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Portare il cellulare in tasca fa male? E a cosa?

5 novembre 2018


Portare il cellulare in tasca fa male? E a cosa?

> Salute e benessere Pubblicato il 5 novembre 2018



Portare il cellulare in tasca: come scoprire se gli smartphone comportano conseguenze per la nostra salute. Come reagisce il corpo umano all’esposizione di questi dispositivi?

Gli smartphone sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana a tutti gli effetti. Si fa un largo uso degli smartphone, i quali sono sempre in continua evoluzione e permettono, quindi, di effettuare sempre più operazioni. Chi è che non ha un cellulare vicino a sé proprio in questo momento? Ci siamo mai chiesti se sono pericolosi per la nostra salute? Non avere un cellulare in tasca è una cosa impensabile, ma con l’aumento dell’utilizzo di questi dispositivi, si deve prendere in considerazione anche la pericolosità degli stessi, specialmente se si passano molte ore a contatto con essi. L’aumento del tempo di utilizzo di questi dispositivi è dovuto alle loro diverse funzioni, che vanno dalle telefonate alle chat, dall’aggiornamento dei propri social al seguire i propri idoli. In tutto questo la gente si chiede sempre più spesso: portare il cellulare in tasca fa male? e a cosa?

La domanda è legittima visto che, di recente, la Cassazione ha riconosciuto il risarcimento del danno per danni da uso eccessivo di telefonino. Il perito ha convinto i giudici supremi che hanno fornito una sentenza di condanna a tutti gli effetti: il cellulare provoca il cancro.

Come già si sa, gli smartphone funzionano grazie all’emissione di onde magnetiche. La tecnologia non fa soltanto passi avanti sullo sviluppo, ma si concentra anche sulla diminuzione di queste radiazioni che sono compromettenti per la nostra salute. Infatti, se utilizziamo i cellulari in maniera intensa, possono provocare leucemia, cancro al cervello o disturbi ormonali a lungo andare. Le onde emesse dai cellulari possono risultare dannose per la maggior parte delle persone, ma colpiscono maggiormente i bambini e le donne in stato di gravidanza. È stato dimostrato, da alcuni studi portati avanti da ricercatori in tutto il mondo, che il settanta per cento della popolazione mondiale riceve troppe onde elettromagnetiche. Come risponde il nostro corpo è ancora un mistero, ma comunque è necessario limitare l’uso dei cellulari, anche perché gli effetti dovuti all’assorbimento di onde elettromagnetiche emesse dai cellulari non è visibile nell’immediato, ma gli effetti si percepiscono col passare del tempo. La domanda principale che possiamo farci è: col passare del tempo, il continuo utilizzo di questi dispositivi può causare danni al corpo? In questo articolo vedremo perché portare il cellulare in tasca fa male? e a cosa?

Come si misurano le radiazioni emesse dai cellulari

Le onde elettromagnetiche, ovvero il livello delle radiazioni emanate dagli smartphone che vengono assorbite dal nostro corpo, vengono misurate su una scala denominata SAR.

Il SAR è l’acronimo di “Specific Absorption Rate”, cioè il tasso di assorbimento specifico ed è un indice usato per misurare la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano. Si misura in Watt su chilogrammo.

L’indicazione di questo valore, da parte delle case produttrici di cellulari, è diventata obbligatoria a partire dal 2002 ed è una delle caratteristiche più importanti da considerare prima dell’acquisto di uno smartphone. Un valore SAR basso indica un dispositivo poco dannoso, al contrario, un valore alto, denota un dispositivo altamente dannoso per la salute della persona.

Ci sono limitazioni per il valore SAR?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha imposto dei limiti per quanto riguarda l’indice SAR: in Europa il limite è 2 W/Kg. Negli Stati Uniti d’America si ha un limite più restrittivo, infatti questo indice scende a 1,6 W/Kg

Quali danni comportano l’assorbimento delle emissioni di onde magnetiche da parte dei cellulari?

Al momento sono state effettuate numerose ricerche per capire quanto influiscano le radiazioni degli smartphone sul corpo umano. Anche se non è ancora noto il rapporto che c’è tra il corpo umano e la capacità di assorbimento delle radiazioni, è stato diffuso un dato certo: esiste un rischio di cancro in caso di un utilizzo intensivo del cellulare che consiste in una mezz’ora al giorno per dieci anni.

