisi, allora questo è l’articolo che fa per te. Ti stai chiedendo: mio figlio può studiare a casa? Prosegui nella lettura e lo saprai.

Quando un figlio può studiare a casa?

Come anticipato, la legge consente a tuo figlio di studiare a casa. Con questo non voglio dire che tuo figlio, uscito da scuola, può rientrare a casa e fare i compiti, ma proprio che potrà studiare anche di mattina senza lasciare la propria abitazione. È possibile? Ebbene sì: si tratta dell’istruzione parentale, istituto giuridico espressamente previsto dalla legge che consente ai minori che sono nell’età dell’obbligo di adempiere ai propri doveri d’istruzione stando a casa.

Istruzione parentale: cos’è?

Mio figlio può studiare a casa? Sì, mediante l’istruzione parentale, che è la possibilità di formare i propri figli a casa anziché a scuola. La legge [1] dice che è obbligatoria l’istruzione impartita per almeno dieci anni (riguardante la fascia di età compresa tra i sei e i sedici anni); essa è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età.

Orbene, quest’obbligo può essere assolto non soltanto andando a scuola, ma anche sopperendo con l’istruzione parentale: in particolare, la legge [2] dice che i genitori devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola più vicina un’apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, circa il possesso della capacita tecnica o economica per provvedere all’insegnamento parentale. Il dirigente scolastico ha il dovere di accertarne la fondatezza. A garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore è tenuto a sostenere un esame di idoneità all’anno scolastico successivo.

Mio figlio può studiare a casa: come?

Con l’istruzione parentale (o insegnamento familiare) tuo figlio potrà studiare direttamente a casa. Per fare ciò, però, occorre assolvere ad alcuni adempimenti. Innanzitutto, bisogna darne comunicazione all’istituto scolastico che il minore avrebbe frequentato se non si fosse avvalso dell’istruzione parentale. Il responsabile è il dirigente scolastico, il quale deve vagliare la richiesta e verificare preliminarmente se i genitori forniscono idonee garanzie, anche economiche, circa l’effettiva istruzione che verrà impartita al minore.

Superata questa fase, tuo figlio potrà avere l’autorizzazione a studiare a casa. Annualmente egli dovrà sostenere l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidato esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione. In pratica, l’esame (che di norma si tiene in giugno) serve a valutare l’effettiva preparazione del minore che ha studiato a casa.

Come detto, il dirigente scolastico dovrà vigilare sull’effettività dell’istruzione impartita a casa. Secondo la legge, però, a controllare non è soltanto il dirigente della scuola ma anche il sindaco (o un suo delegato) del comune ove hanno la residenza il fanciullo in questione.

Istruzione parentale: quando?

Puoi ricorrere all’istruzione parentale ogni volta che tuo figlio manifesti dei problemi a frequentare gli istituti scolastici: ciò può avvenire non solo in caso di patologie, ma anche quando il minore manifesti un forte disagio a frequentare determinati luoghi, oppure se l’ambiente scolastico (per una ragione o per l’altra) risulti a lui deleterio.

Ovviamente, il ricorso all’insegnamento familiare potrebbe comportare un dispendio di tempo e di energie non indifferente, per non parlare dello sforzo economico nel caso in cui tu non sia in grado di seguire adeguatamente tuo figlio e sia necessario, pertanto, affidarlo ad un insegnante privato. Pertanto, prima di ricorrere a questo tipo di istruzione, valuta bene che questa sia la scelta più giusta per tuo figlio.

note

[1] Art. 1, legge n. 296 del 27.12.2006.

[2] Art. 111, d. lgs. n. 297/1994; nello stesso senso anche l’art, 1, co. 4, del d. lgs. n. 76/2005 e D. lgs. n. 62/2017.

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