Diritto e Fisco | Articoli

Condominio e accesso atti amministrativi sulla concessione edilizia

6 novembre 2018


Condominio e accesso atti amministrativi sulla concessione edilizia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2018



È possibile chiedere copia del permesso di costruire rilasciato dal Comune al vicino di casa che ha realizzato una costruzione per verificare se è abusiva o meno?

Il vicino del piano di sotto al tuo appartamento ha costruito una veranda sul terrazzo. La nuova costruzione ti toglie luce e aria: ti impedisce, affacciandoti, di vedere il giardino sotto il palazzo, per cui ritieni che sia abusiva e che non doveva essere realizzata. Poiché sai che, per realizzare una veranda all’interno di un condominio, è necessario il permesso di costruire, ti rivolgi al Comune per avere copia di tale documento. All’ufficio tecnico però ti dicono che, per questioni di privacy, non te ne possono dare copia. Al che ti indispettisci: perché mai viene violato il tuo diritto all’accesso agli atti amministrativi? Che c’entra la riservatezza con un atto pubblico che è soggetto alle norme sulla trasparenza? Se il Comune ha agito correttamente non può nascondere le ragioni della licenza. Il dipendente allo sportello però continua a fare muro, costringendoti a ricorrere a un avvocato. Chi dei due ha ragione? Quali sono le regole, in un condominio, sull’accesso agli atti amministrativi sulla concessione edilizia rilasciata al vicino di casa? La questione è stata di recente analizzata da una recente sentenza del Tar Calabria [1].

Il tribunale amministrativo ha risposto alla seguente domanda: nell’ambito dei rapporti tra condomini, prevale l’esigenza della privacy e segretezza di chi realizza una costruzione (ad esempio una veranda, un gazebo, un box, ecc.) oppure quella del vicino di casa all’esibizione delle autorizzazioni e documenti inerenti alla pratica di permesso di costruire? Qui di seguito troverai qual è stata la risposta offerta dai giudici amministrativi e cosa ti converrà fare qualora anche tu dovessi trovarti in questa stessa situazione.

La legge [2] riconosce a chiunque il diritto di ottenere l’accesso ai documenti della pubblica amministrazione (è il cosiddetto “accesso agli atti amministrativi”) tutte le volte che vi è un interesse “qualificato”, giustificato ad esempio da rapporti di vicinato. Questo diritto ha una finalità di pubblico interesse: serve infatti a favorire la partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa e, in questo modo, ne assicura l’imparzialità e la trasparenza. Difatti difficilmente un pubblico dipendente rilascerebbe un’autorizzazione illegittima ben sapendo che il suo atto è sottoposto al giudizio di terzi che potrebbero impugnarlo davanti a un tribunale perché immotivato o emesso in assenza dei presupposti giuridici.

Proprio per tale ragione la pubblica amministrazione non ha alcun potere di frapporre, senza alcuna valida motivazione, un rifiuto alla richiesta di ottenere copia della documentazione relativa alla concessione edilizia presentata da parte di un vicino di appartamento all’interno di un edificio condominiale. Naturalmente la richiesta di accesso agli atti amministrativi deve essere “motivata”, deve cioè sussistere un valido interesse; non può essere quindi presentata per questioni di pura curiosità o da un soggetto che, proprietario di un immobile posto a diversi chilometri di distanza, non vanta alcuna valida ragione a intromettersi nei fatti altrui. Insomma, per giustificare la richiesta di copia della documentazione bisogna dimostrare di agire per la tutela dei propri diritti.

«Il vicino – si legge nella sentenza in commento – ha un interesse concreto, personale ed attuale, ad accedere ai permessi edilizi rilasciati al proprietario del terreno confinante per tutelare le proprie posizioni giuridico-economiche (escludere rischi di danni alla sua proprietà) e/o per far rispettare le norme urbanistiche».

Peraltro, continuano i giudici amministrativi, tutti «i titoli edilizi sono atti pubblici, perciò chi esegue le opere non può opporre un diritto di riservatezza» [3].

L’amministrazione romana e il controricorrente (cioè l’autore delle opere edilizie di cui si è chiesto l’accesso agli atti amministrativi) sono stati, pertanto, condannati a rifondere, in solido tra loro, le spese legali sostenute dal ricorrente.

A tal fine è possibile ad esempio chiedere copia di tutta la documentazione edilizia, urbanistica e paesaggistica relativa al manufatto con la domanda di permesso di costruire presentata dal titolare dell’immobile con i relativi progetti; eventuali ordinanze di demolizione e/o provvedimenti sanzionatori adottati ai sensi del Testo Unico edilizio; eventuali domande di condono; di eventuali istanze di accertamento di conformità; eventuali provvedimenti di sanatoria.

note

[1] Tar Calabira, sent. n. 10215/2018 del 22.10.2018.

[2] Art. 22 Legge 241/1990.

[3] T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. II 4 febbraio 2016 n. 374; T.A.R. Marche Sez. I 7 novembre 2014 n. 923.

