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Chi deve curare che venga effettuata la formazione ai dipendenti?

14 Dicembre 2018


Chi deve curare che venga effettuata la formazione ai dipendenti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Dicembre 2018



La formazione dei dipendenti è un’attività strategica e in alcuni casi è anche un obbligo di legge.

La formazione costante del proprio personale dipendente dovrebbe essere un obiettivo ed una priorità per ogni azienda. Formare un dipendente, infatti, significa motivarlo a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi e aumentare la sua produttività. Inoltre, attraverso la formazione, l’azienda può riconvertire le competenze dei propri dipendenti senza dover procedere a nuove assunzioni direttamente nel mercato. Oltre ad essere una scelta strategica per l’azienda, in alcuni casi, la legge prescrive ai datori di lavoro di formare i dipendenti. In questi casi la formazione è anche un obbligo di legge. Nelle aziende più complesse e strutturate, tuttavia, spesso non si sa di preciso chi deve fare cosa e ci si chiede, dunque, chi deve curare che venga effettuata la formazione ai dipendenti? Iniziamo con l’analisi dei casi in cui formare i dipendenti è un obbligo di legge.

Formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro

Quando si pensa ai casi in cui l’azienda deve per legge formare i dipendenti la mente va, immediatamente, alla materia della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In base al Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro [1] infatti, tutti coloro che operano nell’impresa devono cooperare affinchè siano garantiti i massimi standard possibili di sicurezza. Nell’ottica della legge, dunque, il singolo lavoratore non è solo il destinatario dei doveri di sicurezza che incombono per legge [2] sul datore di lavoro ma è lui stesso artefice e protagonista della sicurezza nel luogo di lavoro.

Come ha affermato la Cassazione “se tutti i dipendenti fossero sempre diligenti, esperti e periti non sarebbe necessario dotare i luoghi di lavoro e le macchine di sistemi di protezione[3]. La formazione dei dipendenti in materia di sicurezza ha proprio questo obiettivo: rendere il lavoratore il più esperto e diligente possibile così da ridurre al minimo gli incidenti sul lavoro.

Qual è l’oggetto della formazione in materia di sicurezza?

Il  datore di lavoro deve assicurare che ogni dipendente riceva una formazione adeguata e sufficiente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro [4].

In particolare la formazione, che deve riguardare anche le competenze linguistiche, deve avere ad oggetto:

  • i concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
  • i rischi riferiti alle mansioni svolte dal singolo dipendente, i danni possibili e le relative misure e procedure di protezione e  prevenzione caratteristici del settore oppure del comparto di appartenenza dell’azienda.

Questi sono i contenuti previsti dalla legge la quale, tuttavia, prevede che sia un accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano a determinare la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’accordo è adottato solo dopo aver consultato le parti sociali. L’accordo attualmente in vigore è stato sottoscritto il 21 dicembre del 2011.

La formazione deve essere assicurata sia ai lavoratori che ai loro rappresentanti. La legge, infatti, prevede che i lavoratori possano designare tra di loro un rappresentante dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro, il cosiddetto RLS.

Quando va erogata la formazione in materia di sicurezza?

La formazione deve essere erogata al dipendente:

  • nel momento della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione da parte del soggetto utilizzatore qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
  • nel momento del trasferimento del dipendente o in caso di cambiamento di mansioni cui è adibito il lavoratore;
  • qualora vi siano delle modifiche organizzative interne all’azienda in base alle quali vengono introdotte nuove attrezzature di lavoro o nuove tecnologie, nuove sostanze e preparati pericolosi.

In ogni caso, la formazione del dipendente in materia di sicurezza è un dovere costante dell’azienda e va dunque ripetuta nel tempo, anche con riferimento all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi. La formazione deve avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare costi per il dipendente.

Inoltre, non basta organizzare i corsi di formazione e raccogliere le presenze per poter stare tranquilli. In base alla legge, il datore di lavoro deve anche verificare l’apprendimento da parte del dipendente delle nozioni che gli sono state trasmesse nell’ambito dell’attività di formazione.

Chi deve curare che venga effettuata la formazione ai dipendenti?

Restando nell’ambito della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, occorre premettere che la legge prevede una sorta di riparto delle competenze in questo ambito all’interno delle aziende. Infatti, responsabile del rispetto delle norme sulla sicurezza è in prima battuta sempre il datore di lavoro e, quindi, nel caso di una società, il consiglio di amministrazione o l’eventuale amministratore con delega specifica.

Di solito, tuttavia, la funzione di datore di lavoro e la delega in materia di sicurezza viene attribuita, tramite una specifica delega, ad un soggetto, molto spesso un dirigente ingegnere, che ha competenze dirette in materia. In questo caso sarà tale soggetto a dover rispettare l’obbligo di fornire ai dipendenti la formazione richiesta dalla legge. Occorre tuttavia ricordare che la delega in materia di sicurezza è valida se ha determinate caratteristiche.

Infatti, la delega è ammessa con i seguenti limiti e condizioni [5]:

  • che essa risulti da atto scritto recante data certa;
  • che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;
  • che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.

Alla delega, inoltre, deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità.

In caso di mancata o erronea erogazione della formazione ai lavoratori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dunque, il datore di lavoro potrà invocare la responsabilità del delegato solo se la delega possiede i requisiti elencati sopra.

Inoltre, è opportuno ricordare che la delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite.

Il delegato alla salute e sicurezza sul lavoro può, a sua volta, delegare tale funzione ad un altro soggetto, ma solo previa intesa con il datore di lavoro. Inoltre le funzioni delegate devono essere specifiche. In questo caso il dovere di vigilanza spetta sul delegato-delegante.

In tale quadro può senza dubbio avvenire che la specifica funzione di curare la formazione ai lavoratori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sia ulteriormente delegata.

Cosa rischia chi deve curare che venga effettuata la formazione ai dipendenti?

Se il datore di lavoro o il soggetto al quale sono state delegate le attività relative alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non adempiono al proprio dovere di formare adeguatamente i lavoratori ed i loro rappresentanti, tali soggetti si espongono a tre diversi possibili rischi.

In primo luogo la legge prevede che il mancato rispetto del dovere di formare i dipendenti è punito, per il datore di lavoro e per il dirigente, con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.340,18 a 5.807,48 euro. Si tratta, dunque, di uno specifico reato penale previsto per la violazione del dovere di formazione in materia di sicurezza sul lavoro.

Occorre, inoltre, considerare che se un dipendente si infortuna o si ammala di una malattia professionale potrebbe sempre fare causa al datore di lavoro accusandolo di non aver rispettato i propri doveri di protezione della salute e della sicurezza del dipendente.

In questo caso, se viene accertata la violazione del dovere di formazione in materia di sicurezza sul lavoro, il datore di lavoro e/o la persona delegata alla sicurezza possono essere condannati:

  • sotto il profilo civilistico a risarcire al dipendente il cosiddetto danno differenziale, ossia la differenza tra il danno indennizzato dall’Inail per l’infortunio o la malattia professionale e il danno complessivamente subito dal dipendente e provato in sede giudiziale;
  • sotto il profilo penalistico, l’infortunio o la malattia professionale provocano al dipendente sicuramente una lesione alla salute psico-fisica e, in base all’esito, possono condurre anche alla morte. Se viene dimostrato che la lesione o la morte sono state causate dal mancato assolvimento dei propri doveri da parte del datore di lavoro, questi, o chi per lui, potrebbe essere condannato anche sotto il profilo penalistico per i reati di lesioni o di omicidio colposo.

In quali altri casi è necessario formare i dipendenti?

Oltre alla formazione dei dipendenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sono molti i casi in cui la legge prescrive all’azienda di formare i dipendenti. In particolare, tra i tanti, tale obbligo sussiste:

  • in caso di modifica unilaterale, da parte dell’azienda, delle mansioni cui è adibito il dipendente [6];
  • per le aziende che adottano il Modello di organizzazione [7] ex D. Lgs. n. 231/2001 si prevede l’obbligo di formare i dipendenti sui contenuti del Modello di organizzazione stesso;
  • in materia di privacy e protezione dei dati personali, il GDPR [8] prevede l’obbligo dell’azienda di formare i propri dipendenti su come vanno trattati i dati personali.

In tutti questi casi, e in generale per le iniziative formative assunte dall’azienda, a curare che tale formazione venga erogata è la Direzione del personale.

note

[1] D. Lgs. n. 81/2008.

[2] Art. 2087 cod. civ.

[3] Cass. – Sezione IV Penale – n. 21511 del 7.06.2010.

[4] Art. 37, D. Lgs. n. 81/2008.

[5] Art. 16, D. Lgs. n. 81/2008.

[6] Art. 2103 cod. civ.

[7] D. Lgs. n. 231/2001.

[8] Regolamento (UE) n. 679/2016.


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