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Controparte contumace e termini ex art. 183 c.p.c

15 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Dicembre 2018



Ho affidato un’impugnativa condominiale ad una mia amica avvocato. L’amministratore non ha comunicato la notifica e non si è costituito in giudizio. La mia amica mi ha detto di aver chiesto termini per esporre meglio le nostre ragioni, ma la vedo disorientata. Che cosa si deve depositare ai sensi dell’art.183 cp.c. nelle tre scadenze nel caso in cui la controparte non si sia presentata?

Alla luce del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Articolo 183 cod. proc. civ. ed i termini previsti dal sesto comma.

La norma qui in esame [1] regola la cosiddetta fase preistruttoria di una causa dinanzi al Tribunale.

In termini più poveri, l’azione legale si introduce con l’atto di citazione a giudizio inviato alla controparte e si iscrive presso l’ufficio giudiziario in questione, mediante deposito della copia notificata del predetto atto introduttivo e degli eventuali documenti di natura probatoria.

Dopo aver fatto ciò, il Tribunale:

– attribuisce un numero cronologico alla causa, detto numero di registro generale;

– nomina il giudice istruttore;

– fissa la prima udienza davanti al magistrato predetto.

Ebbene, durante questa prima udienza, è regola per le parti chiedere i termini oggetto della presente consulenza.

In sostanza, gli avvocati hanno la possibilità di sviluppare ulteriormente le proprie tesi difensive e di supportarle:

– precisando o persino modificando le proprie domande contenute nella citazione o nella comparsa di costituzione del convenuto;

– replicando alle predette precisazioni e/o modificazioni e proponendo i propri mezzi istruttori (ad esempio, il nominativo di eventuali testimoni e delle domande a cui dovrebbero rispondere);

– replicando ai predetti mezzi istruttori proposti dalla controparte, eventualmente indicando prove di natura contraria.

Ebbene, la descritta attività avviene in tre fasi, successive alla predetta prima udienza dinanzi al magistrato:

– entro 30 giorni, si precisano le proprie domande;

– nei successivi 30, si replica a ciò che ha scritto la controparte e si indicano le proprie prove (come detto, ad esempio, i testimoni);

– nei successivi 20, si indica soltanto la prova contraria a quella indicata dalla controparte, eventualmente anche contestandola (ad esempio, si potrebbe sottolineare l’inammissibilità del testimone indicato dalla controparte, perché non legittimato a testimoniare).

Il magistrato in questione, quindi, se richiesto dalle parti, concede i descritti termini e fissa l’udienza successiva nel periodo seguente alla scadenza dei medesimi.

CASO CONCRETO

Dall’esame del quesito emerge che la sua controparte è contumace nel presente procedimento. In sostanza, essa ha preferito non costituirsi e difendersi nel predetto contenzioso.

Ebbene si tratta di una scelta assolutamente legittima che però, di fatto, non condizionerà l’esito dell’azione legale. La lettrice, infatti, per mezzo del suo avvocato, dovrà comunque dimostrare le proprie ragioni e non sarà, pertanto, la contumacia del condominio a farle vincere la causa a prescindere da ogni attività.

È per questo motivo, quindi, che la richiesta dei termini oggetto della presente consulenza, potrà tornare molto utile ai suoi interessi. E quindi, rispondendo alla domanda in esame (Che cosa si deve depositare ai sensi dell’art.183 nelle tre scadenze nel caso in cui la controparte non si sia presentata?) l’avvocato della lettrice:

– nel primo termine di 30 giorni potrà depositare un documento, detto memoria ex art. 183 6 comma n.1, per ulteriormente sviluppare ed approfondire le proprie difese, ad esempio, proprio citando giurisprudenza;

– nel secondo termine di 30 giorni, potrà depositare un documento, detto memoria ex art. 183 6 comma n.2, per indicare i propri mezzi di prova (ad esempio qualche testimone, se utile), ma questo adempimento potrebbe essere superfluo, se la causa è sufficientemente provata con la documentazione già in atti. Ovviamente, nella predetta memoria non avrà da replicare a nessuno, vista la contumacia di controparte;

– invece, nel terzo termine di 20 giorni, non dovrà depositare alcunché, non dovendo indicare alcuna prova contraria a quello del condominio (sempre perché quest’ultimo ha preferito non difendersi e quindi, nel secondo termine, non ha potuto proporre alcuna prova a sostegno delle proprie ragioni).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Marco Borriello

note

[1] Art. 183 cod. proc. civ.


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