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Autovelox sull’auto della polizia: come contestare la multa

6 novembre 2018


Autovelox sull’auto della polizia: come contestare la multa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2018



Scout speed: per impugnare la contravvenzione per il rilevatore di velocità sulla volante civetta basta dimostrare che manca il cartello stradale con l’avviso.

Alcuni Comuni si sono fatti “furbi” e hanno iniziato a elevare le contravvenzioni per eccesso di velocità montando degli autovelox a bordo di auto “civetta” della polizia. Queste vengono inviate a perlustrare le vie cittadine, di solito quelle ad alta percorrenza, con l’intento di pizzicare qualche automobilista distratto, con il piede pesante sull’acceleratore. Naturalmente il conducente non si rende conto che, all’interno della volante, c’è un autovelox e prosegue sereno nella sua marcia. Proprio in quel momento viene fregato: la macchina fotografica lo immortala anche se sta procedendo nel senso opposto di marcia ed a pochi chilometri rispetto al limite (che, nelle vie cittadine, prevede una tolleranza massima di 5km/h). La trappola ordita dai Comuni è resa ancora più insidiosa perché la polizia utilizza questo strumento – chiamato Scout Speed – in tratti di strada dove non è presente il famoso (e obbligatorio) cartello di avviso, quello con su scritto “Controllo elettronico della velocità”. Così i conducenti vengono presi di sorpresa. Il tutto in barba alla legge che, secondo quanto insegnano numerose sentenze, e da ultimo una pronuncia del giudice di pace di Torino [1], impone alle amministrazioni locali di presegnalare anche l’utilizzo dello Scout Speed. Ma procediamo con ordine e vediamo come contestare la multa per l’autovelox sull’auto della polizia.

La pronuncia del giudice piemontese ha origine da un ricorso patrocinato dall’avvocato Noemi Penon. Nel caso di specie, il dispositivo di rilevamento utilizzato dalla municipale era proprio il famigerato Scout Speed, ossia – come lo definisce il giudice di pace – «un autovelox dinamico montato a bordo di un’autovettura civetta della polizia in costante movimento», collocato in prossimità del parabrezza. Questo misura la velocità istantanea rilevata al momento del passaggio dell’auto, qualunque sia il suo senso di marcia. Quindi il controllo viene effettuato da una pattuglia in movimento, pertanto in presenza degli agenti, senza alcuna segnalazione fissa o mobile che preannunci la presenza della postazione “dinamica”.

Proprio perché gli agenti si trovano a bordo di un’auto la contravvenzione non viene neanche contestata immediatamente, anche questo in barba alle norme che impongono, almeno in città, lo stop immediato del trasgressore. E di tanto si accorge la sentenza in commento. Vediamo quindi quali sono i vizi e i motivi di impugnazione della multa elevata dallo Scout Speed alla luce di quelle che sono le indicazioni fornite nella pronuncia in commento.

Mancata contestazione immediata

La legge [2] dispone che «la violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente». Tale obbligo è ripetuto nel codice della strada vigente [3]; solo una valida motivazione potrebbe giustificare una contestazione differita (ad esempio il passaggio con il rosso, l’inseguimento di un’auto lanciata ad alta velocità, il rilevamento con un autovelox che consente la constatazione dell’infrazione solo dopo che il veicolo è passato, ecc.).

La Cassazione ha già chiarito che il verbale deve essere oggetto, in via ordinaria, di contestazione immediata. L’eventuale omissione deve essere adeguatamente indicata e motivata nel verbale medesimo [4]. In conclusione la contestazione immediata della multa è essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio e non può essere omessa, ove sia possibile. La sua violazione rende la contravvenzione illegittima.

Ciò vale anche per lo Scout Speed. I motivi che rendono impossibile la contestazione immediata della contravvenzione da parte della volante civetta devono essere rapportati al caso concreto, indicati nel verbale ed emergenti da elementi oggettivi e univoci. Un generico riferimento alle motivazioni che hanno costretto la volante a optare per la contestazione differita non può essere ritenuto sufficiente.

È sempre la Cassazione [5] a ricordare che, in materia di accertamento di violazione dei limiti di velocità compiuto con l’autovelox, per quando, nell’ipotesi in cui questo consenta la rilevazione dell’illecito solo dopo che l’auto sia già a distanza dal posto di blocco, l’indicazione a verbale dell’utilizzazione di apparecchi con tali caratteristiche non esime la polizia dallo specificare, nel verbale, per quale ragione non è stato possibile procedere con la contestazione immediata.

La presenza degli agenti a bordo dell’auto consente, in astratto, la possibilità di fermare e contestare al trasgressore l’eccesso di velocità salvo specifica motivazione dell’impossibilità di operare tale controllo, motivazione che deve essere effettivamente specificata all’interno del verbale.

Mancata contestazione immediata

Per la validità delle multe, le postazioni di controllo elettronico della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminose. Lo impone il codice della strada [6]. Questo vale anche per gli autovelox Scout Speed che non possono essere quindi impiegati su tratte di strade dove non c’è il preventivo cartello. La norma fa riferimento a tutti i tipi di posizioni, fisse o mobili, di rilevamento della velocità; per cui anche nei confronti delle apparecchiature per controlli elettronici della velocità in modalità dinamica. Come si legge nella sentenza in commento «la giurisprudenza della Cassazione appare molto severa nell’interpretare l’obbligo di preventiva segnalazione delle postazioni autovelox. In materia di accertamento delle violazioni sui limicidi velocità, compiuto mediante dispositivi o mezzi tecnici di controllo, il cartello di avviso della presenza della postazione di rilevamento deve essere apposto in modo da garantire la corretta percettibilità e leggibilità, sicché è illegittimo l’accertamento eseguito mediante foto-rilevazione avvenuta prima del cartello mobile di avviso [7].

In assenza di segnalazione preventiva dunque la multa con lo Scout Speed è illegittima. Del resto la necessaria contestazione immediata presuppone anche la segnalazione dell’autovelox.

È vero che esiste un decreto ministeriale del 2017 secondo cui l’autovelox a bordo dell’auto della polizia è esente dall’obbligo del cartello con l’avviso preventivo ma questa disposizione non può derogare alla legge – nella specie il codice della strada – che invece lo impone. La norma primaria – il codice – non può essere derogata da un provvedimento amministrativo.

Quando la multa con lo Scout Speed è illegittima

In sintesi si può dire che la multa elevata con lo Scout Speed, ossia con l’autovelox montato a bordo dell’auto della polizia, è illegittima quando:

  • non è contestata immediatamente al conducente;
  • la contravvenzione viene elevata prima o in assenza del cartello con la scritta “controllo elettronico della velocità”.

note

[1] Giudice di Pace di Torino, sent. n. 3679/2018.

[2] Art. 14 L. n. 689/1981.

[3] Art. 200 codice strada.

[4] Cass. sent. n. 2428/2002, cfr. anche Cass. sent. n. 18071/2007, n. 12865/2008, n. 19032/2008.

[5] Cass. ord. n. 27771/17.

[6] Art. 142 cod. strada comma 6bis.

[7] Cass. sent. n. 9033/2016.


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