Politica | Editoriale

Marketing politico e mail abusive recapitate ai cittadini: cominciamo bene…

5 Marzo 2013 | Autore:
Marketing politico e mail abusive recapitate ai cittadini: cominciamo bene…

Gli italiani devono mettersi in testa che, se c’è una legge, questa va rispettata”, ha tuonato uno dei ministri uscenti dell’ultimo Governo. È una frase bellissima nel suo rigore, nella sua altezzosità, nell’imperiosità tipica di quei tempi in cui ancora esistevano gli schiaffoni ai bambini.

Oggi ho ricevuto una mail dall’onorevole D. S., firmata anche dal suo Ufficio Stampa. Si riportava un proclama programmatico del politico neo eletto, da questi dichiarato non si sa dove, non si sa quando. Una originale versione, raccontata “in terza persona”, di un tweet da 600 caratteri.

Marketing politico, peraltro in una pessima confezione grammaticale.

Per come credo abbiano fatto gran parte degli italiani non iscritti a partiti, non avevo mai concesso alcuna autorizzazione al trattamento dei miei dati per finalità di questo tipo, né avevo mai fornito il mio indirizzo email al partito di D. S., o tantomeno a lui stesso.

Ciò nonostante, sono stato “pescato”.

Il disclaimer, a fine della mail, è qualcosa di esilarante. “AVVISO: Questo messaggio ed i suoi eventuali allegati sono rivolti esclusivamente ai destinatari e possono contenere informazioni riservate”. Il che è un po’ una tautologia: dire che il messaggio è destinato a chi ne è il destinatario non vuol dire un bel niente, posto i programmi di posta elettronica non consegnano mai – come invece fanno, per sbaglio le Poste – una mail ad un soggetto diverso dall’effettivo destinatario. Dunque, l’email era destinata a me ed io ne ero l’effettivo destinatario. Su questo non si scappa.

Non si scappa, però, neanche sul fatto che il nostro D.S. ignori completamente l’esistenza di un codice della privacy e di un consolidato orientamento del Garante Privacy [1] e dei tribunali che condanna fermamente l’utilizzo, per fini pubblicitari, di indirizzi email, ovunque essi vengano reperiti (elenchi, albi, siti, forum, ecc.).

Fin quando lo spam arriva da una società commerciale privata, è facile far finta di nulla e cestinarla. Ma se a infrangere le norme – alla luce del sole e, per di più, “nero su bianco” – è proprio un “onorevole”, uno dei rappresentanti di quell’istituzione che, per eccellenza, incarna “la legge”, ebbene… anche i parlamentari devono mettersi in testa che, se c’è una legge, questa va rispettata!


note

[1] Cfr. da ultimo, provv. del 10.01.2013, proprio con riferimento ai messaggi politici. Il Garante dice questo:

CONSIDERATO che tale deroga non trova applicazione in relazione ai trattamenti di dati personali degli intestatari di utenze pubblicate negli elenchi telefonici effettuati per l’inoltro di messaggi elettorali e politici in relazione alle consultazioni elettorali, per i quali resta pertanto ferma la necessità di acquisire preventivamente il consenso informato degli interessati ai sensi degli artt. 13 e 23 del Codice;

CONSIDERATO, altresì, che il consenso dell’interessato deve essere preventivamente acquisito anche quando il trattamento dei dati personali per finalità di comunicazione e di propaganda elettorale venga realizzato mediante l’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore nonché mediante dispositivi quali, ad esempio, posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms o Sms, come previsto dall’art. 130, commi 1 e 2, del Codice;


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1 Commento

  1. Benissimo, il “Marketing politico” mancava nelle nostre mail adesso lo spam è completo! E rispettiamole queste leggi altrimenti abolitele cari politici….. e che la libertà non diventi liberalismo! Grazie per l’articolo.

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