Tribunale Amministrativo Regionale CALABRIA – Reggio Calabria, Sezione 1 Sentenza 9 agosto n. 499

Data udienza 11 luglio Integrale

Condominio – Periodica verifica e risultati della qualità dell’acqua destinata al consumo umano – Accesso agli atti – Singolo condomino

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

Sezione Staccata di Reggio Calabria

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 190 del 2018, proposto da:

Condominio Palazzo Ca., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Do. Nu., con domicilio eletto presso il suo studio in Reggio Calabria, via (…);

contro

Comune di Reggio Calabria, non costituito in giudizio; per l’annullamento

del diniego tacito del Comune di Reggio Calabria di accesso agli atti afferenti la periodica verifica ed i risultati della qualità dell’acqua destinata al consumo umano erogata nel periodo 2010/2017 nella zona Reggio centro e, comunque, a servizio del Condominio Ca., nonché per l’accertamento del diritto del ricorrente di prendere visione ed estrarre copia integrale della documentazione suddetta.

Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 luglio 2018 la dott.ssa Caterina Criscenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con atto notificato il 10 aprile 2018 e depositato il successivo giorno 19 il Condominio Palazzo Ca. sito al Corso (omissis) di Reggio Calabria, premesso di aver richiesto con pec del 9 febbraio 2018 indirizzata al Comune di Reggio Calabria ed all’ASP – Servizio SIAN, senza ottenere risposta alcuna, a) registro dei controlli interni obbligatori previsti dall’art. 62 del vigente Regolamento SII e dall’art. 7 del D. Lgs. 31/2001, di ruotine e di verifica, per gli anni 2010/2017 contenente i dati afferenti la periodica verifica ed i risultati della qualità dell’acqua destinata al consumo umano nella zona “Reggio centro” e, comunque, a servizio del Condominio Ca.; b) con riferimento alla zona “Reggio centro” e per il periodo 2010/2017 le eventuali comunicazioni inviate e ricevute dall’ASP (SIAN) di Reggio Calabria, nonché gli atti e documenti relativi alle indagini analitiche compiute dall’ASP come controllo esterno (art. 8 D. Lgs. 31/2001), adiva il Tribunale per ottenere l’ostensione della documentazione richiesta.

Nessuno si costituiva per l’ente intimato ed alla camera di consiglio dell’11 luglio 2018 la causa è stata chiamata e posta in decisione.

Il ricorso è meritevole di accoglimento.

Ad avviso del Collegio (vd. già sentenze 14 gennaio 2009 n. 19, 26 gennaio 2009 n. 48, 29 gennaio 2009 n. 68, 20 maggio 2009, n. 344) il ricorso è fondato (anche) ai sensi dell’art. 3, co. 1, D.lgs. 19 agosto 2005, n. 195, il quale precisa che l’autorità pubblica deve rendere disponibile, l’informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse, nella

2018

2018

specie, peraltro, manifestato e sussistente nel fatto di aver stipulato contratto di somministrazione di acqua potabile con il Comune e di avere in corso un contenzioso.

Al riguardo va anche precisato che l’art. 2 (“Definizioni”) del medesimo D.l.vo n. 195 cit. chiarisce che per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente: 1) lo stato degli elementi dell’ambiente, quali l’aria, l’atmosfera, l’acqua, il suolo, il territorio… 3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonché le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell’ambiente di cui ai numeri 1) e 2)”.

Orbene, i controlli che il Comune deve effettuare ai sensi del D.lgs. 2 febbraio 2001, n. 31, e più esattamente degli artt. 7 ed 8 invocati dalla parte, possono annoverarsi tra le misure amministrative che incidono sullo stato dell’acqua e sono, quindi, accessibili.

Ne consegue che il presente ricorso deve essere accolto e deve, pertanto, ordinarsi al Comune di Reggio Calabria di esibire i risultati delle analisi e gli altri atti richiesti dall’interessato entro e non oltre il termine di giorni trenta dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza.

Va ulteriormente precisato che poiché il giudizio è stato promosso solo nei confronti del Comune, mentre nell’istanza di accesso vi era specificato che nei confronti dell’ASP, cui pure l’istanza era inoltrata, il diritto di accesso viene limitato agli atti come sopra indicati sub b), il Comune provvederà all’ostensione di quanto indicato sub a) ed eventualmente, per quanto concerne gli atti menzionati sub b), nei limiti di quanto in suo possesso.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo. P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – Sezione Staccata di Reggio Calabria definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto ordina al Comune di Reggio Calabria di esibire al ricorrente gli atti richiesti con istanza del 9 febbraio 2018, secondo quanto specificato in motivazione, nel termine di giorni trenta dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza.

Condanna il Comune di Reggio Calabria al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese della lite che liquida in € 500,00, oltre accessori come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 11 luglio 2018 con l’intervento dei magistrati:

Caterina Criscenti, Presidente, Estensore Agata Gabriella Caudullo, Referendario Antonino Scianna, Referendario


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI