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Disoccupazione Naspi: come si riattiva?

8 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 novembre 2018



Come ottenere l’indennità di disoccupazione a seguito della sospensione per contratto di lavoro a tempo determinato.
Il lavoratore disoccupato, che percepisce l’indennità di disoccupazione Naspi, può rioccuparsi,  sia come dipendente che come lavoratore autonomo: in alcuni casi perde la Naspi, in altri casi continua a riceverla, ma ridotta; in altri casi ancora, la Naspi viene sospesa.
Nello specifico, lo stato di non occupazione, o più precisamente di disoccupazione parziale, si mantiene se dal rapporto lavorativo dipendente o parasubordinato si consegue un reddito annuo non superiore a 8mila euro, oppure se dal lavoro autonomo è conseguito un reddito non superiore a 4800 euro annui.
Se si superano queste soglie, si decade dalla Naspi e dallo stato di disoccupazione.
Se il lavoratore, invece, viene rioccupato con un rapporto di lavoro subordinato (dipendente) di durata non superiore ai sei mesi, l’indennità di disoccupazione Naspi viene sospesa.
In questi casi, l’indennità di disoccupazione Naspi come si riattiva? Deve provvedere il lavoratore inviando una comunicazione, oppure provvede l’Inps a liquidare l’indennità in automatico? Facciamo il punto della situazione sull’indennità di disoccupazione e sulla sua riattivazione.

Indice

Che cos’è la Naspi?

La Naspi è l’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori subordinati, cioè dipendenti. Ha diritto alla Naspi, nello specifico, chi è in possesso dello stato di disoccupazione, cioè chi ha perso il lavoro involontariamente: si tratta, in pratica, di chi è stato licenziato, anche per giusta causa, di chi ha rassegnato le dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità e paternità, e di chi ha firmato col datore di lavoro una risoluzione consensuale a seguito del tentativo obbligatorio di conciliazione, o in caso di trasferimento.
Oltre allo stato di disoccupazione, per la Naspi è necessario anche avere alle spalle almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni, che non abbiano già dato luogo a una prestazione di disoccupazione. Inoltre, sono necessarie 30 giornate lavorate nell’anno (cinque settimane con 24 ore lavorate ciascuna per i collaboratori domestici).

Quanto dura la Naspi?

La durata della Naspi è pari alla metà dei periodi contribuiti negli ultimi quattro anni, sino a un massimo di 24 mesi. I periodi contribuiti non devono però aver già dato luogo a un’altra prestazione di disoccupazione, diversamente non possono essere contati. Alcuni periodi, invece, sono neutri, e vanno saltati nel conteggio delle settimane utili negli ultimi 4 anni.

A quanto ammonta la Naspi?

La naspi ammonta, fino A 1208,15 euro, al 75% dell’imponibile medio mensile degli ultimi quattro anni. Oltre questa cifra, deve essere aggiunto il 25% della differenza tra l’imponibile medio mensile e 1208,15 euro. In ogni caso, la Naspi non può superare 1314,30 euro mensili, e diminuisce del 3% dal quarto mese di percezione del sussidio.

Quando si sospende la Naspi?

In base a quanto specificato dall’Inps nella circolare in materia [1], la Naspi è sospesa se il disoccupato inizia un nuovo rapporto di lavoro dipendente di durata non superiore ai sei mesi. Il rapporto di lavoro può essere svolto anche all’estero, sia in un paese europeo o convenzionato con l’Italia in materia di previdenza sociale, che in un paese extra europeo non convenzionato.
La Naspi, nella generalità dei casi, è sospesa d’ufficio, in quanto l’Inps è a conoscenza dei rapporti di lavoro subordinato attivati grazie alla comunicazione di assunzione Co Unilav, inviata telematicamente dal datore di lavoro. Con questa comunicazione, difatti, sono automaticamente informati tutti gli enti competenti, tra cui l’Inps.

Come si sospende la Naspi?

Nei casi in cui, invece, il datore di lavoro non sia obbligato all’invio anticipato del modello Co Unilav (agenzie di somministrazione, datori di lavoro stranieri, agricoli…), il lavoratore deve informare l’Inps del nuovo rapporto lavorativo a termine, con durata entro i 6 mesi, attraverso il modulo Naspi-Com.
Questo modulo può essere inviato attraverso i servizi web dell’Inps, per chi possiede le credenziali di accesso, all’interno della sezione Prestazioni a sostegno del reddito- Naspi. Se si è in possesso del pin dell’Inps, la Naspi-Com si può comunicare anche attraverso il call center Inps, chiamando il numero 803.164 o 06.164.164 da telefono mobile. In caso contrario, si può compilare il modulo Naspi-Com cartaceo e inviare tramite patronato.

Come si riattiva la Naspi?

La Naspi si riattiva automaticamente alla scadenza del rapporto: l’indennità di disoccupazione, terminato il periodo di sospensione, riprende a decorrere normalmente.

Che cosa fare se la Naspi non si riattiva?

Se la Naspi, terminato il periodo di sospensione, non riprende a decorrere in automatico, è bene controllare dai servizi telematici dell’Inps (My Inps) lo stato dei pagamenti; è possibile anche contattare il call center dell’Inps, oppure farsi aiutare da un patronato. In alcuni casi, per comunicare le informazioni che eventualmente l’Inps potrebbe richiedere in merito alla propria condizione lavorativa, può essere necessario l’invio di una comunicazione tramite il modulo Naspi-Com.

note

[1] Circ. n.94/2015.


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