Diritto e Fisco | Articoli

Risarcimento danni ciclista investito

8 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 novembre 2018



Quando e come si chiede un indennizzo dopo aver subìto un incidente sulle due ruote e quali regole vanno rispettate per averne diritto.

La passione per il ciclismo in Italia può essere considerata seconda solo rispetto a quella per il calcio. Il pallone resta il «re» incontrastato, eppure sono sempre di più gli appassionati delle due ruote che usano la bicicletta non solo per andare al lavoro ma anche per tenersi in forma. Se ne sono accorti gli automobilisti che, soprattutto la domenica, devono stare attenti a come superare le code di ciclisti nelle strade più strette. Non sempre la manovra riesce in modo corretto e così qualcuno finisce a terra, vittime di un incidente con conseguenze più o meno gravi. C’è un risarcimento danni per un ciclista investito? E se c’è, quando scatta?

Considera che quasi un terzo degli incidenti stradali vede coinvolta una persona in bicicletta. Si tratta, soprattutto, di scontri tra bici e auto, mentre raramente succedono per colpa di una distrazione o di una buca nell’asfalto (anche se in città come Roma arrivare a destinazione senza prenderne una è un’impresa degna di medaglia). È importante, quindi, che tu sappia innanzitutto come comportarti in sella alla tua bici e poi, nella peggiore delle ipotesi, quando si ottiene un risarcimento danni come ciclista investito e che cosa non devi fare per evitare il rischio di non prendere l’indennizzo.

È fondamentale anche che tu sappia rispettare il Codice della strada a bordo della tua bicicletta. Il comportamento di molti ciclisti dimostra la scarsa conoscenza delle norme che regolano la circolazione. Almeno questo è ciò che dimostrano. Perché se le conoscono e passano il semaforo con il rosso oppure non rispettano le precedenze alle rotonde o, ancora, pedalano in gruppo facendo salottino di conversazione ed occupando tutta la corsia a 10 all’ora significa che se anche le norme le sanno se ne infischiano. E questo non va bene perché, in caso di incidente, rischiano di non prendere il risarcimento danni previsto per il ciclista investito.

Risarcimento danni ciclista: come comportarsi in bicicletta

Premessa fondamentale: il ciclista è tenuto a rispettare le regole della circolazione esattamente allo stesso modo di un automobilista. Il Codice della strada [1] stabilisce, ad esempio, che chi va in bicicletta insieme agli amici debba procedere sempre in fila indiana, cioè in un’unica fila, soprattutto al di fuori di un centro abitato. Vietato, dunque, occupare l’intera corsia o circolare affiancati a meno che:

  • uno dei ciclisti sia un minore che non ha ancora compiuto i 10 anni: in questo caso (e solo in questo caso) piò pedalare a fianco ad un maggiorenne ma sempre verso la parte esterna della carreggiata, cioè alla destra della persona più grande;
  • ci si muova all’interno di un centro abitato: in questo caso è consentita la doppia fila purché non si tratti di una strada statale che attraversa un paese.

Il Codice, insomma, vieta ai ciclisti di intralciare la circolazione degli altri veicoli o dei pedoni. In casi come questi, deve scendere dalla bicicletta e procedere a piedi.

Vietato anche trasportare altre persone in bici, se non i soli bambini fino a 8 anni ed a bordo di un apposito seggiolino.

Teoricamente, il ciclista dovrebbe anche portare addosso un indumento che segnali la propria presenza su strada (come ad esempio un giubbino catarifrangente) oppure un dispositivo luminoso da 30 minuti prima del tramonto a 30 minuti prima dell’alba o all’interno di una galleria.

Se il ciclista viaggia a bordo di una bici da corsa, è tenuto a farlo su un mezzo omologato, mentre i dispositivi di segnalazione vengono richiesti solo quando partecipano ad una gara autorizzata. Se la visibilità è ridotta, dovrà scendere dalla bicicletta e spingerla a mano.

Chi non rispetta questi obblighi non solo non potrà avere un risarcimento danni in caso di incidente ma dovrà anche pagare una multa da 25 a 99 euro.

Risarcimento danni ciclista: cosa fare in caso di incidente

Se il ciclista ha rispettato tutti i vincoli imposti dal Codice della strada ma viene, comunque, investito e vuole chiedere il risarcimento dei danni, deve sapere che non può compilare la constatazione amichevole per l’indennizzo diretto poiché per la bicicletta non è prevista l’assicurazione obbligatoria. Dovrà, quindi, scrivere una lettera in cui chiede formalmente il risarcimento. La lettera deve contenere i dati del conducente della macchina, oltre a quelli del ciclista, e la dinamica dell’incidente.

Questa lettera andrà inviata alla compagnia di assicurazioni del proprietario dell’auto che ha investito il ciclista, con allegato l’eventuale referto medico redatto dopo le cure in cui si attesta il danno provocato dal sinistro.

È bene anche precisare che il ciclista ha rispettato le regole previste dal Codice e che – lo ricordiamo sinteticamente – sono:

  • circolare su una pista ciclabile se presente;
  • viaggiare in fila unica e non in doppia fila;
  • avere almeno una mano sul manubrio;
  • segnalare con il braccio la svolta a destra o a sinistra;
  • non trainare o non essere trainati da altri veicoli o da piccoli rimorchi;
  • non circolare sugli spazi riservati ai pedoni (ad esempio un marciapiede o una zona pedonale);
  • attraversare le strisce pedonali a piedi spingendo la bicicletta a mano;
  • utilizzare indumenti o dispositivi atti a segnalare la propria presenza in strada;
  • non percorrere una strada contromano (si rischia, peraltro, la multa da 318 a 1.272 euro).

