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Indennità per congedo di maternità

24 Dicembre 2018 | Autore:


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Come si calcolano l’assegno pagato dall’Inps e l’integrazione del datore di lavoro per il periodo di astensione obbligatoria per maternità.

Il congedo di maternità, chiamato anche astensione obbligatoria per maternità, o aspettativa per maternità, è un periodo di assenza dal lavoro,  riconosciuto dalla legge prima e dopo la nascita del bambino (o nei casi di adozione e affidamento), sia alle lavoratrici madri che, in alcuni casi particolari, per i padri lavoratori.

Questo periodo è indennizzato: in pratica, durante l’assenza obbligatoria per maternità la lavoratrice dipendente riceve un’indennità direttamente dall’Inps, in sostituzione della normale paga mensile. L’indennità per congedo di maternità, nella generalità delle situazioni, è integrata dal datore di lavoro, secondo le previsioni del contratto collettivo applicato.

Hanno diritto all’indennità di maternità, ad ogni modo, non solo le dipendenti, ma anche le collaboratrici, le libere professioniste e le lavoratrici autonome: in questi casi, però, il calcolo dell’assegno segue regole differenti rispetto alle lavoratrici subordinate.

È importante sottolineare che il periodo di astensione obbligatoria per maternità costituisce un diritto indisponibile, cioè al quale la lavoratrice non può rinunciare, anche in assenza di controindicazioni mediche: non è dunque possibile che la lavoratrice madre (o, nei casi in cui abbia diritto al congedo di paternità sostitutivo, il lavoratore padre) si accordi col datore di lavoro per ricevere un compenso economico finalizzato alla rinuncia alle assenze.

Facciamo ora il punto della situazione sull’indennità per congedo di maternità: come funziona, quanto dura e come si calcola?

Quanto dura l’indennità per congedo di maternità?

Il periodo indennizzato di astensione obbligatoria per maternità dura complessivamente 5 mesi e può essere goduto con due modalità diverse:

  • per i 2 mesi che precedono la data presunta del parto (ai quali si deve aggiungere l’eventuale periodo tra la data presunta e quella effettiva del parto, se avvenuto oltre il termine) e i 3 mesi successivi al parto;
  • in alternativa, con la cosiddetta flessibilità, può essere fruito per il mese precedente alla data del parto e i 4 mesi successivi; per poter usufruire di questa seconda modalità la lavoratrice deve ottenere un’attestazione medica in cui si specifica che la permanenza al lavoro non può provocare danni alla salute della madre o del nascituro.

A quanto ammonta l’indennità per congedo di maternità?

L’indennità di maternità erogata dall’Inps è pari, nella maggioranza delle ipotesi, all’80% della retribuzione media giornaliera, riferita al periodo di paga mensile precedente a quello d’inizio del congedo. L’indennità comprende anche il rateo giornaliero di gratifica natalizia o tredicesima, il rateo relativo alla quattordicesima (se prevista), nonché i ratei relativi ad ulteriori elementi della retribuzione come premi, maggiorazioni o trattamenti accessori, se corrisposti periodicamente.

La contrattazione collettiva può, poi, prevedere l’integrazione a carico del datore di lavoro, fino a raggiungere il 100% dell’ordinaria retribuzione percepita in busta paga. A carico del datore di lavoro resta anche il pagamento di tutte le festività cadenti durante il periodo di maternità obbligatoria, per le operaie, e di quelle cadenti di domenica, per le impiegate.

Come si calcola l’indennità per congedo di maternità?

Come appena osservato, l’indennità di maternità corrisponde all’80% della retribuzione media giornaliera: ma come si calcola la retribuzione media giornaliera?

Innanzitutto, per trovare questa retribuzione media si deve far riferimento al mese lavorato prima della sospensione del rapporto di lavoro: secondo il Testo unico maternità-paternità [1], difatti, la retribuzione media giornaliera a cui si fa riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità è quella percepita nel periodo di paga mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione obbligatoria.

Il calcolo della retribuzione media giornaliera (rmg), relativamente all’indennità di maternità, è analogo a quello utilizzato per ricavare la retribuzione media giornaliera in caso di malattia: i criteri di determinazione della rmg variano comunque a seconda della categoria e, in alcuni casi, del particolare tipo di rapporto.

Nella generalità dei casi, la distinzione fondamentale riguarda le modalità di calcolo per impiegate e operaie, dato che alle prime l’indennità è corrisposta per tutti i giorni di calendario (con la sola eccezione delle festività nazionali e infrasettimanali cadenti di domenica), mentre alle seconde non sono indennizzate le domeniche e le festività.

Come si calcola l’indennità di maternità per le impiegate?

In particolare, per le impiegate, la retribuzione media giornaliera alla base dell’indennità di maternità si calcola in questo modo:

  • si considera la retribuzione imponibile del mese precedente a quello di inizio della maternità;
  • si aggiungono i ratei delle mensilità aggiuntive e delle altre voci a carattere ricorrente non comprese nella retribuzione corrente mensile (maggiorazioni, indennità, etc.);
  • il risultato di questa somma diviso 30 dà la retribuzione media giornaliera.

Se il mese precedente non risulta interamente lavorato, si divide la retribuzione lorda relativa ai giorni lavorati o retribuiti per il numero dei giorni stessi (comprese le domeniche e le festività retribuite) e si aggiunge il rateo delle mensilità aggiuntive e delle altre voci diviso 30.

Quali sono le giornate di maternità indennizzate dall’Inps?

La retribuzione giornaliera così ottenuta è moltiplicata per tutti i giorni lavorativi più i sabati, per gli operai, più i sabati e le domeniche per gli impiegati. I contratti collettivi, come abbiamo osservato, prevedono nella generalità dei casi che il datore di lavoro integri l’indennità.

Esempio di calcolo retribuzione media giornaliera per l’indennità di maternità

Ad esempio, per calcolare la retribuzione media giornaliera di un‘impiegata che percepisce tredicesima e quattordicesima, che nel mese precedente ha ricevuto una retribuzione di 1400 euro e la cui retribuzione globale sia pari a 1450 euro, si procede in questo modo:

  • [(1400) + (1450/12) x 2] /30

In pratica, si deve dividere per 30 la somma della retribuzione del mese precedente e dei due ratei delle mensilità aggiuntive, che sono calcolati dividendo per 12 la retribuzione globale di fatto (che comprende elementi fissi e continuativi quali minimo, superminimo, scatti di anzianità…).

Se il contratto prevede un orario di lavoro distribuito in 5 giorni è necessario un ultimo accorgimento: le giornate retribuite del mese precedente devono essere moltiplicate per 1,20; ad esempio, se le giornate lavorate del mese precedente sono 20, la retribuzione lorda andrà divisa per 24 (20 x 1,20).

Come si calcola l’indennità di maternità per le operaie?

Per le operaie retribuite a ore la retribuzione media giornaliera è data dalla somma dei seguenti elementi:

  • retribuzione lorda del mese precedente (o delle 4 settimane precedenti) divisa per il numero delle giornate lavorate o retribuite (escluse quelle di malattia) del periodo; se le giornate lavorative della settimana sono 5 (settimana corta), il divisore va incrementato con l’aggiunta delle seste giornate: in pratica, si deve moltiplicare il numero delle giornate per 1,2 prima di dividere la retribuzione lorda;
  • rateo giornaliero delle mensilità aggiuntive e delle altre voci ricorrenti, ottenuto dividendo l’importo del rateo mensile per 25.

Per le operaie con retribuzione fissa mensile, o mensilizzata, si può seguire una procedura alternativa:

  • si divide la retribuzione del mese precedente per 26, se interamente lavorato;
  • si aggiunge il rateo giornaliero di mensilità aggiuntive.

Se il mese precedente non è stato interamente lavorato o è retribuito solo in parte, si deve seguire la regola generale indicata per gli operai retribuiti a ore.

In ogni caso, secondo le previsioni del Testo unico maternità-paternità, se nel mese precedente si è lavorato per un numero di ore inferiore a quello previsto contrattualmente, per determinare la retribuzione di riferimento occorre:

  • dividere il totale dei compensi percepiti nel mese per il numero di ore di lavoro effettivo;
  • moltiplicare il risultato per le ore contrattuali.

A quanto ammonta l’indennità di maternità pagata dal datore di lavoro?

Durante il periodo di assenza per maternità, il contratto collettivo applicato può prevedere che l’indennità erogata dall’Inps sia integrata dal datore di lavoro, sino ad arrivare al 100% della normale retribuzione. Ma come si calcola l’integrazione dell’azienda, quindi l’indennità per congedo di maternità complessivamente dovuta?

Esempio calcolo indennità di maternità

Osserviamo un esempio pratico di calcolo, per capire come determinare l’indennità a carico dell’Inps e l’eventuale integrazione a carico del datore.

Ipotizziamo i seguenti dati, relativi a una lavoratrice dipendente.

  • Qualifica: impiegata
  • Retribuzione base: 892 euro
  • Contingenza (compreso Edr) 527,90 euro
  • Terzo elemento 2,07 euro
  • Scatti periodici di anzianità : uno, pari a 21,95 euro
  • Retribuzione lorda mese precedente 1.320,42 euro

Totale lordo o retribuzione di fatto

Per trovare il totale lordo, o la retribuzione di fatto, bisogna sommare le voci fisse e continuative della paga, come osserviamo di seguito:

  • Paga base =892
  • Contingenza (+Edr) = 527,90
  • Terzo elemento= 2,07
  • Scatti di anzianità = 1×21,95= 21,95
  • Totale lordo (somma di tutte le voci) =1.443,92

Calcolo retribuzione media giornaliera rmg

Per il calcolo della retribuzione media giornaliera, bisogna seguire il procedimento di calcolo già osservato per le impiegate:

  • Retribuzione media giornaliera per mensilità ordinarie= 1320,42 (mese precedente)/30 =44,01
  • Rateo mensile per mensilità aggiuntive (1443,92/12) = 120,33
  • Rateo giornaliero per mensilità aggiuntive=120,33/30= 4,01

Retribuzione media giornaliera= 44,01+4,01×2(n° mensilità aggiuntive) = 52,03

Lordizzazione dell’indennità di maternità a carico dell’Inps

Per calcolare l’indennità a carico dell’Inps, un passaggio cruciale consiste nel calcolo della lordizzazione. Sull’indennità di maternità corrisposta al lavoratore dall’Inps non sono dovuti i contributi, in quanto sono riconosciuti figurativamente dall’istituto: il datore di lavoro deve dunque procedere, nell’integrare l’indennità corrisposta dall’Inps, alla lordizzazione, per far sì che la retribuzione netta della dipendente in maternità non superi la retribuzione ordinaria.

Se il datore, infatti, erogasse l’intera differenza percentuale tra la normale retribuzione lorda mensile e l’indennità a carico dell’Inps, la lavoratrice assente per maternità sarebbe pagata più di un lavoratore in servizio. Grazie alla lordizzazione, invece, il datore, per calcolare l’integrazione a carico dell’azienda, aumenta “virtualmente” l’indennità che l’Inps riconosce alla lavoratrice, considerando l’incidenza dei contributi a carico di quest’ultima. In questo modo, evita che la dipendente possa ricevere uno stipendio più alto di quello spettante normalmente.

Come si calcola la lordizzazione dell’indennità di maternità a carico dell’Inps?

Determinata l’indennità a carico dell’Inps, si può procedere al calcolo della lordizzazione. In particolare, il datore di lavoro deve:

  • individuare l’importo che avrebbe percepito la lavoratrice prestando normale attività, al lordo dei contributi e delle ritenute;
  • individuare l’aliquota contributiva a carico della lavoratrice (solitamente il 9,19 o il 9,49%);
  • considerare l’indennità di maternità corrisposta dall’Inps (calcolata come appena spiegato);
  • trovare il coefficiente di lordizzazione; questo è pari a:
    • 1,1012, se l’aliquota contributiva a carico della lavoratrice ammonta al 9,19%: l’operazione per trovare il coefficiente è, difatti 100/(100-9,19);
    • 1,1048502, se l’aliquota contributiva a carico della lavoratrice ammonta al 9,49%: l’operazione per trovare il coefficiente è, difatti 100/(100-9,49).

Una volta calcolato il coefficiente di lordizzazione, l’integrazione a carico dell’azienda si calcola come segue:

  • importo a favore della lavoratrice durante lo svolgimento della normale attività, meno l’indennità erogata dall’Inps per il coefficiente di lordizzazione.

Calcolo indennità di maternità a carico dell’Inps e dell’azienda

Proseguiamo allora nel calcolo relativo all’esempio precedente:

  • retribuzione lavoro ordinario, calcolata sulla base della retribuzione media giornaliera =30 x 52,03= 1.560,90
  • Indennità maternità a carico Inps = 1.560,90 x 80% = 1.248,72
  • indennità a carico dell’Inps lordizzata = 1.248,72×100/(100-9,19)= 1.375,09
  • indennità a carico dell’azienda, ipotizzando che sia dovuta l’integrazione piena= (1.443,92-1.375,09) =68,83

note

[1] D.lgs. 151/2001.


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