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Pale eoliche: quale distanza dalle abitazioni?

26 Settembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 26 Settembre 2017



Le pale eoliche devono essere poste a distanza di 200 metri dalle abitazioni

Quando si parla di impianti eolici, si è soliti parlare di energia pulita. Tuttavia, nonostante le pale eoliche siano una fonte di energia pulita,  non tutti accolgono di buon grado la loro presenza nei pressi della propria abitazione. Ciò in quanto gli impianti eolici, oltre ad impattare visivamente sul paesaggio, comportano notevoli rumori, fonte di stress e disagi (emicranie, disturbi del sonno). Studi statistici hanno, inoltre, dimostrato che le abitazioni poste nei pressi di tali impianti perdono di “valore” d’acquisto, con evidenti danni economici per i proprietari. Ma qual è la distanza “di sicurezza” che deve intercorrere tra una pala eolica e una abitazione? Cosa  si può fare nel caso in cui detta distanza non sia rispettata? A tanto risponderemo nel presente articolo. Prima, però, facciamo alcune precisazioni.

Pale eoliche: le autorizzazioni amministrative

La realizzazione di impianti eolici è sempre sottoposta ad una procedura di autorizzazione amministrativa. Ciò significa che chi intende realizzare un impianto eolico (complesso o costituito da un solo generatore di energia eolica) deve sempre chiedere e ottenere un “permesso” dall’autorità competente (quale, a seconda dei casi la Regione, la Provincia o il Comune). Ed infatti, il procedimento autorizzativo-concessorio (il procedimento per ottenere cioè il permesso di impiantare le pale eoliche) si complica con l’aumentare della soglia di potenza dell’impianto eolico. Detta in maniera più semplice, più l’impianto eolico che si vuole installare è “potente” (ovviamente in termini di Kw e di ampiezza) più sarà complicato l’iter da seguire per ottenere la relativa autorizzazione alla realizzazione del progetto.

In particolare:

  • per la realizzazione di pale eoliche di capacità superiore a 60 Kw è necessario rivolgersi alla Regione per ottenere la cosiddetta Autorizzazione Unica;
  • al di sotto della predetta soglia di potenza è necessario presentare al Comune la cosiddetta Pas (Procedura Amministrativa Semplificata);
  • se, invece, l’impianto è di piccole dimensioni (inferiore a 1,5 metri di altezza e ad 1 metro di altezza) sarà sufficiente la semplice comunicazione al Comune. Per gli impianti “domestici”, dunque, la procedura è sostanzialmente libera ed è necessario esclusivamente presentare una comunicazione preventiva al Comune.

Pale eoliche: quale distanza dalle abitazioni?

Per comprendere quale sia la distanza minima che deve separare le pale eoliche dalle abitazioni deve farsi riferimento ai parametri normativi stabiliti con apposito Decreto dal Ministero dello Sviluppo Economico [1]. Ebbene, secondo la normativa [2] ciascun aerogeneratore (ciascuna pala eolica, per intenderci) deve essere posta a distanza di almeno 200 metri rispetto alle case. La legge, però, precisa che l’unità abitabile rispetto alla quale misurare la distanza “di sicurezza” deve essere:

  • munita di abitabilità;
  • regolarmente censita;
  • stabilmente abitata.

Una distanza inferiore a quella di 200 metri, infatti, comprimerebbe il godimento del diritto di proprietà che, invece, dovrebbe essere consentito in modo pieno e senza alcun restringimento [3].

Pale eoliche: i rumori e l’inquinamento acustico

Quanto all’aspetto relativo ai rumori, molti studi hanno rilevato che, in realtà, l’inquinamento acustico prodotto dagli impianti eolici può essere nocivo per la salute dell’uomo e che i maggiori danni si verificano nel lungo periodo (dopo cioè il passare di alcuni tempi a seguito dell’esposizione a detti rumori). Molte persone che abitano nelle vicinanze di impianti eolici soffrono di disturbi del sonno o di continue emicranie. Si tratta, però, di danni che per essere risarciti devono essere debitamente provati. Molto dipende, inoltre, dalla presenza dei cosiddetti rumori di sottofondo. Ciò in quanto, il più delle volte, il rumore emesso dalle turbine è sostanzialmente  poco  distinguibile dal rumore di fondo, rumore che aumenta all’aumentare del vento, mascherando così quello emesso  dalle  macchine. Ciò posto, prima di agire legalmente è sempre opportuno far eseguire dei rilevamenti fonometrici, al fine di verificare se il rumore supera la soglia prevista dalla legge sull’inquinamento acustico [4] o i parametri eventualmente stabiliti al riguardo dal Comune.

In presenza dei presupposti  sin qui descritti è possibile agire legalmente al fine di ottenere il ripristino dello stato dei luoghi, vale a dire la rimozione delle pale eoliche, oltre al risarcimento dei danni subiti e debitamente provati.

note

[1] D.M. del 10.09.2010, recante le «linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili».

[2] Punto 5.3 dell’All. 4 del menzionato D.M.

[3] Ai sensi dell’art. 832 Cod. Civ.

[4] L. n. 447 del 26.10.1995.


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