A questi obblighi si aggiungono altre precauzioni che possono evitare incidenti oppure limitare i danni in caso di caduta perché investiti, come ad esempio:

  • l’uso del casco da ciclista;
  • evitare di parlare al cellulare mentre si guida la bici;
  • non indossare delle cuffie con la musica ad alto volume;
  • fare regolarmente la manutenzione della bicicletta (pressione delle gomme, stabilità del telaio e del manubrio, ecc.).

Il rispetto di queste regole e l’osservanza di queste precauzioni possono evitare di prendere un risarcimento danni soltanto a metà. Il ciclista, infatti, può essere ritenuto corresponsabile dell’incidente (il cosiddetto concorso di colpa) e, quindi, trovarsi nella situazione di poter pretendere soltanto il 50% dell’indennizzo. Viceversa, se il ciclista investito dimostra di aver seguito le indicazioni del Codice della strada e del buon senso e che, quindi, l’incidente è stato provocato per un errore del conducente dell’auto, avrà la possibilità di chiedere un risarcimento pieno.

Risarcimento danni ciclista: la perizia dei veicoli

Come detto, il ciclista investito che vuole ottenere il risarcimento dei danni deve scrivere una lettera alla compagnia di assicurazioni del proprietario dell’auto che ha provocato l’incidente. Sarà necessaria, tuttavia, una perizia sia sulla macchina sia sulla stessa bicicletta di chi ha subìto il danno. Il ciclista è tenuto a mettere a disposizione della compagnia la propria bici entro 5 giorni lavorativi dalla data dell’incidente, pena la perdita del diritto di risarcimento [2].

Sarà il perito incaricato dalla compagnia di assicurazioni ad ispezionare la bici in modo da controllare che non sia stata manomessa dopo il sinistro oppure che non sia stata fatta alcuna riparazione senza la dovuta documentazione in modo da dimostrare che non è stata colpa dell’incuria del ciclista. Insomma, la perizia mira ad escludere eventuali frodi sia sulla dinamica dell’incidente (e quindi sulla responsabilità di ciclista e conducente) sia sull’entità del danno.

A questo proposito, è sempre opportuno al momento dell’incidente – e sempre che le condizioni del ciclista lo consentano – scattare delle foto sul luogo del sinistro per poter dimostrare come sono andate le cose ed in quali condizioni sono rimasti sia i veicoli sia chi viaggiava a bordo. Altrettanto importante è poter raccogliere i dati di eventuali testimoni e, nel caso si riscontrassero delle ostruzioni da parte del conducente del veicolo, chiamare Vigili urbani, Polizia o Carabinieri senza spostare nulla per avere a disposizione in un secondo momento il verbale redatto dalle forze dell’ordine. Infine, conviene sempre farsi visitare da un medico legale che certifichi gli eventuali danni fisici subiti da inserire nella richiesta di risarcimento.

Fatta la perizia, ed entro 60 giorni, la compagnia di assicurazioni della controparte farà una proposta di risarcimento oppure motiverà il rifiuto di risarcire il ciclista perché ritiene che la responsabilità dell’incidente non sia a carico del conducente. Il ciclista investito non sarà tenuto ad accettare la proposta se riterrà che è troppo bassa rispetto alla reale entità del danno documentata dai referti medici e dal meccanico che deve sistemare il mezzo. In questo caso, potrà avviare una causa per reclamare ciò che ritiene dovuto dalla controparte.

Risarcimento danni ciclista: quando scatta il concorso di colpa?

Torniamo per un attimo al concorso di colpa. Dicevamo che per poter pretendere il risarcimento pieno, il ciclista investito deve dimostrare di avere rispettato tutte le norme dettate dal Codice della strada e di non avere potuto evitare l’incidente.

Su questo aspetto c’è una sentenza del Tribunale di Lucca [3] secondo cui il concorso di colpa scatta quando si presume fino a prova contraria che ciascuno dei conducenti abbia avuto il 50% della responsabilità del sinistro e, quindi, del danno subìto. Pertanto, in questo caso, il risarcimento si riduce alla metà.

Questo passaggio è importante perché segna la differenza tra il ciclista ed il conducente dell’auto. Mentre quest’ultimo, per avere ragione, non è tenuto a dimostrare di avere rispettato le regole della circolazione stradale, chi viaggia a bordo della bicicletta lo deve fare per ottenere il risarcimento dei danni al 100%. Se non fosse capace di provare questa circostanza con assoluta certezza, scatterà in automatico il concorso di colpa ed il risarcimento non supererà il 50% dei danni subiti.

Quindi, non si tratta solo di dimostrare che il conducente dell’auto ha avuto torto ma anche di dimostrare che il ciclista non lo ha avuto. Ad esempio, che non ha intralciato la circolazione sulla carreggiata, che non è sbucato sulle strisce pedonali in sella alla bici anziché a piedi, che ha indicato con un braccio la svolta a destra o a sinistra, ecc.

note

[1] Art. 182 cod. str.

[2] Cass. sent. n. 1829/2018.

[3] Trib. Lucca sent. n. 2226/2015.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI