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Modulo assegni familiari

8 novembre 2018 | Autore:


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Domanda di assegni familiari: come si compila, che cosa dichiarare, a chi deve essere inviata.

I lavoratori dipendenti, i disoccupati che hanno diritto all’indennità, i pensionati ed i collaboratori, nella cui famiglia è presente un minore o una persona inabile, oppure una situazione particolare, possono aver diritto agli assegni familiari, o meglio agli assegni al nucleo familiare Anf.

Si tratta di una prestazione riconosciuta dall’Inps per il sostegno economico delle famiglie, che serve ad integrare il reddito del nucleo familiare quando è inferiore a determinati limiti. Gli assegni familiari sono un trattamento a carattere previdenziale e non di assistenza: non vengono, difatti, riconosciuti a tutti, ma solo a determinate categorie di assicurati.

Gli assegni familiari sono versati con cadenza mensile su richiesta del lavoratore, del disoccupato o del pensionato (unitamente alla retribuzione, alla pensione o al sussidio percepito).

Ma come si chiedono gli assegni al nucleo familiare? Facciamo il punto sul modulo assegni familiari: come si compila, chi fa parte del nucleo, quali redditi dichiarare, come si invia.

Chi può chiedere gli assegni familiari?

Gli assegni al nucleo familiare Anf possono essere richiesti da:

  • lavoratori dipendenti in attività;
  • lavoratori disoccupati;
  • lavoratori cassintegrati;
  • lavoratori in mobilità e impiegati in lavori socialmente utili;
  • lavoratori assenti per malattia o maternità;
  • lavoratori in aspettativa per cariche pubbliche elettive e sindacali;
  • lavoratori dell’industria o marittimi in congedo matrimoniale;
  • lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps;
  • titolari di pensioni derivanti da lavoro dipendente (privato o pubblico);
  • soci di cooperative, che prestano attività di lavoro per conto della società, in presenza di particolari condizioni.

Chi rientra nel nucleo familiare ai fini degli assegni?

Ai fini dell’erogazione dell’assegno, rientrano nel nucleo familiare:

  • i coniugi (non legalmente separati);
  • i figli minorenni;
  • i figli maggiorenni inabili;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti minorenni o maggiorenni inabili del richiedente, a condizione che siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano diritto alla pensione come superstiti;
  • i nipoti in linea retta, minori e viventi a carico dell’ascendente, se conviventi.

Nei nuclei familiari numerosi, cioè con più di 3 figli o equiparati di età inferiore a 26 anni compiuti, rilevano al pari dei figli minori anche i figli di età compresa fra 18 e 21 anni, purché studenti o apprendisti.

Chi non rientra nel nucleo familiare ai fini degli assegni?

Non vanno invece ricompresi nel nucleo familiare:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • il coniuge che ha abbandonato la famiglia;
  • i figli affidati all’altro coniuge o all’ex coniuge;
  • i figli ed equiparati coniugati;
  • i genitori ed equiparati e gli altri ascendenti, i fratelli, le sorelle e i nipoti maggiorenni non inabili;
  • i figli ed equiparati maggiorenni, non inabili;
  • il coniuge, i figli ed equiparati di cittadini stranieri che non abbiano la residenza in Italia, salvo esistano accordi bilaterali in materia.

Eventuali variazioni del nucleo devono essere comunicate dal lavoratore al soggetto tenuto a corrispondere l’assegno, entro 30 giorni dal loro verificarsi, per mezzo dell’apposita modulistica allegando uno stato di famiglia o dichiarazione sostitutiva.

Quali redditi rilevano per gli assegni familiari?

Il diritto agli assegni è subordinato al reddito complessivo del nucleo familiare, che non deve superare i limiti annui indicati dalla legge. I limiti di reddito familiare hanno valore dal 1° luglio di ogni anno al 30 giugno dell’anno successivo: sono stabiliti dalla legge e rivalutati ogni anno in base alla variazione percentuale dell’indice medio annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato dall’Istat.

I redditi del nucleo familiare che rilevano ai fini Anf, nel dettaglio, sono:

  • quelli assoggettabili all’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali;
  • i redditi esenti da imposta;
  • i redditi soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva (se superiori complessivamente a 1.032,91 euro).

