Diritto e Fisco | Articoli

Naspi: chi apre partita Iva decade dallo stato di disoccupazione?

14 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Dicembre 2018



Sono un geometra abilitato all’esercizio della libera professione e non ho fatto ancora l’iscrizione alla cassa geometri Cipag. Pertanto non ho ancora nessuna partita IVA. Sto attualmente effettuando un tirocinio presso il Segretariato Regionale MIBACT per la mia Regione in quanto sono iscritto presso il centro per l’impiego ed ho firmato il Patto di servizio rilasciato dal CPI competente con lo stato di disoccupazione. A gennaio vorrei iscrivermi all’albo dei Geometri e aprire la mia posizione alla cassa Geometri, effettuando quindi l’apertura della partita IVA. Lo stato di disoccupazione presso il centro per l’impiego resta invariato fino al limite dei 4800,00 Euro?

Nel caso specifico, in base alle disposizioni del decreto attuativo del Jobs Act in materia di disoccupazione (D.lgs. n.150/2015), non sussistono problemi riguardo al mantenimento della condizione di non occupazione con partita Iva aperta, purché non si superi il reddito annuo, derivante da lavoro autonomo, pari a 4.800 euro.

L’apertura della partita Iva, difatti, non contrasta con la permanenza dello stato di non occupazione, né, addirittura, col diritto a percepire l’indennità di disoccupazione Naspi. Contrasta, invece, col diritto a percepire l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, cioè per i lavoratori parasubordinati, la Dis-Coll.

Nel caso specifico, non avendo il lettore terminato un rapporto di lavoro subordinato (dipendente) o parasubordinato (collaborazione, o co.co.co.), non ha diritto ad alcuna delle due indennità di disoccupazione, ma ha comunque diritto allo stato di disoccupazione in quanto risulta iscritto presso il centro per l’impiego, ha reso la Did, cioè la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro e alle iniziative formative, e ha firmato il patto di servizio per lui predisposto dal CPI competente. Per quanto riguarda l’iscrizione presso un albo professionale, nemmeno questa è incompatibile con lo stato di disoccupazione o col diritto alla percezione di un’indennità di disoccupazione.

Un conto, però, è il possesso dello stato di non occupazione, un conto è lo stato di disoccupazione in qualità di lavoratore privo d’impiego: per quest’ultimo status, che occorre per diverse agevolazioni all’assunzione, ma non occorre per le agevolazioni sociali e sanitarie, in base alla nota del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 2866 del 26 febbraio 2016, occorre che la partita Iva, se aperta, non sia movimentata negli ultimi 12 mesi, precedenti la presentazione della Did.

Il quadro normativo è diventato abbastanza confuso dopo che il D.lgs. 150/2015 è stato modificato dal D.lgs. 185/2016 (la cosiddetta riforma del Jobs Act).

A voler dunque fare il punto della situazione:

– se non si possiede lo stato di disoccupazione come soggetto privo d’impiego, lo si può ottenere anche con la partita Iva aperta, ma questa non deve essere movimentata (quindi non devono esserci acquisti, fatturato, o altri movimenti in entrata e in uscita) almeno nei 12 mesi che precedono la Did;

– ottenuto lo stato di disoccupazione come soggetto privo d’impiego, lo si può perdere se si svolge una qualsiasi attività di lavoro autonomo, parasubordinato o subordinato, a prescindere dal reddito prodotto; interviene la sospensione dallo stato di disoccupazione solo se la nuova occupazione è un lavoro subordinato, che dura meno di 6 mesi;

– lo stato di disoccupazione come soggetto privo d’impiego non va invece confuso con lo stato di non occupazione: la condizione di “non occupazione” è quella di coloro che non sono occupati in un’attività lavorativa in forma subordinata, parasubordinata o autonoma, oppure di coloro che, pur svolgendo tale attività, ne ricavino un reddito annuo inferiore ad 8mila euro, se dipendenti o parasubordinati, e ad 4.800 euro se lavoratori autonomi.

Per quanto riguarda l’indennità di disoccupazione:

la Naspi, l’indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, può essere domandata anche se è presente un’attività di lavoro autonomo in corso di svolgimento al momento della presentazione della Did, la dichiarazione d’immediata disponibilità: l’importante è che il reddito derivante dal lavoro autonomo non superi i 4800 euro annui, anche nel caso in cui la partita Iva sia aperta successivamente;

possiamo dunque affermare che per la Naspi è sufficiente lo stato di non occupazione;

per la Dis-coll, l’indennità di disoccupazione dei collaboratori, invece, è necessario aver chiuso la partita Iva al momento della domanda; la partita Iva si può riaprire in seguito, ma non vanno superati i 4800 euro annui di reddito derivante dall’attività autonoma.

Venendo al quesito in esame, per il mantenimento dello stato di disoccupazione:

-nell’ipotesi in cui occorra lo stato di disoccupazione in qualità di lavoratore privo d’impiego, status che il lettore attualmente possiede, questo non si mantiene in caso di apertura della partita Iva; si può successivamente ripristinare se la partita Iva non è movimentata per 12 mesi e viene nuovamente resa la Did al centro per l’impiego;

-nell’ipotesi in cui occorra lo stato di non occupazione, necessario per la maggior parte delle agevolazioni e delle prestazioni, questo stato si mantiene anche con l’apertura di una partita Iva, purché non si superi il reddito annuo di 4800 euro.

È importante tener presente che per le prestazioni di politica attiva effettuate dal centro per l’impiego è necessario lo stato di disoccupazione, mentre per le prestazioni sociali, sanitarie e agevolative basta lo stato di non occupazione.

In conclusione:

se il lettore apre la partita Iva, iscrivendosi all’ordine dei Geometri, e non supera il reddito di 4800 euro annui, mantiene lo stato di non occupazione; non mantiene però lo stato di disoccupazione, quindi non potrebbe partecipare alle iniziative del centro per l’impiego, come le iniziative formative e la ricerca attiva di lavoro.

A proposito della ricerca attiva di lavoro bisogna osservare, però, che il Jobs Act del lavoro autonomo (D.lgs. 81/2017), prevede l’istituzione, presso il centro per l’impiego, di un apposito sportello dedicato ai professionisti con partita Iva che cercano lavoro, e che prevede anche appositi sostegni per chi si mette in proprio.

Ad ogni modo, con l’imminente riforma dei centri per l’impiego il quadro potrebbe cambiare: con tutta probabilità, saranno modificate le norme che prevedono la non decadenza dallo stato di non occupazione in caso di apertura di partita Iva, con reddito inferiore a 4800 euro, nella parte in cui “dimenticano” di prevedere anche la mancata decadenza dallo stato di disoccupazione (secondo la dottrina in materia, si tratta puramente di una svista nella formulazione della normativa, quindi chi apre la partita Iva non dovrebbe decadere nemmeno dallo stato di disoccupazione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci

 



scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA