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Prestito infruttifero al figlio

7 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 novembre 2018



Come donare soldi ad un parente senza sanzioni da parte del Fisco. Il facsimile della scrittura privata.

Tuo figlio sta per sposarsi oppure lo ha già fatto ed ha bisogno di soldi. Deve finire di sistemare la casa, gli serve la cameretta nuova perché sua moglie è in attesa del primo figlio. Prima di rivolgersi alla banca va a bussare dove di solito bussano i figli: alle tasche del padre, cioè alle tue. Saresti tentato di darglieli in nero e di dirgli: «Quando ti entreranno, me li restituirai». Il problema è che non ti sta chiedendo 200 euro per pagare il meccanico in attesa di ricevere lo stipendio ma qualche migliaio di euro per acquistare lettino, armadio, comodino e scrivania per il bambino in arrivo (già che deve sistemare la cameretta, lo fa per bene pensando ad un domani). E all’Agenzia delle Entrate non piace vedere movimenti di soldi che vanno e vengono da un conto corrente all’altro senza una giustificazione. Per fare le cose come Dio ed il Fisco comandano, una soluzione può essere il prestito infruttifero al figlio. Si tratta di un finanziamento tra privati (in questo caso all’interno della famiglia) che non prevede alcuni dei passaggi obbligatori per ottenere un prestito dalla banca o dalle Poste. È, insomma, un modo per aiutare un figlio in maniera semplice ma, soprattutto, alla luce del Sole.

I vantaggi, che poi approfondiremo, appaiono abbastanza evidenti: non ci sono rate fisse per restituire il prestito, non ci sono dei costi di apertura di pratiche burocratiche, non c’è una scadenza per la restituzione dei soldi, non ci sono degli interessi da pagare sul capitale ricevuto. Il prestito infruttifero al figlio prevede, però, delle regole da rispettare per dimostrare che non si vuole fare lo strozzino o che non si tenta di riciclare del denaro in un modo apparentemente innocuo.

Vediamo, quindi, vantaggi e vincoli del prestito infruttifero al figlio.

Prestito infruttifero al figlio: che cos’è?

Come abbiamo anticipato, il prestito infruttifero è un finanziamento tra privati. Parliamo, quindi, di un prestito tra parenti, tra amici o tra soci di una Srl (società a responsabilità limitata) che viene erogato in forma occasionale. Significa che una persona non può concedere in modo abituale e a degli sconosciuti dei prestiti infruttiferi ma che lo deve fare una tantum o poco più e nei confronti di persone con cui ha un determinato legame.

Per fare un esempio, ha un senso il prestito infruttifero al figlio che ha bisogno di soldi per affrontare una spesa straordinaria, così come al fratello, al cognato, all’amico. Non è accettabile per il Fisco che una persona si metta a concedere dei prestiti infruttiferi a destra e a manca, un giorno sì e l’altro pure: la cosa «puzzerebbe» troppo di usura o di riciclaggio di denaro. E questo all’Agenzia delle Entrate non piace per nulla.

Proprio per questo, cioè per evitare operazioni di dubbio tenore, il prestito infruttifero va erogato per iscritto, cioè attraverso una scrittura privata che, da una parte, consente al Fisco di verificare la provenienza e la destinazione del denaro e, dall’altra, tutela chi dà e chi riceve i soldi poiché il tutto è fatto in assoluta trasparenza.

Prestito infruttifero al figlio: come si fa?

Torniamo alla cameretta del tuo ragazzo appena sposato. Lui ti ha parlato della necessità di acquistarla a breve perché c’è bisogno di montarla e di preparare il tutto prima della nascita del piccolino. E hai deciso di dargli una mano con un prestito infruttifero. Che cosa devi fare?

Il modo migliore per fare le cose «come piace al Fisco» è quello di redigere una scrittura privata oppure di fare un bonifico con un’apposita causale.

Prestito infruttifero con scrittura privata

Partiamo da un presupposto importante. Se tuo figlio acquista un bene di un certo valore (la casa o la famosa cameretta per il bambino in arrivo), il Fisco può verificare se il suo reddito gli permette di fare tale spesa. Per l’Agenzia delle Entrate, insomma, c’è il rischio che se guadagna mediamente 1.000 e spendi 3.000 senza avere dei risparmi in banca o in titoli lui possa utilizzare dei soldi avuti in nero per acquistare ciò di cui ha bisogno.

