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Chi può sporgere querela?

7 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 novembre 2018



Cos’è la querela? Chi può presentarla ed entro quale termine? Perché è una condizione di procedibilità?

La giustizia non può perseguire tutti i reati che vengono commessi in Italia se non c’è qualcuno che li segnala. Ora, se è vero che molti criminali vengono colti in flagranza dalle forze dell’ordine, la maggior parte, al contrario, una volta compiuto il delitto scappano via senza che nessuno li fermi. Purtroppo, si tratta di una cosa piuttosto ovvia: non può esserci una sorveglianza così costante da essere in grado di prevenire o bloccare ogni crimine sul nascere. Perciò, se subisci un furto, un’aggressione o qualsiasi altro tipo di condotta criminosa, devi immediatamente darne notizia alle autorità competenti. In pratica, devi fare denuncia. La denuncia è quella dichiarazione, consegnata alla polizia giudiziaria o direttamente alla Procura della Repubblica, con la quale si avvertono le forze dell’ordine che un reato è stato commesso: in questo modo, le autorità possono avere conoscenza del fatto e possono così attivarsi per consegnare il responsabile alla giustizia. Quando, però, la segnalazione del cittadino è addirittura condizione di procedibilità, la legge parla di querela anziché di denuncia. Cosa significa? Vuol dire che ci sono dei reati per i quali l’ordinamento giuridico richiede che la vittima si attivi personalmente affinché venga chiesta la punibilità dell’autore del crimine. Ti faccio un esempio: se una persona ti schiaffeggia e tu non sporgi querela, nessuno potrà andare in tua sostituzione dai carabinieri a dire che si è verificata un’aggressione. Lo stesso nel caso di furto semplice: se un ladro ti ruba sotto il naso la borsa in presenza di numerosi testimoni, nessuno di essi potrà sostituirsi a te nello sporgere querela. La querela è quindi un atto personale senza il quale la giustizia non può procedere in ordine a fatti che costituiscono sì reato, ma che dalla legge sono ritenuti non gravi e, pertanto, la loro perseguibilità è lasciata alla discrezionalità della vittima. Quanto appena narrato anticipa quello che ti dirò nel corso di questo articolo: ti spiegherò infatti chi può sporgere querela.

Cos’è la querela?

Prima di vedere chi può sporgere querela, ti darò qualche altra informazione che sicuramente ti tornerà utile. La querela è una condizione di procedibilità [1], nel senso che senza questa dichiarazione da parte della persona offesa le forze dell’ordine non potranno procedere ad assicurare alla giustizia l’autore (o presunto tale) del crimine. Detto in altre parole, la querela è una dichiarazione con la quale si manifesta la volontà di procedere in ordine ad un fatto che costituisce reato, volontà che può essere manifestata indifferentemente per iscritto o verbalmente. Al contrario, si procede d’ufficio quando non c’è alcun bisogno che la vittima esterni la sua volontà di far punire il colpevole, in quanto lo Stato potrà procedere indipendentemente da essa.

Come funziona la querela?

La querela è molto simile alla denuncia; anzi, per certi versi è del tutto identica, salvo il fatto che essa deve essere sporta direttamente dalla vittima del reato entro determinati limiti di tempo, e deve contenere l’esplicita manifestazione di volontà in ordine alla punizione del responsabile del crimine. La querela deve essere normalmente sporta entro tre mesi dalla data di commissione del crimine.

Chi riceve la querela provvede all’attestazione della data e del luogo della presentazione, all’identificazione della persona che la propone e alla trasmissione degli atti all’ufficio del pubblico ministero. Anche chi presenta la querela ha diritto di ottenerne l’attestazione di ricezione. A differenza della denuncia, la querela deve manifestare inequivocabilmente la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato.  Senza questo consenso la legge non può punire l’autore del reato.

Querela: chi può presentarla?

La querela rappresenta una vera e propria autorizzazione, un permesso che deve essere dato necessariamente dalla persona offesa, cioè dalla vittima del reato. Nessun altro è titolare del diritto di sporgere querela, fatta eccezione per alcune ipotesi:

  • per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a causa di un’infermità di mente, il diritto di querela è esercitato dal genitore o dal tutore;
  • i minori che hanno compiuto gli anni quattordici e gli inabilitati possono esercitare il diritto di querela e possono altresì, in loro vece, esercitarlo il genitore ovvero il tutore o il curatore, nonostante la contraria dichiarazione di volontà del minore o dell’inabilitato [2].
  • se la persona offesa è minore degli anni quattordici o inferma di mente, e non v’è chi ne abbia la rappresentanza, ovvero chi l’esercita si trovi con la persona medesima in conflitto di interessi, il diritto di querela è esercitato da un curatore speciale [3].

note

[1] Art. 336 cod. proc. pen.

[2] Art. 120 cod. pen.

[3] Art. 121 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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