Diritto e Fisco | Editoriale

Riciclaggio: cos’è e cosa si rischia

19 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Dicembre 2018



Il delitto di riciclaggio: quali sono i presupposti necessari per la sua configurazione e quali sono le pene previste dalla legge.

Hai ricevuto un assegno che sapevi essere frutto di una truffa e lo hai versato sul tuo conto corrente? O hai spostato in territorio estero extracomunitario un autoveicolo di provenienza furtiva al fine di venderlo e reimmatricolarlo e ti chiedi cosa rischi? Sappi che, probabilmente, dovrai rispondere del reato di riciclaggio. Il riciclaggio è uno dei delitti previsti e disciplinati dal nostro codice penale e prevede la punizione per tutti i soggetti che sostituiscono o trasferiscono denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa (proprio come negli esempi che abbiamo fatto). Per essere più chiari, immaginiamo che tu riceva da un amico un assegno che sai essere stato sottratto al suo legittimo proprietario e falsamente firmato e lo versi sul tuo conto corrente o, peggio ancora, lo giri ad un tuo amico affinché lui lo incassi sul suo conto (in modo tale che l’operazione non possa essere ricondotta a te): in questo caso è evidente che, versando l’assegno sul conto corrente, hai cercato di trasformarlo in denaro facendo perdere le tracce della sua provenienza illecita e, per questo motivo, risponderai del reato di riciclaggio. Vediamo insieme, nel dettaglio, i requisiti essenziali del delitto di riciclaggio, cosa si rischia e le pene previste dal nostro ordinamento.

Cos’è il riciclaggio?

Il riciclaggio [1] è uno tra i delitti contro il patrimonio disciplinati dal nostro codice penale. Esso si realizza quando un soggetto:

  • sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità;
  • provenienti da delitto non colposo;
  • ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni;
  • in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

In parole semplici, il riciclaggio può essere definito come l’insime delle operazioni poste in essere per lavare, pulire il denaro, i beni o altre utilità proventi di reato, allo scopo di far perdere le tracce della loro provenienza delittuosa. Per la realizzazione del delitto di riciclaggio è necessario che il soggetto che lo commette sia consapevole di sostiuire o trasferire proventi illeciti e di intralciare, in quel modo, l’accertamento della verità. Anche in questo caso, come per la ricettazione, affinchè si realizzi il delitto di riciclaggio è necessaria la commissione di un reato presupposto che può essere qualsiasi delitto non colposo (tra cui quelli tributari, societari e finanziari).  Il reato presupposto non deve essere accertato giudizialmente, né deve essere individuato esattamente; basta che sia astrattamente configurabile. Ovviamente, se hai commesso il reato presupposto non potrai essere condannato anche per quello di riciclaggio.

Le condotte tipiche del riciclaggio

Abbiamo detto che per la configurazione del reato di riciclaggio il reo deve sostituire o trasferire il denaro, i beni o altre utilità; ma che significa concretamente? Nella nozione di sostituzione rientra qualsiasi tipo di attività che serva a pulire il denaro sporco (o i beni e altre utilità) e separarlo da ogni possibile collegamento con il reato che lo ha originato. La nozione di trasferimento è, invece, più specifica ed individua le condotte di movimentazione (realizzate con strumenti negoziali o giuridici, da un luogo ad un altro ovvero da un soggetto ad un altro) finalizzate a ripulire il denaro e renderne difficoltosa la identificazione  dell’origine illecita. Con l’indicazione di altre operazioni idonee ad ostacolare la identificazione della provenineza delittuosa, la norma, infine, è molto generica e comprende ogni tipo di tecnica di ripulitura.

Qual è la differenza tra riciclaggio e ricettazione?

Il delitto di riciclaggio sembra molto simile a quello di ricettazione ma se ne differenzia per uno dei suoi elementi essenziali. La ricettazione, infatti, consiste nell’acquistare (o ricevere a qualsiasi titolo) un bene di provenienza illecita (con la consapevolezza della illiceità della sua provenineza), mentre il delitto di riciclaggio si compone della stessa condotta di ricezione o acquisto di denaro o altre utilità, arricchita dall’elemento aggiuntivo del compimento di attività dirette ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa. In parole più semplici, se ricevi un cellulare che sai essere stato rubato commetti ricettazione, se (invece) ricevi una macchina, che sai essere stata rubata, e cerchi di modificarne il telaio o di reimmatricolarla all’estero nella speranza di far perdere le tracce della sua provenienza illecita, commetti il delitto di riciclaggio.

Riciclaggio: cosa si rischia

Cosa si rischia per il delitto di riciclaggio? Le pene previste dal nostro ordinamento in caso di condanna per riciclaggio sono della reclusione da quattro a dodici anni e della multa da 5.000 a 25.000 euro; in caso di fatto commesso nell’esercizio di una professione (ad esempio, da un esperto del settore bancario) le pene sono aumentate (fino ad un terzo), mentre sono diminuite (fino ad un terzo) se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da un delitto (il reato presupposto) per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni. Il delitto di riciclaggio è procedibile di ufficio (non necessita di querela) e prevede la facoltà per l’autorità giudiziaria di arrestarti in flagranza di reato. A chiusura delle necessarie indagini e, a seguito del rinvio a giudizio, sarai giudicato da un tribunale in composizione collegiale (ovvero da tre giudici).

note

[1] Art. 648 bis cod. pen.


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