Diritto e Fisco | Articoli

Srls: voucher e rapporti di lavoro saltuari

8 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Dicembre 2018



Sono amministratore di una società di capitali (Srls) che ha ad oggetto la gestione di rivendita  pasticceria/caffetteria/bar itinerante presso mercati, mercatini enogastronimici, fiere ed eventi di grande flusso. Siamo degli ambulanti occasionali, non abbiamo percorsi/licenze fissi. Di fatto partecipiamo occasionalmente a fiere e sagre. Spesso necessitiamo di personale extra sul posto per farci aiutare nello spostamento dei materiali e nella rivendita del prodotto. Fino a poco tempo fa ho fatto ricorso ai voucher, ma in questo periodo non so ancora come gestire le assunzioni che per motivi di costo e tempo/procedura non vorrei formalizzare con tipico contratto di assunzione a tempo determinato per poi gestire cedolini, cud e quant’altro. Posso ricorrere ai nuovi voucher? Se si, come? Se no, vi sono altre soluzioni possibili?

In via preliminare, occorre far presente che a seguito dell’abrogazione dell’istituto dei buoni lavoro (c.d. voucher), a decorrere dal 17 marzo 2017, per mezzo del D.L. n. 25/2017, il Legislatore ha delineato il quadro degli strumenti che potranno essere utilizzati da privati, imprese, professionisti e Pubbliche Amministrazioni per la gestione dei rapporti di lavoro saltuari. Infatti, nell’ambito della Manovra Correttiva (D.L. n. 50/2017, convertita nella L. n. 96/2017), all’art. 54-bis sono stati individuati due nuovi istituti utili a tutelare la posizione dei prestatori e nel contempo a soddisfare le esigenze di flessibilità e semplificazione connesse a questa tipologia di rapporti di lavoro.

I due nuovi strumenti prendono il nome di:

  • Libretto Famiglia: al quale possono fare ricorso le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività̀ professionale o d’impresa;
  • Cpo (Contratto di Prestazione Occasionale): al quale possono fare ricorso gli altri utilizzatori nell’esercizio d’impresa (come nel caso di specie).

In particolare, il Contratto di prestazione occasionale, nel rispetto dei limiti economici e degli ulteriori vincoli che si illustreranno in seguito, può essere utilizzato da:

  • professionisti;
  • lavoratori autonomi;
  • imprenditori;
  • associazioni;
  • fondazioni ed altri enti di natura privata;
  • nonché amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001;

con specifiche regolamentazioni valide per la pubblica amministrazione e per le imprese del settore agricolo.

Detto ciò, il primo aspetto che vale la pena trattare riguarda il rispetto dei limiti economici, i quali non devono superare – per ciascun anno civile – i seguenti importi:

  • a) 000 euro per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  • b) 000 euro per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  • c) 500 euro per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

Detti importi sono riferiti ai compensi percepiti dal prestatore, ossia al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.
Tali compensi, inoltre, sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sull’eventuale stato di disoccupazione e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno

Si ricorda che ai fini del computo dei limiti reddituali, sono conteggiati al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavori occasionali rese dai seguenti soggetti:

  • titolari di pensione di vecchiaia o d’invalidità̀;
  • giovani con meno di venticinque anni di età̀, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’Università̀;
  • disoccupati che abbiano reso la DID;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito d’inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Altro limite a cui far attenzione è la durata massima, che non può essere superiore a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.

È in ogni caso vietato il ricorso a prestazione occasionale:

  • con soggetti che abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa col medesimo utilizzatore;
  • da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più̀ di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato (solo per i contratti di prestazione occasionale e non per i libretti famiglia);
  • da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività̀ lavorative rese dai soggetti non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  • da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività̀ di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Qualora siano rispettate le predette condizioni, il lettore potrà senz’altro utilizzare l’istituto del Contratto di prestazione occasionale (Cpo), in quanto non esistono altre condizioni ostative al suo utilizzo. Attualmente non esistono ulteriori soluzioni percorribili per inquadrare i lavoratori all’interno della società.

Al fine di poter accedere alle prestazioni di lavoro occasionale, gli utilizzatori e i prestatori devono effettuare la registrazione sulla piattaforma telematica predisposta dall’INPS, fruibile attraverso l’accesso al servizio

“Prestazioni Occasionali” sul sito dell’Istituto previdenziale. Le operazioni di registrazione e di svolgimento degli adempimenti informativi possono essere svolti, oltre che direttamente, anche:

  • dagli intermediari di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12;
  • e dagli enti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, e s.m.i, esclusivamente per i servizi erogati al prestatore e agli utilizzatori del Libretto Famiglia.

A titolo informativo, si fa presente che la misura del compenso è pari € 9,00 per ogni ora di prestazione lavorativa. L’importo del compenso giornaliero non può essere inferiore alla misura minima fissata per la remunerazione di 4 ore lavorative, pari a € 36,00, anche qualora la durata effettiva della prestazione lavorativa giornaliera sia inferiore a quattro ore. La misura del compenso delle ore successive è liberamente fissata dalle parti, purché nel rispetto della predetta misura minima di retribuzione oraria, stabilita dalla legge in € 9,00.

Al compenso spettante al prestatore, si applicano i seguenti oneri a carico dell’utilizzatore:

  • contribuzione IVS alla Gestione Separata INPS, nella misura del 33,0%;
  • premio assicurativo INAIL, nella misura del 3,5%.

In relazione al compenso minimo orario di € 9,00, la misura dei predetti oneri è pari a:

  • € 2,97 (INPS IVS);
  • € 0,32 (INAIL);
  • € 0,09 (costi di gestione).

Conti alla mano, per 4 ore di lavoro con la nuova formula delle prestazioni occasionali l’esborso lordo del committenti è di 49,52 euro.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI