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Cane nel giardino condominiale: si può portare?

5 novembre 2018


Cane nel giardino condominiale: si può portare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 novembre 2018



Cane senza guinzaglio nel cortile del condominio: quali sono gli obblighi del proprietario in materia di escrementi, rumori e sicurezza degli altri condomini?

Il tuo condominio ha una corte sottostante adibita a giardino. Ci sono delle panchine e delle aiuole con fiori e piante. Di solito ci si incontra per chiacchierare. Qualche bambino vi gira in bicicletta o vi gioca a palla. Da un po’ di tempo però è arrivato un nuovo condomino che vi porta il cane a prendere una boccata d’aria almeno due volte al giorno. In quello stesso spazio (già di per sé non molto ampio) l’animale viene lasciato libero di correre senza guinzaglio e fare i propri bisogni negli angoli più disparati. L’episodio si ripete già da diversi mesi e, di fatto, impedisce agli altri condomini – almeno a quelli più timorosi del cane – di sostare nelle adiacenze. In più gli escrementi, non rimossi tempestivamente, provocano un cattivo odore e aria insalubre costringendo i proprietari dei primi piani a tenere le finestre chiuse. Il proprietario del quadrupede è stato avvisato più volte dall’amministratore e dall’assemblea, ma persevera nel suo comportamento. Così avete deciso di ricorrere al tribunale per farlo smettere una volta per tutte. Lui però sostiene che il giardino è di tutti, che il suo cane è innocuo e che, non avendo mai aggredito nessuno, non può restare legato solo per assecondare le fobie di qualche condomino. Per quanto la questione poteva essere risolta con un po’ di buon senso, si crea un vero e proprio caso giudiziario. Quale sarà la posizione del giudice e cosa prevede la legge? Si può portare il cane nel giardino condominiale? È quanto cercheremo di spiegare nel seguente articolo.

Il giardino condominiale: cosa si può fare?

Il cortile è considerato un bene condominiale ossia di proprietà di tutti i condomini che vi vivono, a meno che vi sia un titolo di proprietà che disponga diversamente. Il codice civile [1], difatti, inserisce il giardino tra le parti del palazzo che si presumono del condominio salvo prova contraria.

Come tutti i beni condominiali, il cortile può essere usato liberamente da ogni condomino secondo le proprie esigenze e intenzioni, ma nel rispetto di due condizioni:

  • l’uso non deve essere contrario allo scopo cui è destinata l’area (scopo che può risultare o dalla sua stessa natura o dal regolamento condominiale). Ad esempio un’area a parcheggio non può essere impiegata dai bambini come campo di calcio e, viceversa, un giardino destinato al verde non può essere impiegato come parcheggio;
  • l’uso da parte di uno dei condomini non deve impedire agli altri comproprietari di sfruttare la stessa area. Così, ad esempio, un condomino non può parcheggiare tre auto sul parcheggio del condominio appena sufficiente ad ospitare una macchina per famiglia.

Nel cortile del condominio si può far passeggiare il cane?

L’uso del cortile per far “sfogare” il cane è sicuramente conforme alla destinazione del bene, tenendo conto che la riforma del 2012 ha stabilito che nessun regolamento condominiale può impedire ai condomini di tenere animali in casa e, di conseguenza, negli spazi comuni. Il che significa che non si può vietare al cane di utilizzare l’ascensore col padrone (lasciargli fare le scale a piedi sarebbe rischioso e difficile da gestire, tenendo conto che spesso i proprietari sono persone anziane che non possono deambulare con agilità) così come gli altri spazi comuni, ivi compreso il giardino.

Nello stesso tempo però il proprietario del cane incontra una serie di obblighi:

  • è responsabile per tutti i danni cagionati dal suo animale (si pensi al cane che, con la coda, fa cadere qualche vaso o che aggredisce un condomino). Si tratta di una responsabilità oggettiva che scatta a prescindere dalla colpa o dal dolo del padrone. Anzi, la stessa responsabilità si estende anche a chi ha in custodia il cane per un tempo limitato (ad esempio il dog sitter). La responsabilità è di due tipi. C’è innanzitutto una responsabilità civile, ossia risarcitoria: il proprietario deve risarcire tutti i danni procurati dall’animale sia ad oggetti che a persone; per cui, in caso di morso, ci sarà il danno biologico e morale oltre a quello patrimoniale (si raggiungono facilmente somme pari a diverse migliaia di euro). C’è poi la responsabilità penale per le lesioni procurate a terzi; così un cane che aggredisce un passante o fa cadere una vecchietta mentre cammina comporta sempre un’incriminazione per il titolare del cane a titolo di reato. Chi viene morso o subisce un’aggressione dal cane del vicino può quindi sporgere querela ai carabinieri o alla polizia e, nello stesso tempo, agire in via civile per farsi rimborsare tutti i danni sofferti;
  • è tenuto a pulire tutti gli spazi sporcati dal cane. Gli escrementi devono essere sempre rimossi immediatamente. Se l’animale dovesse fare i bisogni negli spazi comuni, l’amministratore o ogni singolo condomino può chiamare l’Asl affinché rediga una perizia con cui attesti l’insalubrità dell’aria;
  • deve permettere comunque il pari e contemporaneo utilizzo, da parte degli altri condomini, del medesimo cortile. Il che significa che se c’è qualcuno che si spaventa dell’animale e per colpa di quest’ultimo non può passeggiare o attraversare il giardino, il proprietario deve tenere a freno il quadrupede, eventualmente dotandolo di museruola o guinzaglio. È vero infatti che il regolamento condominiale non può impedire di avere animali di compagnia ma questi non possono limitare il diritto di pari uso delle aree comuni;
  • deve evitare che i rumori dovuti all’abbaiare del cane, possano disturbare il riposo o le attività degli altri condomini, nel qual caso risponderebbe del reato di «disturbo della quiete pubblica». La denuncia è possibile però solo se ad essere molestati sono tutti i proprietari degli appartamenti o gran parte di questi e del circondario (a prescindere dal numero di soggetti che si lamenta). Se invece si tratta di un cane di piccole dimensioni il cui latrato molesta solo i condomini dei primi piani, non c’è più illecito penale ma si può comunque chiedere il risarcimento del danno.

Cosa ne pensano i giudici: si può portare il cane nel giardino del condominio?

I principi che abbiamo appena sintetizzato sono stati ben sintetizzati dalla giurisprudenza.

La Cassazione ha ritenuto sussistente il reato di lesioni colpose, in relazione ai danni alla persona cagionati dall’aggressione di un cane di grossa taglia (nella specie, di razza collie), lasciato libero e incustodito in un cortile condominiale dove si trovavano altre persone. La condanna è stata emessa sulla base delle dichiarazioni della parte offesa (anch’essa condomino), confermate dalle testimonianze, secondo cui l’imputato era solito giocare con il cane in questione, libero e senza museruola, tirandogli una palla da tennis [3].

Il Tribunale di Bologna [4] ha condannato il proprietario di alcuni cani che aveva l’abitudine di lasciare gli animali liberi di girovagare nel cortile e negli altri spazi comuni. I relativi bisogni avevano peraltro intossicato l’aria con odori nauseabondi rendendo precarie le condizioni igieniche della corte condominiale.

Un ruolo assolutamente importante nella individuazione della responsabilità del proprietario dei cani è dato alla documentazione ufficiale redatta dagli organi competenti, ad es. i vigili dell’ASL, che accertano la presenza di animali e il conseguente odore nauseante provocato dalle loro deiezioni che rendono ammorbante l’aria del condominio.

Il Tribunale di Roma [5] ha riconosciuto che i cani dei condomini possono accedere al giardino condominiale, purché i padroni rispettino le norme igieniche.

note

[1] Art. 1117 cod. civ.

[2] Art. 1102 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 4672/2008.

[4] Trib. Bologna sent. del 5.09.2018

[5] Trib. Roma sent. del 3.04.2017.


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