Diritto e Fisco | Articoli

Daspo: cos’è?

8 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 novembre 2018



Cos’è il divieto di accedere alle manifestazioni sportive? Quando si applica il daspo urbano? Cos’è il daspo per i corrotti?

Ci sono istituti giuridici talmente noti che, a volta, non occorre nemmeno spiegarli: pensa all’usucapione, alla prescrizione, all’usufrutto, ecc. Ve ne sono altri, però, che nonostante la loro importanza e risonanza mediatica restano ancora oscuri, avvolti da una nebulosa apparentemente inestricabile: uno di questi è il daspo. Sicuramente ne avrai sentito parlare a proposito delle partite di calcio e, più in generale, delle manifestazioni sportive; e in effetti, si tratta di un provvedimento concernente proprio questi avvenimenti. Recentemente, la portata del daspo è stata estesa e oggi riguarda non solo l’ambito sportivo, ma anche quello urbano. Ma quando si applica il daspo? In cosa consiste, esattamente? Quanto tempo dura? Cosa succede se viene violato? Con il presente articolo cercherò di rispondere in modo chiaro e semplice a tutti questi quesiti. Pertanto, se quanto detto sinora ti interessa e vuoi saperne di più, ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò cos’è il daspo.

Daspo: cosa significa?

Per capire cos’è il daspo basta semplicemente chiamarlo con il suo nome esteso: daspo, infatti, è un acronimo che sta per divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Si tratta pertanto di un provvedimento che riguarda proprio gli eventi sportivi e che, in Italia, è nato per combattere il fenomeno della violenza negli stadi.

Daspo: come funziona?

Vediamo ora cos’è il daspo e come funziona. Il daspo è quel provvedimento emanato dal questore territorialmente competente con il quale viene inibito alle persone ritenute pericolose, per un periodo da uno a cinque anni, di accedere a determinate manifestazioni sportive. Per una maggiore efficacia del provvedimento, il daspo può essere accompagnato dall’obbligo, per il suo destinatario, di recarsi presso le forze dell’ordine durante lo svolgimento della manifestazione inibita.

Daspo con obbligo di firma: cos’è?

In quest’ultimo caso (cioè, nell’ipotesi di daspo con obbligo di firma), poiché il provvedimento assomiglia in tutto e per tutto ad una misura cautelare vera e propria, il daspo deve essere comunicato dal questore alla Procura della Repubblica; entro quarantotto ore, poi, l’obbligo di firma imposto dal daspo deve essere convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale territorialmente competente.

La convalida del daspo deve riguardare solamente la parte concernente l’obbligo di firma: di conseguenza, qualora il g.i.p. dovesse ritenere di non convalidare tale obbligo, resterebbe comunque il divieto di accesso alle manifestazioni sportive imposte dal daspo.

Daspo urbano: cos’è?

Col tempo il daspo ha perso quel connotato di natura sportiva per estendersi ad altri ambiti. Ad oggi, il daspo può applicarsi anche a soggetti diversi da quelli ritenuti pericolosi per le manifestazioni: ed infatti, il sindaco e il prefetto competenti possono multare e allontanare da alcune zone della città persone che mettono a rischio la salute di cittadini o il decoro urbano. Nello specifico, questo daspo si applica a coloro che limitano la libera accessibilità e fruizione di determinate infrastrutture pubbliche, come quelle di trasporto (strade, ferrovie e aeroporto), i presidi sanitari, le zone di particolare interesse turistico, le aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli. La misura riguarda anche le persone indiziate per reati di terrorismo.

Daspo per i corrotti: cos’è?

Oltre al daspo “classico” e a quello urbano, è stato proposto di estendere il divieto classico di questo provvedimento anche ai corrotti, cioè a coloro che sono stati condannati in via definitiva per il delitto di corruzione. Il daspo per i corrotti consisterebbe non in un’interdizione fisica, cioè un divieto di accesso a determinati luoghi, bensì in una interdizione dai pubblici uffici e in un’esclusione dai contratti con la pubblica amministrazione.

Più nel dettaglio, il daspo per i corrotti prevede un’interdizione da cinque a sette anni per condanne fino a due anni di reclusione, mentre, per condanne superiori a due anni, un’interdizione addirittura perpetua. In tale ultima ipotesi, in ogni caso potrà essere concessa la revoca per riabilitazione, decorsi dodici anni dall’espiazione della pena, ai quali si aggiungono i tre previsti per ottenere la riabilitazione.

note

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI