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Badante: quali diritti alla cessazione del lavoro

15 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Dicembre 2018



Quali sono i diritti di una badante convivente dopo 6 anni? La persona anziana è morta ed i figli non vogliono riconoscere diritti alla badante.

Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che la badante fosse assunta regolarmente con il contratto collettivo nazionale del lavoro di categoria, ossia il CCNL per il personale domestico.

Ciò detto, in caso di interruzione del rapporto di lavoro, in genere la famiglia è tenuta a dare alla badante un preavviso di licenziamento pari a 30 giorni di calendario qualora abbia maturato un’anzianità di servizio superiore a 5 anni (come nel caso di specie). Tuttavia, esistono anche dei casi nei quali non bisogna rispettare tale termine (come nel caso del decesso della persona da assistere), poiché per ovvi motivi non è possibile prevedere l’evento di morte e quindi preavvisare per tempo la badante.

Dunque, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro alla badante non spetta altro che la sua busta paga per i giorni che ha lavorato durante il mese di decesso della persona da assistere, compresi alcuni istituti contrattuali imprescindibili, quali:

– il Trattamento di Fine Rapporto (TFR);

– le ferie (se ha periodi feriali non fruiti completamente);

– i permessi (se ha periodi di permessi non fruiti completamente);

– la tredicesima (per le mensilità maturate).

Il TFR, come stabilisce l’art. 40 del CCNL di categoria, spetta in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro. Esso è determinato, a norma della legge 29 maggio 1982, n. 297, sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno,comprensive del valore convenzionale di vitto e alloggio: il totale è diviso per 13,5. Le quote annue accantonate sonno incrementate a norma dell’art. 1, comma 4, della citata legge, dell’1,5% annuo, mensilmente riproporzionato, e del 75% dell’aumento del costo della vita, accertato dall’ISTAT, con esclusione della quota maturata nell’anno in corso.

Le ferie, invece, che maturano indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, spettano al lavoratore per un periodo di 26 giorni lavorativi. Quindi, se nell’anno di competenza la badante non ha goduto dell’intero ammontare di ferie ha diritto di percepire nell’ultima busta paga l’indennità sostitutiva di ferie, che compensa appunto il mancato godimento di tale periodo per l’interruzione improvvisa del contratto.

Per quanto riguarda i permessi, invece, la badante ha diritto ai seguenti permessi individuali retribuiti:

– per l’effettuazione di visite mediche documentate (coincidenti almeno parzialmente con l’orario di lavoro): 16 ore annue;

– per comprovata disgrazia a familiari conviventi o parenti entro il 2° grado: 3 giorni lavorativi;

– al lavoratore padre in caso di nascita di un figlio: 2 giornate di permesso retribuito.

Se tali permessi non sono stati fruiti interamente prima della cessazione del rapporto di lavoro, devono anch’essi essere compensati nell’ultima busta paga da erogare alla badante.

Infine, al lavoratore spetta anche la tredicesima entro il mese di dicembre, nella misura di una mensilità di retribuzione globale di fatto (comprensiva dell’indennità di vitto e alloggio), frazionabile per dodicesimi se il servizio prestato è inferiore all’anno (a questi fini la frazione di mese pari o superiore a 15 giorni si considera come mese intero). Quindi, quando si interrompe il rapporto di lavoro la famiglia deve corrispondere le mensilità di tredicesima maturate fino alla cessazione del rapporto di lavoro, conteggiando esclusivamente i mesi il cui rapporto di lavoro si sia protratto per più di 15 giorni.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio

 


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2 Commenti

  1. Il mio datore di lavoro è morto il 3 aprile 2018 dopo aver lavorato 1 anno è 3 mesi. Sono 7 mesi che non ho ricevuto ancora gli stipendi per mese di marzo, aprile è TFR.. ( i contributi mi li ha pagati e mi ha messo in desoccupazione)… Devo specificare che era subordinato da un avocato di sostegno che tuttora è anche per il padre del ragazzo che è morto ( che si trova in un istituto)…. Motivo e la successione… La mia domanda è quando posso avere gli arretrati che mi aspetta… La cifra è intorno a 4000€. Grazie

    1. Se il rapporto di lavoro si è instaurato tra badante ed eredi questi rispondono in prima persona del debito e la badante qualora decidesse di agire in giudizio sarebbe tenuta ad aggredire anche il loro patrimonio personale. Al contrario, se il rapporto lavorativo si era instaurato tra badante e defunto, gli eredi si accollano il debito per effetto della regolare successione.Di conseguenza:
      -se hanno accettato l’eredità rispondono del debito anche con i propri beni personali che potrebbero essere addirittura pignorati;
      -se hanno accettato con beneficio di inventario dovranno pagare i creditori nei limiti del valore ereditato;
      -se hanno rinunciato all’eredità, non saranno tenuti al pagamento di nessun debito e non avranno diritto di ricevere nessuna eredità.

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