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Il contratto di agenzia

7 Marzo 2018 | Autore:
Il contratto di agenzia

Tutto quello che c’è sapere sul contratto di agenzia: il ruolo dell’agente, del preponente, la provvigione e il diritto di esclusiva

L’agenzia è quel contratto con il quale l’imprenditore – detto preponente – incarica stabilmente un soggetto, l’agente, di promuovere, per suo conto, la conclusione di contratti in una zona determinata [1]. Il soggetto che promuove la conclusione dei contratti si chiama agente, mentre colui per conto del quale l’attività viene svolta si chiama preponente. Ma vediamo nel dettaglio i caratteri del contratto di agenzia.

Contratto di agenzia: chi è l’agente di commercio?

L’agente è un lavoratore, iscritto alla Camera di commercio, che svolge la propria attività in favore del preponente, ma il suo diritto ad ottenere il compenso è strettamente connesso agli effettivi contratti che, per effetto della sua intermediazione, l’imprenditore conclude con i terzi. Il lavoro dell’agente, in sostanza, viene retribuito solo se effettivamente produttivo e se, dunque, si concretizza in un affare in favore del suo preponente. L’agente, in cambio dell’attività prestata, riceve dall’imprenditore il pagamento della provvigione.

Nei casi nei quali l’agente di commercio è autorizzato a concludere l’affare direttamente in nome e per conto del preponente, allora si tratta di un rappresentante di commercio. Il contratto d’agenzia, oltre che dal Codice civile, è disciplinato anche da leggi speciali [2] e da Accordi economici collettivi (cosiddetti Aec) stipulati per i settori dell’Industria e della cooperazione e del Commercio.

Nonostante il contratto di agenzia presenti molte affinità con gli elementi tipici del rapporto di lavoro subordinato (ad esempio il rispetto delle istruzioni fornite dal preponente, l’obbligo di preavviso e l’indennità di fine rapporto in caso di cessazione del contratto) esso rimane un contratto di lavoro autonomo in quanto l’agente, a differenza del dipendente si assume totalmente il rischio connesso all’incarico ricevuto e svolge l’attività in favore del preponente con organizzazione di mezzi propri. L’agente non è dunque un lavoratore subordinato ma autonomo, che organizza liberamente il proprio lavoro senza vincoli di orario, sceglie i clienti e sopporta le spese dell’organizzazione. Tuttavia la sua autonomia non è assoluta: il codice civile prescrive espressamente che l’agente è tenuto ad adempiere l’incarico secondo le istruzioni ricevute [3]. Ciò fa di lui una categoria ibrida, tanto che la dottrina e la giurisprudenza hanno suddiviso i rapporti di agenzia in due categorie:

  • lavoratori parasubordinati: appartengono a questa categoria gli agenti che svolgono la propria attività con lavoro prevalentemente personale;
  • lavoratori autonomi: sono quelli che svolgono la propria attività con lavoro prevalentemente altrui.  

L’agente può essere una persona fisica che svolge autonomamente la propria attività e collabora stabilmente con il preponente oppure una società di persone, dotata di organizzazione propria, i cui rappresentanti legali sono a loro volta agenti di commercio.

Contratto di agenzia: la provvigione dell’agente

Come anticipato, l’agente non riceve una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del lavoro svolto ma ha diritto alla provvigione quando l’affare tra i preponente e il cliente è concluso ed eseguito grazie al suo intervento. La provvigione può essere determinata in misura percentuale sul valore dell’affare o in misura fissa. Nel caso in cui non sia disposto alcunché tra le parti, la provvigione viene determinata in base agli usi o equitativamente dal giudice.

Dalla natura del contratto di agenzia deriva per l’agente l’obbligo di promuovere stabilmente e continuativamente la distribuzione dei prodotti o servizi del preponente in una zona determinata, mettendosi in contatto con la potenziale clientela. In sostanza l’agente deve convincere il potenziale cliente ad effettuare delle ordinazioni, così da realizzare un incremento diretto delle vendite. I servizi e i prodotti oggetto di un contratto di agenzia possono vari: dai gioielli ai libri, ai prodotti farmaceutici o agli strumenti informatici. L’agente può anche promuovere la conclusione di contratti relativi a beni immobili come l’acquisto, la vendita o la locazione di edifici.

Contratto di agenzia: il diritto di esclusiva

Generalmente l’attività di promozione è svolta con diritto di esclusiva delle parti, che si riferisce dunque sia al preponente sia all’agente. Il diritto di esclusiva tutela sia l’interesse dell’agente a non avere concorrenti nella sua area di competenza, sia l’interesse del preponente a che l’agente promuova affari solo per suo conto e non per imprese concorrenti.  Il diritto di esclusiva rappresenta l’elemento più caratterizzante il contratto di agenzia, sebbene non sia essenziale. Infatti, le parti, possono contrattualmente decidere di rinunciare al diritto di esclusiva nei reciproci rapporti [4].

Qualora sia pattuita l’esclusiva, per tutta la durata del rapporto da un lato il preponente non può avvalersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona ed in relazione agli stessi prodotti. Dall’altro lato l’agente non può trattare gli affari di più società in concorrenza tra loro nella stessa zona e per lo stesso ramo di affari. La violazione dell’esclusiva da parte del preponente fa sorgere in capo all’agente il diritto di ottenere comunque la provvigione anche se i contratti sono stati conclusi senza il suo intervento. Se, invece, la violazione dell’esclusiva è commessa dall’agente, si realizza una delle ipotesi tipiche di recesso per giusta causa da parte del preponente.

Contratto di agenzia: la durata

Il contratto di agenzia può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. Tuttavia, se il contratto di agenzia a tempo determinato continua ad essere eseguito successivamente alla scadenza del termine si trasforma in contratto a tempo indeterminato. Mentre se il contratto di agenzia è a tempo indeterminato ciascuna delle parti può recedere liberamente dandone preavviso all’altra parte.

Contratto di agenzia: la rappresentanza dell’agente

Come abbiamo detto, di norma l’agente non ha la rappresentanza del preponente. Tuttavia il nostro ordinamento prevede una sorta di rappresentanza passiva in capo all’agente [5]. Ciò vuol dire che tutte le dichiarazioni che riguardano l’esecuzione del contratto concluso per il tramite dell’agente e i reclami relativi alle inadempienze contrattuali fatti all’agente sono validi e come se fossero fatti direttamente al preponente. La ratio della norma sta nella volontà di tutelare i terzi contraenti, i quali hanno contatti con il solo agente e non con il preponente.

 

 


note

[1] Art. 1742 Cod. Civ.

[2] L. n. 204/1985.

[3] Art. 1746 Cod. Civ.

[4] Così Cass. n. 17063/2011.

[5] Art. 1745 Cod. Civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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