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Gli eredi testamentari beneficiari delle polizze

15 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Dicembre 2018



Mia zia defunta, vedova senza figli nè sorelle e fratelli, nel testamento olografo ha lasciato una somma di denaro, depositata in banca,ai nipoti di suo marito defunto, ed un’altra somma di denaro a noi quattro nipoti diretti figli di sorelle defunte scrivendo i nomi in un’altra banca. Abbiamo scoperto da alcune polizze che i beneficiari sono gli eredi testamentari. Chi sono gli eredi testamentari?

Le polizze stipulate a favore di terzi, come nel caso specifico, non entrano a far parte dell’asse ereditario, con la conseguenza che l’unico titolo in base al quale il beneficiario riscuote le somme è il contratto di assicurazione e non il testamento o la legge (successione legittima). Il testamento o le regole della successione legittima possono tuttavia servire per individuare i beneficiari designati dall’assicurato.

L’assicurato, nel momento in cui stipula la polizza o in un momento successivo (e salvo revoca), designa i beneficiari in caso di morte: egli può individuare specifici soggetti oppure indicare più genericamente, come spesso accade con il ricorso a formule standard, “eredi legittimi” e/o “eredi testamentari”. Qualora, come nel caso di specie, l’assicurato abbia designato come beneficiari della polizza gli “eredi testamentari”, occorre guardare al testamento per comprendere quali sono effettivamente i soggetti ai qualil’assicurazione dovrà liquidare il capitale.

Nel caso di specie, le polizze dovranno essere liquidate a favore di tutti gli eredi testamentari (nipoti del marito e nipoti diretti figli di sorelle defunte) a condizione che questi abbiano accettato l’eredità: l’accettazione dell’eredità è presupposto fondamentale per acquistare la qualità di erede e quindi per beneficiare della polizza.

Occorre individuare il criterio di ripartizione delle quote del capitale assicurato tra gli eredi. Secondo la giurisprudenza maggioritaria e la prassi delle compagnie assicurative, il capitale deve essere diviso in parti uguali tra tutti gli eredi designati (nel caso specifico tutti gli eredi testamentari). Esiste tuttavia un orientamento della Cassazione (Cass. sent. n. 19210/2015), rivoluzionario ma comunque poco applicato, secondo cui il capitale deve essere, invece, diviso secondo le regole della successione testamentaria e, quindi, in proporzione alla quota di eredità ricevuta per testamento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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