Alla base di questa affermazione c’è lo studio condotto dal Dott. Joel M. Moskowitz e reso pubblico attraverso un comunicato stampa dell’1 novembre 2018, effettuato presso il National Toxicology Program, negli Stati Uniti [1]. Quindi è consigliabile prendere in considerazione dispositivi con un indice SAR basso e che comunque non superi i limiti imposti dall’Europa. Al di sotto di questi limiti, l’utilizzo del cellulare può essere considerato ragionevolmente sicuro.

Non solo tenere il cellulare all’orecchio è pericoloso, anche portarlo in tasca può comportare delle conseguenze. Sono state effettuate delle ricerche sulla questione presso il Technion e il Carmel Medical Center nella città israeliana di Haifa che hanno fatto emergere un legame tra le radiazioni del cellulare e gli organi genitali, soprattutto per gli uomini. L’abitudine di tenere lo smartphone in tasca sarebbe dannosa per gli spermatozoi e inciderebbe negativamente sulla fertilità maschile. Dagli studi guidati dal Dott. Ariel Zilberlicht del Carmel Medical Center e pubblicati nella rivista Reproductive BioMedicine Online nel 2015 [2] è emerso che nei soggetti che avevano l’abitudine di parlare al telefono per un’ora circa al giorno, la motilità degli spermatozoi diminuiva in maniera importante e il problema aumentava con il dispositivo in carica.

Il risultato peggiore si è avuto nei soggetti che avevano la consuetudine di tenere il cellulare nelle proprie tasche o comunque a meno di mezzo metro dalla zona pelvica. In questo caso, il rischio di infertilità raddoppia. Succede questo perché le radiazioni che emettono gli smartphone sviluppano calore, il quale “cuoce” gli spermatozoi, limitando notevolmente la fertilità.

Durante le ricerche sulla relazione tra emissioni di onde magnetiche ed infertilità maschile sono stati presi in considerazione tre diversi parametri:

  • motilità: che è la capacità degli spermatozoi di muoversi verso le ovaie: più lentamente si muovono gli spermatozoi minore è la possibilità di fecondazione;
  • vitalità: che consiste nella percentuale di spermatozoi vivi;
  • concentrazione: con cui si specifica il numero di spermatozoi per ogni millilitro di sperma.

L’esposizione alle radiazioni ha abbassato la motilità degli spermatozoi in maniera importante: lo stesso dato si è ottenuto per quanto riguarda la vitalità. Quindi i campi magnetici emessi dai cellulari potrebbero essere devastanti per la qualità degli spermatozoi: i campi possono causare aumenti della temperatura sulla pelle fino a 2-3 gradi.

Anche nella donna esiste l’ipotesi che un’esposizione intensa alle radiazioni provochi nell’ovaio una riduzione del numero degli ovociti causando, anche, una diminuzione della capacità di dare vita ad embrioni sani. Anche se è solo un’ipotesi, è comunque da tenere in considerazione.

Attualmente, secondo una ricerca effettuata nel marzo del 2015 dalla Yale School of Medicine negli Stati Uniti portata avanti dal Dott. Hugh Taylor e pubblicata nella rivista scientifica Scientific Reports [3], le radiazioni ammesse dai cellulari potrebbero avere conseguenze negative, evidenziando l’incidenza di disturbi del comportamento. Questi disturbi non sono solo provocati dalle radiazioni emesse dai cellulari.

Uno studio condotto nel 2015 presso il Wyckoff Heights Medical Center di New York diretto dal Dott. Boris Petrikovsky, presentato al congresso dell’American College of Obstetricians and Gynecologists [4] ha spiegato che un cellulare che squilla, per esempio, potrebbe causare uno stato di paura nel feto, oltre a danneggiare gli intervalli di riposo.

Esistono alcuni cellulari che sono più pericolosi di altri per le radiazioni emesse?

Le case produttrici hanno l’obbligo di fornire informazioni sul tasso di emissioni prodotte dai dispositivi (SAR). L’evoluzione della tecnologia ha permesso il passaggio a scocche in vetro per la maggior parte degli smartphone in commercio, che contribuiscono a ridurre le radiazioni emesse a differenza delle scocche prodotte in precedenza, totalmente in alluminio. Il rapporto tra la dimensione dello smartphone e i valori SAR è inversamente proporzionale: ciò vuol dire che nelle versioni “plus” dei cellulari, infatti, si trovano dei valori più bassi di emissioni, questo sempre con le dovute eccezioni.

Tra i dispositivi in cui possiamo riscontrare un valore SAR basso, troviamo tutti gli ultimi smartphone della casa Samsung, anche se la medaglia d’oro spetta alla casa Sony, con uno smartphone che ha un valore SAR pari a 0,14. Tra i marchi che presentano valori di radiazioni elevati (ma sempre sotto al limite di 2 W/Kg imposto dall’Unione Europea) troviamo alcuni modelli di OnePlus, Huawei, Nokia e Apple, che coprono un intervallo di tasso di assorbimento che va da 1,38 a 1,68 W/Kg.

Come tenere correttamente il cellulare?

Innanzitutto è possibile ridurre le radiazioni emesse con alcuni piccoli accorgimenti. Il più consigliato è tenere il cellulare non aderente al corpo e durante una telefonata non bisogna schiacciarlo all’orecchio. Se possibile, utilizzare gli auricolari o, in alternativa, utilizzare il vivavoce per le chiamate. Tuttavia è consigliato non tenere il cellulare vicino al corpo o in tasca durante una telefonata, nonostante l’utilizzo di auricolari.

Un altro consiglio è utilizzare dei dispositivi di schermatura (come lo Skudo Wave), reperibili facilmente su Internet ed in molti negozi di elettronica, applicabili direttamente al telefono.

Una buona abitudine da introdurre nella quotidianità è quella di spegnere il cellulare se sappiamo che non è necessario tenerlo acceso oppure se ci troviamo in un posto dove c’è poco campo evitare di effettuare telefonate, perché il cellulare cercherà di migliorare il suo segnale aumentando l’emissione delle onde magnetiche. Un altro consiglio è di non dormire con il cellulare acceso vicino, soprattutto se lo si tiene sotto al cuscino, perché l’assorbimento delle radiazioni emesse peggiora la qualità del sonno. Anche tenerlo sul comodino durante le ore notturne è una pratica sbagliata.

È consigliato tenere il cellulare lontano dal pancione se è presente una donna in stato di gravidanza, in quanto, sia le radiazioni che i suoni emessi potrebbero portare conseguenze al feto.

È stato sperimentato che l’effetto delle radiazioni emesse dai cellulari diminuisce con la distanza: ciò vuol dire che è preferibile far trascorrere tra una telefonata e un’altra almeno quindici minuti. Un altro consiglio è preferire la messaggistica alle telefonate, in quanto i cellulari emettono una quantità significativamente inferiore di radiazioni rispetto ad una telefonata.

Esiste qualcosa per limitare le radiazioni emesse dai cellulari?

Beh, in realtà sì! È stato progettato un dispositivo, totalmente italiano, chiamato Skudo Wave, che è in grado di “proteggere” l’utilizzatore del cellulare dalle onde magnetiche emesse. Questo è capace di ridurre significativamente gli effetti dovuti all’esposizione delle radiazioni prodotte dai cellulari senza schermare lo smartphone e quindi non interferisce con le sue prestazioni. Il fatto che questo dispositivo non schermi il cellulare riduce notevolmente le conseguenze delle radiazioni emesse, in quanto non limita il campo del telefono e non induce il cellulare a cercare continuamente nuove celle a cui agganciarsi per avere una qualità del segnale telefonico ottimale.

Come si utilizzano questi dispositivi per la limitazione delle onde magnetiche emesse dai cellulari?

Questi apparecchi sono formati da una piccola piastra di resina che può essere applicata direttamente sullo smartphone oppure sulla cover, attaccandolo dalla parte adesiva.

Di SALVATORE PIGNANELLI

note

[1] https://www.saferemr.com

[2] https://www.rbmojournal.com/article/S1472-6483%2815%2900300-4/pdf

[3] https://news.yale.edu/2012/03/15/cell-phone-use-pregnancy-may-cause-behavioral-disorders-offspring

https://www.nature.com/articles/srep00312

[4] https://www.cbsnews.com/news/moms-ringing-cellphone-can-startle-fetus/

https://journals.lww.com/greenjournal/Abstract/2015/05001/The_Effect_of_Beepers_and_Cell_Phones_on_Fetal.320.aspx


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