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Testamento olografo con grafia diversa: come contestarne l’autenticità

8 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 dicembre 2018



Il testamento olografo contiene firme con grafia differente. Può essere contestato?

Uno dei requisiti essenziali del testamento olografo, previsto dall’articolo 602 del Codicecivile, è che esso sia scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore.

Lo stesso articolo 602 del Codice civile aggiunge che la sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni.

Riassumendo: per la legge il testamento olografo deve essere integralmente scritto a mano daltestatore (cioè dalla persona che sta scrivendo le sue ultime volontà relative alla destinazione dei benidi sua proprietà) ed è necessario che sia indicata la data e che il testamento sia sottoscritto dal

testatore con una la firma che deve essere apposta alla fine della scrittura, cioè al termine delle disposizioni.

Nel caso specifico, in base agli elementi forniti nel quesito dal lettore, sembra di capire che il testatore abbia apposto la sua firma sul testamento più volte, probabilmente non solo alla fine delle disposizioni, ma anche su ogni foglio, magari a margine di ogni foglio.

Apporre la firma non solo al termine delle disposizioni, ma anche al termine di ogni foglio o a margine di ogni foglio, è sicuramente consentito.

Fatta questa premessa, occorre dire che se al lettore sembra che le diverse sottoscrizioni apposte nel testamento non siano autentiche e che, quindi, ci possa essere il sospetto che il testamento sia stato in qualche modo manipolato, deve considerare che tocca a lui dimostrare che il testamento non è autentico (cioè è falso in tutto o in parte).

Infatti, con sentenza n. 4.848 del 24 febbraio 2017, la Corte di Cassazione ha confermato che tocca a chi contesta l’autenticità del testamento olografo dimostrare, nel corso del processo, che il testamento è, appunto, non autentico (cioè falso).

Non basta, cioè, il sospetto che il testamento sia falso.

Nel caso specifico quindi, ed in qualsiasi altro caso simile, per far dichiarare dal giudice la falsità del testamento olografo non basta sostenere che le grafie delle firme sembrano diverse, ma occorre dimostrare al giudice con prove attendibili (ad esempio una valida perizia grafica) che effettivamente le firme apposte sul testamento non sono autentiche.

Questo vuol dire, naturalmente, che chi vuole ricorrere al giudice per far dichiarare la falsità di un testamento deve procurarsi le prove della falsità prima dell’inizio del processo (ad esempio, una valida perizia grafica).

Il lettore, quindi, potrà seriamente pensare di iniziare una causa soltanto dopo che avrà eventualmente a disposizione una prova sufficientemente solida della falsità di una o più firme: non gli servirà a nulla,invece, un semplice sospetto perché, si ripete, tocca al lettore dimostrare in un eventuale processo chele firme siano false.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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