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Eredi legittimari: quote

13 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Dicembre 2018



Come calcolare la quota legittima di eredità spettante a coniuge, figli e genitori.

Alcuni familiari non possono essere esclusi dall’eredità in quanto ad essi il codice civile riserva necessariamente una quota. Si tratta della cosiddetta quota legittima, così denominata appunto perché riservata dalla legge, con la finalità di tutelare coloro che hanno uno stretto vincolo di parentela con il defunto e di garantire che i beni “restino in famiglia”.

La quota legittima si differenza dalla cosiddetta “quota disponibile”, di cui il testatore può liberamente disporre, nominando eredi anche persone estranee alla propria famiglia

Ma chi sono gli eredi legittimari e quali diritti gli spettano sull’eredità?

Eredi legittimari: chi sono

Gli eredi che devono necessariamente avere una quota dell’eredità sono [1]:

  • il coniuge (anche se separato, purché non gli sia stata addebitata la separazione);
  • i figli (anche quelli nati fuori dal matrimonio e  i figli adottivi);
  • i genitori (solo se il defunto non lascia figli).

Tali soggetti non possono essere esclusi dalla successione testamentaria. Inoltre, il testatore non può prevedere vincoli o condizioni sulla quota spettante ai legittimari.

Vediamo come si calcola la quota spettante agli eredi legittimari.

Calcolo quota legittima coniuge

La legittima riservata al coniuge è:

  • 1/2 del patrimonio ereditario, se non ci sono figli;
  • 1/3, se oltre al coniuge c’è un solo figlio (al quale andrà un altro terzo);
  • 1/4, se oltre al coniuge ci sono due figli o più (ai quali spetta 1/2 del patrimonio ereditario, da dividere in parti uguali)

Calcolo quota di legittima riservata ai figli

La legittima riservata ai figli è:

  • se il figlio è uno solo: metà del patrimonio ereditario se non c’è coniuge;
  • se i figli sono più di uno: 2/3 del patrimonio ereditario (da diversi in parti uguali fra loro).

Calcolo quota legittima riservata ai genitori

I genitori hanno diritto ad una quota di eredità soltanto se il defunto non lascia figli.

La quota dei genitori è:

  • 1/3 del patrimonio ereditario, se non c’è alcun coniuge del defunto;
  • 1/4 del patrimonio ereditario, se c’è un coniuge del defunto, al quale spetterà 1/2.

Il legittimario può rinunciare all’eredità?

L’erede legittimario può rinunciare all’eredità e, quindi, anche alla quota riservatagli dalla legge.

In questo caso, gli altri legittimari non possono pretendere una quota superiore dell’eredità, dato che la rinuncia ha efficacia retroattiva ed è come se l’erede rinunciante non fosse mai esistito.

I nipoti sono eredi legittimari?

I figli dei figli del defunto (nonno o nonna) divengono eredi legittimari e hanno, quindi, diritto alla quota di legittima del loro genitore solo se questi rinuncia all’eredità.

I figli, difatti, succedono al genitore grazie al cosiddetto istituto della rappresentazione che opera, appunto, quando l’erede nominato non può o non vuole accettare l’eredità.

In tutti gli altri casi i nipoti non sono eredi legittimari.

Come si calcola la quota disponibile

Per verificare a quando ammonta al quota disponibile che il testatore potrebbe devolvere a soggetti diversi dai legittimare occorre operare un determinato calcolo previsto dalla legge [2]. Si tratta della cosiddetta riunione fittizia, per cui:

  • si forma una massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte;
  • si detraggono i debiti del defunto;
  • si aggiunge il valore dei beni donati in vita dal defunto;
  • sul totale così formato si calcola la quota disponibile.

Lesione quota legittima: come difendersi?

Se il defunto ha disposto del proprio patrimonio oltre la quota disponibile, con  testamento oppure con  donazioni finché è stato in vita, gli eredi legittimari possono esercitare l’azione di riduzione [3].

Con tale azione, si riducono, in modo proporzionale, tutte le disposizioni testamentarie che eccedono la quota disponibile. Successivamente, si riducono le donazioni, partendo dall’ultima e via via risalendo a quelle precedenti. Ciò comporta l’inefficacia dei relativi atti di disposizione da parte del defunto.

note

[1] Art. 536 e ss. cod. civ.

[2] Art. 556 cod. civ.

[3] Art. 553 e ss. cod. civ.


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