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Casa ereditata: trasferimento della proprietà o donazione

15 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Dicembre 2018



Sono proprietaria di una casa, ereditata dai miei genitori, insieme a mia sorella, casa dove attualmente viviamo. Ora però abbiamo necessità di avere ognuna una propria casa. Mia sorella rimarrebbe nella suddetta casa, mentre io vorrei acquistarne un’altra dove andare ad abitare. Per riscattare la mia parte, mia sorella dividerebbe con me le rate del mutuo. Come posso fare per trasferirle la proprietà dato che non c’è passaggio di soldi effettivo? Esiste solo la donazione? Quanto potrebbe costare questo trasferimento di proprietà?

Se l’intenzione della lettrice è di trasferire la proprietà della sua quota a sua sorella, le vie percorribili sono solo quelle della vendita (cioè del trasferimento della proprietà a titolo oneroso, cioè dietro pagamento di un prezzo) o della donazione (cioè del trasferimento della proprietà a titolo gratuito, cioè senza pagamento di un prezzo).

Se l’intenzione della lettrice è di trasferire la proprietà a titolo gratuito, allora questo scopo sarà raggiungibile attraverso la stipula di un atto di donazione che richiede necessariamente un atto pubblico e, quindi, l’assistenza di un notaio.

Questo vuol dire che per l’atto di donazione sarà necessario:

– pagare l’onorario al notaio (a questo scopo è possibile chiedere un preventivo scritto al professionista); si noti che nei confronti del notaio gli onorari sono dovuti per intero sia da chi dona sia da chi riceve la donazione, mentre nei loro rapporti interni le parti, cioè donante e donatario, possono accordarsi liberamente per stabilire a chi tocchi il carico degli onorari notarili;

– pagare l’imposta di donazione (nel caso di donazione tra sorelle l’imposta è dovuta solo se il valore del bene donato supera i centomila euro e nella misura del 6% della parte che supera i centomila euro): l’imposta di donazione, se dovuta, è a carico del donatario (cioè di chi riceve la donazione);

– pagare l’imposta di registrazione (nella misura fissa di duecento euro, ma solo se il valore del bene donato supera la franchigia di centomila euro prevista per la donazione tra sorelle);

– pagare l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale (nella misura rispettivamente del 2% e dell’1% del valore del bene donato: queste due imposte sono sempre dovute e tocca pagarle usualmente al donatario).

Questi sono dunque i costi che comporta la donazione della proprietà, cioè il trasferimento della proprietà di un bene immobile a titolo gratuito (cioè senza pagamento di alcun prezzo da parte di chi acquista).

In alternativa è possibile, ad esempio:

1) affittare la propria quota di proprietà dell’immobile: la lettrice potrebbe, cioè, affittare a sua sorella la sua quota restandone proprietaria (stabilendo un canone di affitto che sua sorella le pagherebbe)

2) oppure è possibile dare in comodato la propria quota di proprietà: la lettrice potrebbe, cioè, stipulare con sua sorella un contratto di comodato concedendole di vivere gratuitamente nell’appartamento (appartamento che però, con il contratto di comodato, così come con l’affitto, resterebbe sempre in comproprietà di entrambe).

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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