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Multa e ammenda: differenza

21 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Dicembre 2018



Quali sono le pene pecuniarie? Cosa sono la multa e l’ammenda e quali sono le principali differenze?

I reati sono quei fatti ritenuti talmente gravi dalla legge da dover essere puniti con la massima sanzione prevista dall’ordinamento giuridico italiano: la reclusione. Devi sapere, però, che le pene, cioè le sanzioni previste dal codice penale, non consistono solamente nell’arresto o nella reclusione (in pratica, nell’andare dietro le sbarre), bensì anche nell’obbligo di pagare una sanzione pecuniaria. Quindi, se sei imputato per aver commesso un reato, sappi che, se questo non è particolarmente grave, potresti cavartela con un semplice esborso di danaro. Le pene pecuniarie previste dalla legge sono solamente due: la multa e l’ammenda. Attenzione: non confonderti con la multa intesa come verbale con cui l’agente ti contesta un’infrazione al codice della strada. La multa di cui ti parlo ora implica la commissione di un reato vero e proprio, non di una semplice trasgressione alla guida. Sia la condanna alla multa che all’ammenda ti obbligano, quindi, a dover pagare una somma a favore dello Stato. Ma qual è la differenza tra multa e ammenda? Sono forse la stessa cosa? Non proprio: entrambi ti costringono a mettere mano al portafogli, ma giuridicamente parlando non possono essere equiparate. Perché? Te lo spiego subito: se continuerai nella lettura del presente articolo, ti spiegherò la differenza tra multa e ammenda.

Multa: cos’è?

Non posso farti capire la differenza tra multa e ammenda se prima non ti spiego cosa sono entrambe. Cominciamo dalla multa. La multa è una delle pene previste dalla legge nel caso in cui una persona abbia commesso reato. Più nello specifico, il codice dice che i delitti sono puniti con l’ergastolo, la reclusione oppure la multa [1].

Mentre l’ergastolo e la reclusione costituiscono pene detentive o restrittive della libertà personale, la multa è una pena pecuniaria, che non si sconta in carcere ma pagando la somma concretamente inflitta dal giudice con la sentenza di condanna.

Secondo la legge [2], la pena della multa consiste nel pagamento allo Stato di una somma mai inferiore a cinquanta euro, né superiore a cinquantamila. Per i delitti determinati da motivi di lucro (tipo il furto, la rapina, il sequestro a scopo estorsivo), se la legge stabilisce soltanto la pena della reclusione, il giudice può aggiungere, a propria discrezione, una multa da cinquanta euro a venticinquemila euro.

Ammenda: cos’è?

Continuando nel nostro percorso alla scoperta della differenza tra multa e ammenda, possiamo ora passare a quest’ultima sanzione. Sempre il codice dice che le pene principali per le contravvenzioni sono l’arresto e l’ammenda: la prima costituisce la pena detentiva, la seconda pena pecuniaria. Le contravvenzioni sono sempre reati, solamente che sono normalmente ritenuti meno gravi dei delitti.

In pratica, nella stessa famiglia dei reati convivono i delitti e le contravvenzioni: i primi sono normalmente ritenuti più gravi dei secondi, tant’è vero che, per alcuni di essi, è previsto addirittura l’ergastolo, del tutto escluso per le contravvenzioni.

Secondo la legge [3], la pena dell’ammenda consiste nel pagamento allo Stato di una somma non inferiore a venti euro né superiore a diecimila.

Multa e ammenda: quali differenze?

Possiamo ora tracciare un breve quadro delle principali differenze tra multa e ammenda. La prima è praticamente già stata detta: le multe riguardano i delitti, mentre le ammende le contravvenzioni. Quindi, se vuoi distinguere un delitto da una contravvenzione, basta vedere com’è punito il reato: se la norma parla di multa, si tratterà di delitto; se discorre di ammenda, invece, sarà una contravvenzione.

Le differenze tra multa e ammenda non sono terminate: come ricordato nei paragrafi precedenti, la multa si traduce nel pagamento di un importo a volte molto elevato, essendo il tetto massimo previsto dalla legge pari a cinquantamila euro. Per le ammende, invece, atteso il minor disvalore penale della condotta che la giustifica, la soglia massima è fissata in diecimila euro.

Infine, solo per la multa è prevista la possibilità per il giudice, nel caso di delitti dettati da motivi di lucro, di condannare, oltre che alla reclusione, anche al pagamento di una somma fino a venticinquemila euro.

Pene pecuniarie fisse e proporzionali: cosa sono?

Abbiamo detto che sia l’ammenda che la multa sono pene pecuniarie, sebbene le prime riguardino le contravvenzioni mentre le seconde i delitti. Ti ho anche spiegato che la legge fissa un tetto massimo al di sopra del quale non è possibile andare. Ciò vale, però, per le pene pecuniarie fisse, cioè quelle stabilita a prescindere dal tipo di reato commesso. In altri casi, infatti, la legge può prevedere una pena pecuniaria variabile, in quanto proporzionata all’entità del reato.

La legge dispone che è possibile determinare i casi nei quali le pene pecuniarie sono fisse e quelli in cui sono proporzionali: in quest’ultimo caso, esse non hanno limite massimo [4]. Cosa significa? Vuol dire che se una norma di legge dice, ad esempio, che la multa che dovrà pagare il condannato dovrà essere pari alla metà di quanto ha lucrato dal reato, allora la multa ben potrà superare la soglia dei cinquantamila euro. Stesso dicasi per l’ammenda.

note

[1] Art. 17 cod. pen.

[2] Art. 24 cod. pen.

[3] Art. 26 cod. pen.

[4] Art. 27 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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