Per ovviare a questo problema, quando tu gli dai dei soldi attraverso un prestito infruttifero devi fare insieme a lui una scrittura privata con data certa in cui si dichiara e si dimostra la provenienza del denaro utilizzato per l’acquisto del bene. Questo documento (che altro non è se non un contratto di prestito) non servirà soltanto a tuo figlio a tale scopo ma anche a te: potrai sempre provare il fatto di non ricevere alcun interesse nella restituzione del prestito (il che comporterebbe il pagamento delle relative tasse).

Per dirla così, ricorda sempre che per il Fisco vale la «presunzione di colpevolezza» e che, quindi, è meglio avere un pezzo di carta in mano per dimostrare che le cose sono state fatte in una certa maniera.

Dicevamo che la scrittura privata per un prestito infruttifero deve riportare una data certa. Come si fa? La si può ottenere in uno di questi modi:

  • registrare la scrittura privata presso l’Agenzia delle Entrate (è il modo migliore quando la cifra del prestito è cospicua);
  • apporre la data certa presso un ufficio postale oppure un timbro sulla scrittura sempre presso l’ufficio postale;
  • scambiarsi la scrittura privata con raccomandata a/r;
  • ricorrere alla firma elettronica dell’atto con marca temporale.

Se il documento viene registrato, bisognerà pagare:

  • l’imposta di bollo di 16 euro per ogni quattro facciate del contratto;
  • l’imposta di registro del 3% dell’importo prestato, da pagare entro 20 giorni dalla data in cui è stata stipulata la scrittura.

Prestito infruttifero: esempio di scrittura privata

Ecco come potresti redigere una scrittura privata per concedere un prestito infruttifero al figlio con questa soluzione:

SCRITTURA PRIVATA DI PRESTITO INFRUTTIFERO TRA FAMILIARI ex art. 1813 codice civile

Da usare se lo scopo delle parti è un prestito (mutuo)

Con la presente scrittura privata, redatta in duplice originale, tra

il signor ……… nato a ……… (…) il ……… e residente in ……… in via ……… n. …, codice fiscale ………, (mutuante);

ed il signor ……… nato a ……… (…) il ……… e residente in ……… in Via ……… n. …, codice fiscale ………, (mutuatario),

premesso che tra il mutuante ed il mutuatario intercorre il seguente rapporto di parentela ………

si conviene e stipula quanto segue:

Art. 1. OGGETTO

1.1. Il mutuante dà in mutuo al mutuatario, che accetta la somma di euro ……… (in lettere ………) che versa a mezzo assegno bancario n. ……… tratto sulla Banca ……… Filiale ……… o tramite bonifico bancario con versamento dal conto n. ……… (Banca ………) di titolarità di ……… in favore del conto n. ……… (Banca ………) di titolarità di ………. Detto bonifico avviene (o avverrà) in data ……… (o all’atto della redazione della presente scrittura).

Art. 2. DURATA

2.1. Il mutuatario ritira la somma mutuata e si obbliga a restituirla entro la data del ……… al mutuante.

Art. 3. SCOPO

3.1. La somma oggetto del presente contratto di mutuo è consegnata al mutuatario affinché questi possa disporne nel seguente modo (indicare eventuali beni da acquistare o necessità di spese imminenti, di far fronte a debiti, ecc.).
Art. 4. RESTITUZIONE ANTICIPATA

4.1. È ammessa, da parte del mutuatario, la restituzione anticipata della somma mutuata.

Art. 5. INTERESSI

5.1. Il mutuante e il mutuatario, in considerazione del rapporto di parentela indicato in premessa, convengono che il presente prestito non è fruttifero di interessi neppure nella misura dell’interesse legale.

Art. 6. LUOGO DELL’ADEMPIMENTO

6.1. Il mutuatario eseguirà i pagamenti per la restituzione del capitale al domicilio del mutuante presso la sua residenza (come indicato sopra). Potrà farlo anche in rate anticipate rispetto alla scadenza.

Luogo e data

Mutuante                                                                 Mutuatario

Prestito infruttifero con causale di bonifico

Altro modo di prestare una certa quantità di soldi al figlio è quello di utilizzare un bonifico bancario. La legge obbliga all’uso di pagamenti tracciabili (come, appunto, il bonifico) quando si muovono somme di denaro contante sopra i 3.000 euro.

Non c’è una forma prestabilita di causale del bonifico per giustificare il prestito ma puoi trovare delle indicazioni in questo nostro articolo. Puoi, ad esempio, scrivere «prestito infruttifero per…» e aggiungere il motivo per cui trasferisci dei soldi a tuo figlio (ad esempio «acquisto cameretta»).


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