Devono essere considerati i redditi prodotti nell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e che hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Non devono essere dichiarati tra i redditi:

  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le anticipazioni sui trattamenti di fine rapporto;
  • i trattamenti di famiglia, comunque denominati, dovuti per legge;
  • le rendite vitalizie erogate dall’Inail, le pensioni di guerra e le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità;
  • le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione;
  • l’indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale;
  • gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Perché si abbia diritto agli assegni familiari, ad ogni modo, il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato.

Quali nuclei familiari hanno diritto agli assegni?

Hanno diritto agli Anf solo i dipendenti che appartengono a nuclei familiari con una composizione specifica, indicata nelle seguenti tabelle:

  • Tabella 11: riguarda i nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)
  • Tabella 12: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)
  • Tabella 13: riguarda i nuclei con solo minori non inabili;
  • Tabella 14: riguarda i nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile, oppure con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;
  • Tabella 15: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;
  • Tabella 16: riguarda i nuclei orfanili con almeno un minore e almeno un inabile;
  • Tabella 19: riguarda i nuclei orfanili con solo maggiorenni inabili;
  • Tabella 20 A: riguarda i nuclei con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;
  • Tabella 20 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (e almeno un fratello, sorella o nipote inabile);
  • Tabella 21 A: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote senza componenti inabili;
  • Tabella 21 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;
  • Tabella 21 C: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);
  • Tabella 21 D: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, nei quali solo il richiedente è inabile.

Perché si abbia diritto agli assegni al nucleo familiare, è necessario che almeno il 70% del reddito del nucleo derivi da lavoro subordinato.

A quanto ammontano gli assegni familiari?

L’ammontare degli assegni cambia a seconda della tipologia del nucleo familiare (con o senza disabili, con entrambi i genitori o unico genitore…), del numero dei componenti e del reddito complessivo della famiglia.

Per calcolare l’assegno mensile spettante, l’azienda deve prendere, come riferimento, le tabelle pubblicate annualmente dall’Inps: individuata la tabella di riferimento (come abbiamo visto, dalla 11 alla 21D), è necessario individuare la fascia in cui si colloca il reddito del nucleo familiare, nella colonna che corrisponde al numero dei componenti della famiglia, e verificare qual è l’assegno corrispondente indicato dall’Inps. Quest’operazione è effettuata automaticamente dai principali software paghe.

Per approfondire: Come calcolare gli assegni familiari?

Chi deve compilare il modulo assegni familiari?

L’azienda estrapola i dati utili al calcolo degli Anf sulla base della domanda inviata dal lavoratore. Pertanto, è il lavoratore dipendente a dover compilare il modulo assegni familiari.

Come si compila il modulo assegni familiari?

Il modulo di domanda di assegni familiari che il dipendente deve consegnare all’azienda si chiama SR 16 Anf/Dip, e può essere scaricato e stampato dal sito dell’Inps. Il modello deve essere compilato dal lavoratore indicando i seguenti elementi:

  • dati anagrafici (codice fiscale, data di nascita, residenza) del lavoratore richiedente;
  • stato civile;
  • eventuale iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli;
  • dati dei componenti del nucleo familiare e specifica relazione di parentela;
  • ammontare dei redditi del nucleo relativi al periodo in questione (se gli assegni sono richiesti, ad esempio, per il periodo da luglio 2018 a giugno 2019, deve essere indicato il reddito 2017); in particolare vanno indicati:
    • nella prima colonna, tutti i redditi da lavoro dipendente e assimilati, da pensione, da prestazione (disoccupazione, malattia, cassa integrazione etc) ed i redditi percepiti in Italia o all’estero, compresi gli arretrati;
    • nella seconda colonna, i redditi di qualsiasi natura derivanti da lavoro autonomo, da fabbricati, da terreni, al lordo dell’eventuale detrazione dell’abitazione principale (quindi il reddito dell’abitazione principale conta);
    • nella terza colonna, il tipo di modello fiscale su cui è riportato l’importo dei vari redditi dichiarati (CUD- CU o certificazione reddituale, 730, Redditi, 770) nel caso in cui il richiedente sia tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi;
    • nella quarta colonna, il totale complessivo dei redditi (colonna 1 più colonna 2);
  • assenza di altro Anf o di altro trattamento di famiglia nello stesso periodo;
  • eventuali variazioni nei componenti del nucleo.

