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Omesso versamento di IVA e ritenute: la sanzione è doppia

19 Settembre 2013 | Autore:


> Business Pubblicato il 19 Settembre 2013



La Cassazione ha chiarito che l’omesso versamento di IVA e ritenute è soggetto sia alla sanzione penale che a quella amministrativa. Criteri più severi anche per il riconoscimento della crisi di liquidità quale giustificazione.

 

L’omesso versamento dell’IVA e delle ritenute d’acconto comporta l’applicazione sia delle sanzioni penali che di quelle amministrative; il contravventore potrà giustificare il mancato versamento soltanto se dimostra di aver patito una crisi di liquidità non temporanea ma protrattasi per lungo tempo.

Queste sono le due più importanti conclusioni cui sono giunte le Sezioni Unite della Cassazione con due recenti sentenze [1] che hanno finalmente chiarito alcuni importanti dubbi in materia.

La legge punisce l’omesso versamento periodico dell’IVA con la sanzione amministrativa pari al trenta per cento degli importi non versati [2]. L’omesso versamento, per importi superiori a 50.000 euro, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo costituisce invece reato punibile con la reclusione da sei mesi a due anni [3].

Le stesse sanzioni sono previste anche in caso di omesso versamento periodico delle ritenute operate come sostituto d’imposta e di omesso versamento delle stesse, sempre per importi superiori a 50.000 euro, entro il termine per la presentazione della relativa dichiarazione annuale [4].

La Cassazione ha stabilito che, in entrambi i casi, l’applicazione delle sanzioni penali non esclude la contemporanea irrogazione di quelle amministrative, poiché le condotte punite sono distinte in quanto relative a termini di adempimento diversi.

Chi non adempie ai versamenti entro i termini annuali e per importi superiori alla soglia di 50.000 euro subirà quindi entrambe le sanzioni.

La Corte ha inoltre dettato criteri più severi per l’ammissibilità della giustificazione dell’omesso versamento a causa di una crisi di liquidità.

Il contravventore può evitare la condanna solo se dimostra che la crisi non è dipesa dalla scelta volontaria di non adempiere ai versamenti e che quindi non si è trattato di una crisi temporanea ma protrattasi per lungo tempo.

Le due sentenze hanno infine chiarito che le sanzioni penali, introdotto nel 2005 [5], sono applicabili anche alle omissioni relative all’esercizio 2004, poiché il termine per adempiere è scaduto comunque successivamente all’entrata in vigore della nuova legge.

note

[1] Cass. sentt. nn. 37424 e 37425 del 12.09.2013.

[2] Art. 13 comma 1 D.Lgs. n. 472/1997.

[3] Art. 10 ter D.Lgs. n. 74/2000.

[4] Art. 10 bis D.Lgs. n. 74/2000.

[5] L. 311/2004, entrata in vigore il 01/01/2005.


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