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Tfr: quando posso chiedere un anticipo?

6 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2018



I requisiti per ottenere una parte del trattamento di fine rapporto. Quante volte e per che cosa può essere richiesto?

Devi fare un modesto lavoro di ristrutturazione in casa oppure aiutare uno dei tuoi figli con le spese del matrimonio. Vuoi evitare di chiedere un prestito in banca e pensi ai soldi che ogni mese stai accantonando da tempo sotto forma di Tfr, cioè di trattamento fine rapporto. Forse attingere a quel salvadanaio basterebbe a coprire l’importo che ti serve. La domanda che ti poni è: quando posso chiedere un anticipo del Tfr? Ci vogliono dei tempi e dei motivi particolari oppure, siccome sono soldi miei, posso chiederlo quando mi pare?

Ci sono sì delle ragioni valide per chiedere un anticipo del Tfr. Quindi se hai bisogno di denaro per una spesa imprevista, puoi entro certi limiti accedere alla somma che stai mettendo via in automatico prima di concludere il rapporto di lavoro con la tua azienda. Dovrai, ovviamente, documentare la spesa che devi affrontare in modo da motivare la richiesta. Ma se i requisiti ci sono, nulla ti vieta di chiedere una percentuale del Tfr che, però, verrà scalata da ciò che ti spetta nel momento in cui lascerai il luogo in cui oggi presti la tua attività.

Esistono, comunque, dei limiti. Nel senso che non puoi chiedere quello che ti pare. Se, ad esempio, hai accantonato finora 15mila euro e te ne servono 14mila, difficilmente potrai ottenerli. Avrai, comunque, diritto ad una parte purché il chiedere un anticipo del Tfr sia motivato da una ragione valida. Vediamo, allora, come e quando è possibile farlo e fino a quale percentuale può arrivare questa sorta di «acconto» del trattamento fine rapporto.

Tfr: che cos’è?

Il Tfr (o trattamento fine rapporto) è una cifra accantonata dal datore di lavoro a beneficio del lavoratore e calcolata in base alla retribuzione del dipendente. Viene corrisposto quando si conclude definitivamente il rapporto sia perché il lavoratore si dimette, sia perché viene licenziato, sia perché ha raggiunto i requisiti per andare in pensione. Il Tfr spetta a tutti i lavoratori con contratto subordinato.

Il dipendente può scegliere se lasciare maturare il Tfr in azienda oppure chiedere che venga accantonato in una forma di previdenza complementare attraverso un fondo (come, ad esempio, il fondo Cometa per il settore metalmeccanico).

Arrivato il momento di incassare il Tfr perché raggiunti i requisiti della pensione, il lavoratore ha la facoltà di decidere se portarlo a casa in una soluzione unica oppure come rendita vitalizia (un tot al mese).

Il Tfr spetta al coniuge o ai figli o, comunque, ai parenti a carico del lavoratore (entro il terzo grado o affini entro il secondo grado) se quest’ultimo muore prima della fine del rapporto di lavoro.

Il diritto al trattamento di fine rapporto si prescrive 5 anni dopo la cessazione. La prescrizione si interrompe con un atto scritto e notificato in cui si manifesta l’intenzione di riscuoterlo.

Tfr: quando si può chiedere l’anticipo?

Il Codice civile [1] stabilisce quando è possibile chiedere un anticipo del Tfr. Nel dettaglio, si legge che «il prestatore di lavoro con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore può chiedere un’anticipazione non superiore al 70% sul trattamento cui avrebbe diritto in caso di cessazione del rapporto alla data di richiesta». Quindi, secondo il Codice, servono 8 anni di anzianità e c’è un tetto del 70% sul Tfr maturato al momento in cui viene richiesto l’anticipo.

L’azienda è tenuta a concederlo ogni anno a non più del 10% dei dipendenti aventi diritto e, comunque, a non più del 4% del totale dei lavoratori. Significa che, ad esempio, in una realtà di 200 dipendenti possono ottenere nello stesso anno l’anticipo del Tfr non più di 8 lavoratori.

L’anticipo sul Tfr può essere chiesto una sola volta nel corso del rapporto di lavoro, a meno che il contratto collettivo di categoria consenta delle condizioni più favorevoli, cioè di poterlo richiedere più volte.

Tfr: i requisiti per chiedere l’anticipo

Dunque, non è possibile chiedere l’anticipo del Tfr per un motivo qualsiasi (ad esempio per farti una vacanza all’estero o per acquistare l’auto dei tuoi sogni). Ci vuole una motivazione ben precisa e legata ad una spesa straordinaria per:

  • prestazioni sanitarie particolari, come un intervento chirurgico o una terapia riconosciuta da una struttura pubblica;
  • lavori di ristrutturazione della casa propria o destinata ad un figlio;
  • un congedo parentale per maternità o per paternità quando è necessario garantire alla famiglia un sostegno economico.

Per ottenere l’anticipo del Tfr bisognerà documentare queste spese con le relative ricevute o fatture relative alle spese mediche oppure con il rogito fatto dal notaio o con il contratto di compravendita dell’immobile. Ricorda, comunque, che il fatto di essere in possesso di uno di questi requisiti non dà diritto ad avere automaticamente l’anticipo del Tfr: come abbiamo già spiegato, infatti, l’azienda lo può concedere ad un massimo del 10% dei richiedenti e comunque a non più del 4% del totale dei dipendenti per garantire la stabilità economica dell’azienda, a meno che il contratto collettivo stabilisca delle condizioni migliori.

Tfr: posso avere l’anticipo più di una volta?

C’è anche la possibilità di chiedere l’anticipo del Tfr più di una volta. Si tratta di quei casi in cui esiste un particolare rapporto di fiducia tra il datore di lavoro ed il dipendente che consente di ottenere, ad esempio, un anticipo per ristrutturare casa e, dopo un certo tempo, un altro per una spesa medica o per un altro intervento nell’abitazione. Ma anche per sostenere le spese del matrimonio di un figlio, anche se questo requisito non è contemplato tra quelli richiesti ma può essere accolto da un particolare accordo tra azienda e lavoratore.

note

[1] Art. 2120 cod. civ.


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