Una volta compilata la domanda, il lavoratore deve datarla, sottoscriverla e consegnarla al datore di lavoro, che determina l’importo dell’assegno spettante in base alle tabelle Inps.

Quando deve essere inviato il modulo assegni familiari?

Gli assegni familiari, per essere riconosciuti, devono essere richiesti esplicitamente dal lavoratore all’azienda: a tal fine, come osservato, è necessario che sia inoltrata una domanda al datore di lavoro, tramite il modulo SR 16 Anf Dip.

Gli assegni devono essere richiesti ogni anno, secondo il loro periodo di validità: ogni periodo parte dal primo luglio, per terminare il 30 giugno dell’anno successivo.

Pertanto, è necessario che il lavoratore consegni la domanda Anf al proprio datore di lavoro entro il 30 giugno di ciascun anno.

Il modulo assegni familiari va inviato all’Inps?

Il datore di lavoro non deve trasmettere la domanda Anf all’Inps, ma deve conservarla, in quanto potrebbe essere richiesta dall’istituto o dall’ispettorato in sede di controlli. La domanda deve essere inviata dal lavoratore all’Inps solo nei casi di corresponsione diretta da parte dell’istituto.

Domanda di autorizzazione assegni familiari all’Inps

Nel caso in cui il lavoratore si trovi in situazioni particolari (nucleo con coniugi separati o divorziati, genitori conviventi non coniugati, etc.), per inserire determinati familiari nel nucleo è necessaria un’autorizzazione preventiva dell’Inps, Anf 43, che deve essere richiesta presentando il modello di domanda Anf 42.

L’autorizzazione dell’Inps deve essere richiesta, nel dettaglio, per i i seguenti soggetti:

  • fratelli, sorelle e nipoti;
  • figli di genitori divorziati o separati legalmente (propri o del coniuge), figli nati fuori del matrimonio riconosciuti dall’altro genitore, oppure figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio;
  • figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, per i nuclei familiari composti da più di tre figli (o equiparati) di età inferiore a 26 anni;
  • nipoti minori a carico del nonno o della nonna richiedente;
  • familiari residenti all’estero;
  • familiari disabili (in assenza di certificazione sanitaria);
  • minori affidati a strutture pubbliche e collocati in famiglia.

Il modulo Anf42 deve essere compilato anche nel caso in cui il coniuge del richiedente, che non sia legalmente ed effettivamente separato o divorziato, non abbia firmato la dichiarazione di responsabilità all’interno della domanda Anf.

Per includere i figli naturali del richiedente non convivente, riconosciuti da entrambi i genitori, oltre all’Anf43 è necessario allegare l’ulteriore modulo Anf/Fn.

La domanda di autorizzazione va sempre presentata all’Inps, anche se la richiesta Anf è presentata al datore di lavoro. La domanda di autorizzazione all’Inps può essere presentata tramite sito web, contact center o patronato: devono essere allegati alla richiesta i documenti che attestano la situazione di fatto del richiedente.

Modulo assegni familiari arretrati

Se il lavoratore ha diritto agli assegni al nucleo familiare arretrati, deve seguire la stessa procedura e compilare lo stesso modulo assegni familiari, il modello SR 16 Anf/Dip, consegnandolo al datore di lavoro: deve indicare, però, i redditi riferiti all’anno precedente rispetto a quello del periodo di spettanza (ad esempio, se spettano gli arretrati per il periodo da luglio 2017 a giugno 2018, si devono indicare i redditi dell’anno 2016).

Il datore di lavoro a cui vanno richiesti gli assegni è quello presso il quale si è prestato servizio nel periodo di spettanza degli assegni, anche se l’attività è cessata: solo in caso di accertata impossibilità, per la ditta, di anticipare gli assegni, gli stessi dovranno essere richiesti direttamente all’Inps (seguendo la stessa procedura illustrata nel precedente paragrafo). In nessun caso è possibile richiedere gli assegni arretrati, relativi a periodi lavorati in un’altra impresa, al nuovo datore di lavoro. Gli Anf arretrati si prescrivono in 5 anni.


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